Anche rappresentanti della Rete della Resistenza sui Crinali a Roma con le associazioni a manifestare contro gli ulteriori regali che il Governo intende concedere all’eolico industriale.

Ecco il comunicato stampa emesso a seguito della manifestazione:

Il Sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo incontra i rappresentanti degli ambientalisti contro l’eolico

Roma, 18 aprile 2012 – Il sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo, ha incontrato i rappresentanti di un gruppo di associazioni ambientaliste, fra cui  Amici della Terra, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Comitato per il Paesaggio e il Comitato per la Bellezza che gli  hanno esposto le proprie preoccupazioni in merito al decreto per gli incentivi all’eolico che sta per essere emanato dai ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente.
Infatti, lamentano gli ambientalisti, il decreto avrebbe dovuto azzerare gli incentivi che l’industria dell’eolico ha gia preso per 10 anni danneggiando il paesaggio dei più bei crinali appenninici per un risultato risibile in termini di energia prodotta e  CO2 evitata.
> Invece, nonostante il Governo riconosca che è stato un errore pesare sulle bollette degli italiani solo a  beneficio delle rinnovabili elettriche escludendo le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica, il decreto continua a destinare incentivi, principalmente all’eolico, pesando sulle bollette per ulteriori 3 miliardi di euro per i prossimi 20 anni, che si aggiungono ai 9 miliardi/anno attuali.

Il sottosegretario Gianfranco Polillo ha ascoltato con molta attenzione le argomentazioni, si è dichiarato molto sensibile al problema e ha promesso che il Ministero dell’Economia seguirà con grande attenzione l’iter di emanazione del decreto.

L’incontro è avvenuto a margine della contromanifestazione che ambientalisti e intellettuali hanno organizzato per contestare la manifestazione promossa da Legambiente a sostegno dell’industria dell’eolico.

La contromanifestazione, a cui hanno partecipato anche Carlo Ripa di Meana, Nicola Caracciolo e Vittorio Emiliani, e il comitto Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi ha provocato un animato battibecco nella piazza di Montecitorio  che i sostenitori delle rinnovabili elettriche pretendevano di occupare da soli.

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Sabato 21 aprile, Assemblea Pubblica

“Fra finta crescita e de-crescita, esiste una terza strada: una crescita vera, incentrata sull´utilità sociale e non sui profitti di banche e imprese. Ne esiste, anzi, persino il progetto, che governanti e politici amano dimenticare. Si chiama Costituzione. Ma per una vera crescita nella legalità e nello spirito della Costituzione, cioè del bene comune, è necessario investire prioritariamente in cultura e non in ponti sullo Stretto, in ricerca e non in incentivi alle imprese che disseminano pale eoliche in valli senza vento, nella scuola e non nei tunnel.” (Salvatore Settis)

Assemblea pubblica
IL VENTO DI CASA

per uno scambio di informazioni e un confronto di idee,
partire dall’attualita’ per parlare del nostro futuro
Sabato 21 aprile, ore 15.00
presso la Casa del Principe* (in via Malacalza ang. p.za Solferino)
San Sebastiano Curone (AL)

PROGRAMMA DELLA GIORNATA
- Attività 2011/2012 del Comitato – Michela Ballerini
- A che punto siamo con i progetti di eolico industriale? – Giuseppe Raggi
- Oppurtunità e criticità delle fonti rinnovabili – Stefano Bechis, WWF Italia
– Comitato Nazionale rete energia e clima
- Fare agricoltura in Val Borbera? La proposta di legge sull’agricoltura
contadina – Maurizio Carucci

Per informazioni: tel. 333/7350863 email: comitato@appennino4p.it

*la Casa del Principe si trova nella parte alta di San Sebastiano Curone, vicino alla
Chiesa dell’Assunta. Occorre parcheggiare la macchina in paese e poi salire a piedi

>> scarica la locandina

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2 Appuntamenti Venerdì 20 Aprile

>>> Venerdì 20 Aprile 2012, alle 20,30 serata informativa del comitato in difesa del paesaggio di Camugnano presso la sala del consiglio comunale di Castel di Casio (BO).
>>> Venerdi 20 Aprile 2012, alle ore 21,00, presso la sala Parrocchiale di Farini, il neo-Comitato di Nicelli, terrà una pubblica assemblea con la partecipazione del Dr. Miserotti che illustrerà i problemi di salute legati agli impianti eolici industriali, ed un ingegnere che spiegherà le problematiche inerenti questa tipologia di impianti.
Siete tutti invitati !
Per ricordare che cosa sostiene il Dott. Miserotti di Piacenza, vorrei invitare chi ancora non lo conoscesse a leggere l’allegato A delle osservazioni a suo tempo presentate dal comitato GEO di Monterotondo Marittima.
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Se 230 MILIARDI di Euro vi sembran pochi…

Alcuni argomenti per confutare lo schema di Decreto Ministeriale sulla modifica di incentivi alle rinnovabili non FV.

Per rendere comprensibile il mio argomentare a chi non ha studiato nel dettaglio il percorso formativo del testo di legge, mi avvalgo del documento semplificativo, che allego (per scaricare l’allegato cliccare QUI), distribuito dal Governo in sede di presentazione alla stampa dello schema di decreto in occasione del suo invio alla Conferenza Stato Regioni.

Naturalmente gli argomenti per i quali in Italia esiste un ampio movimento anti eolico-industriale hanno fondamenti culturali ben più importanti di quelli economico-finanziari. Ma i motivi economico-finanziari sarebbero da soli in grado di giustificare una moratoria (quanto meno) degli incentivi.

- Pag. 1.

Qui compare immediatamente il punto dolente della questione: si afferma che il Governo intende superare gli obiettivi europei “20-20-20″.

Questa decisione, inserita nel contesto di un decreto ministeriale esecutivo di un decreto dello scorso anno per il raggiungimento degli obiettivi del Piano di Azione Nazionale (PAN) vincolante per il raggiungimento del primo di questi 20 (e a suo tempo negoziato dal Ministro Pecoraro Scanio presso la UE al 17%), cioè quello concernente la produzione di energia da fonti rinnovabili rispetto ai consumi annui nazionali, è, anche formalmente, gravissima. Improvvisamente, in un testo avente finalità esecutive, si decide di modificare la politica energetica italiana dell’ultimo decennio. Vedremo poi che si decide di modificarla nel senso ritenuto, anche nelle parole del Governo stesso, peggiore.

In questa pagina e nelle successive sono elencati alcuni motivi di questa scelta sbagliata, ma qui di seguito inserisco alcuni passaggi della bozza del decreto frettolosamente censurata all’ultimo momento dall’intervento (presumibile) del Ministro dell’Ambiente Clini, già nuclearista, ma convertitosi all’ultimo minuto alle virtù taumaturgiche delle rinnovabili:

Riporto tra virgolette, senza commentare, quanto scriveva in marzo lo stesso Ministero dello Sviluppo:

“L’approccio finora seguito per l’incentivazione dalle fonti rinnovabili non è stato ottimale”.

“Si è teso a privilegiare lo sviluppo di energia rinnovabile elettrica rispetto ai settori calore  trasporti o all’efficienza energetica che, invece, sono modalità economicamente più efficienti per il raggiungimento degli obiettivi”.

“Il ritorno economico sulla filiera italiana è stato spesso non ottimale, a causa delle forti spinte su tecnologie dove l’Italia non ha una leadership mondiale”.

“Gli incentivi corrisposti negli ultimi anni sono stati molto generosi sia in rapporto a quanto corrisposto in altri paesi europei (in molti casi oltre il doppio) sia in termini di ritorni garantiti agli investitori”.

“Non si sono previsti adeguati meccanismi di contenimento dei volumi di installazione sulla base degli obiettivi PAN: ciò ha causato una vera e propria esplosione degli impianti realizzati”.

“Nel fissare gli incentivi non si è tenuto conto del fatto che i costi delle tecnologie rinnovabili sono in rapida diminuzione”.

“Tutto questo si è tradotto in un costo molto elevato per il Paese: ad oggi gli incentivi pesano circa 9 miliardi di euro l’anno (quasi un quarto della bolletta totale italiana) di cui quasi 6 miliardi per il fotovoltaico. Il costo cumulato complessivo è di oltre 150 miliardi di euro”. (Il 10% del PIL annuale italiano, tanto per chiarire…).

“Questo rappresenta un aggravio di 120 euro all’anno per la famiglia media ovvero un’incidenza di circa il 23% sulla bolletta annua media”. (In realtà è molto peggio: 200 euro pro capite. Ma lo vedremo poi).

“Le energie rinnovabili hanno comportato un costo nascosto addizionale e problematiche gestionali significative per le reti elettriche”.

“Occorre rilanciare lo sviluppo delle energie rinnovabili con un approccio alla crescita più virtuoso, basato sulla efficienza dei costi e sulla massimizzazione del ritorno economico e ambientale per il Paese, valutando in particolare che in molti Paesi d’Europa è in corso un ripensamento”.

“Il mix di energie rinnovabili (elettriche termiche e l’efficienza energetica) per il futuro dovrà favorire le tecnologie più vantaggiose in termini di

-Minor costo unitario;

-Maggiori ricadute sulla filiera economica del Paese (ad esempio, percentuale del costo totale generato in Italia);

-Minor impatto ambientale (tenendo conto di vari fattori: emissioni, impatto sul paesaggio, presidio del territorio ecc) e sulle reti elettriche.

Da questo punto di vista occorre rivedere l’attuale gerarchia d’uso delle risorse economiche, spostando il più possibile risorse verso il settore termico e l’efficienza energetica.”
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Decreti rinnovabili elettriche/eolico – Appello di oltre 30 intellettuali italiani al Presidente Monti

Pubblichiamo il seguente comunicato stampa

ITALIA NOSTRA – AMICI DELLA TERRA – MOUNTAIN WILDERNESS – COMITATO NAZIONALE PER IL PAESAGGIO – COMITATO PER LA BELLEZZA – MOVIMENTO AZZURRO

Comunicato stampa

Decreti rinnovabili elettriche/eolico

Appello di oltre 30 intellettuali italiani al Presidente Monti

Si al sostegno delle energie rinnovabili, purché gestito in modo virtuoso, rigoroso e senza ulteriori insostenibili sprechi. Basta con le speculazioni e con gli incentivi sovradimensionati che gravano sulle bollette dei cittadini e favoriscono il malaffare; e basta con l’eolico industriale, di irrilevante utilità, ma responsabile dei maggiori danni a molti preziosi paesaggi italiani. I Decreti presentati ieri dai Ministri Passera e Clini, pur rappresentando un significativo passo avanti, propongono pericolosi obiettivi che potrebbero portare a una ulteriore nociva crescita dell’eolico industriale da oggi al 2020.

Roma, 12 aprile 2012 – Oltre trenta importanti intellettuali italiani, fra cui Giorgio Ruffolo, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Carlo Ripa di Meana,Giancarlo Amendola, Tullio Pericoli, Alberto Asor Rosa, hanno sottoscritto un appello al Presidente Monti affinché i decreti sulle rinnovabili, presentati ieri dai Ministri Passera e Clini, rispettino le intenzioni originarie, eliminando le speculazioni e gli eccessi di incentivi.

L’attuale formulazione, che prevede il 35% di sola energia elettrica, potrebbe portare alla triplicazione degli impianti eolici, impianti che hanno già contribuito alla devastazione di troppe delle superstiti bellezze della Nazione.

In accordo con i criteri di efficienza energetica, gli obiettivi i da raggiungere devono essere una percentuale dei consumi energetici finali e non obbligatoriamente delle percentuali della produzione elettrica.

Sostengono gli intellettuali: “Nelle premesse del decreto, il Governo riconosce finalmente che è stato sbagliato privilegiare lo sviluppo di energia rinnovabile elettrica rispetto ai settori delle rinnovabili termiche, della cogenerazione, dei trasporti e dell’efficienza energetica,settori assai più vantaggiosi in termini economici, di minor impatto ambientale e di maggior ricaduta sull’economia nazionale (…). Temiamo, però, Signor Presidente del Consiglio che le misure definitive che verranno adottate non risultino coerenti con le premesse del decreto e che lascino spazio a interpretazioni ambigue. Temiamo soprattuttoinsidiose marce indietro, sull’onda delle scontate contestazioni di coloro che per anni hanno goduto delle rendite speculative riservate a due sole fonti, l’eolico e il fotovoltaico, le più conosciute fra tutte le rinnovabili ma anche le più discutibili, in termini di risultati e di costi a carico della collettività.”

Il Decreto odierno sembra giustificare una parte di questi timori.

Infine i firmatari auspicano una più rigorosa limitazione dei siti adatti a ospitare le torri eoliche, in analogia col recente provvedimento per l’esclusione degli incentivi ai pannelli fotovoltaici installati sui suoli agricoli.

L’appello, il cui testo completo è riportato in allegato, conclude: “La Costituzione italiana stabilisce che il paesaggio è un bene primario(…) le sue alterazioni non dovrebbero essere negoziabili al di fuori di circoscritti motivi di eccezionale gravità e urgenza, nonché di comprovata utilità per l’intera comunità nazionale. Noi siamo certi che non sia questo il caso
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IL VENTO SENZA VITA – eolico industriale, nuova minaccia per la biodiversità

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Un appello per sostenere il ricorso contro il progetto eolico della Biancarda

Lavori eolici. Un tipico esempio di distruzione di un crinale appenninico.

Il prossimo 11 aprile è prevista l’udienza definitiva al TAR dell’Emilia Romagna al ricorso presentato da WWF e Italia Nostra contro la costruzione del gigantesco impianto eolico progettato al Poggio Biancarda, in uno dei luoghi più belli delle nostre montagne, presso la Ripa della Moia al Monte Fumaiolo, nel territorio comunale di Verghereto (FC).

Vogliamo ricordare, riprendendo anche le parole di Ivano Togni (WWF Cesena) durante l’assemblea tenuta ad Alfero (FC) lo scorso 23 marzo, che la realizzazione dell’impianto eolico della Biancarda costituirà anche una minaccia per il deflusso idrico del torrente Alferello, già piuttosto compromesso.

Mentre piove sempre meno e il problema dell’acqua diventa sempre più cruciale per tutta la Romagna, qui si progettano allegramente nuove centrali idroelettriche, ma nessuno si è chiesto quali conseguenze potranno provocare la realizzazione delle fondazioni per l’ancoraggio delle 13 torri eoliche lungo il crinale fra il Comero e il Fumaiolo, alla Biancarda. Queste torri alte fino a 120 metri (più del grattacielo di Cesenatico) avranno basi di cemento poste a profondità di 10 m, di forma esagonale, con lato di 7 m, diametro di 17 m e spessore di 2 m circa. L’impresa dichiara un totale di 41.767 mc di movimenti terra, dei quali più della metà (22.471) sarà per gli scavi.

In pratica, un blocco di cemento armato lungo più di 220 metri verrà collocato sottoterra sul crinale della Biancarda, proprio là dove si alimentano le sorgenti del Savio e dell’Alferello!

Studiosi competenti in materia – i professori Ferrari, Pupillo e Vai dell’Università di Bologna – mettono tutti in guardia sul gravissimo rischio idrogeologico che comporterà la realizzazione di questo impianto.

In particolare, il prof. Giovanbattista Vai evidenzia le sorgenti e gli acquiferi che verrebbero modificati, distrutti o compromessi: “Interventi così invasivi per fondazioni e sviluppo di viabilità di cantiere, per trasporti di dimensioni eccezionali in aree prevalentemente argillose costellate di frane attive e quiescenti, comportano l’avvio di un nuovo ciclo di erosione e asporto del suolo agrario che dall’area di inviluppo dell’intervento si estende a macchia d’olio a tutti i versanti circostanti, con ingenti danni aggiuntivi e giustificate richieste di indennizzo. I materiali argillosi con le placche calcaree e areniti, soprastanti e interposte, tutte per lo più intensamente fratturate, ospitano un pullulare di sorgenti diffuse, che si sono create vie di circolazione anche dentro le argille per fratturazione tettonica e climatica discreta. Gli interventi con carichi pesanti occluderanno queste vie preferenziali, sconvolgendo i reticoli e generando falde idriche in ristagno, pericolosi catalizzatori di nuove frane. Un rischio ancor maggiore riguarderà l’inquinamento di queste sorgenti, nel caso assai probabile in cui si debba ricorrere a fondazioni su pali, che, come noto, immettono nel terreno grandi quantità di fanghi bentonitici di perforazione a dispersione lungo lo scavo e quindi contaminanti dei percorsi idrici sotterranei che danno luogo ai principali fiumi dell’Appennino Romagnolo.”

Alle ruspe e ai bulldozer che distruggeranno un delicato sistema di acque da cui dipende la nostra sopravvivenza, si aggiunge il rischio, persino maggiore, che la bentonite venga miscelata, come confermano i geologi, con alcuni metalli quali il piombo, il nichel o il cadmio che vengono usate nelle perforazioni per i pali.

Quali saranno gli effetti sulle sorgenti causati da queste profonde perforazioni e dagli inquinamenti del suolo proprio a monte di Alfero?

Ci chiediamo se i nostri sindaci, i nostri assessori all’ambiente, abbiano mai valutato le tragiche conseguenze di questi impianti sulla salute di tutti noi.

O a loro interessa unicamente la salute del bilancio comunale?

Invitiamo tutti coloro che intendono sostenere questa battaglia fino in fondo ad aiutarci per reperire donazioni, dato che per questo ricorso al TAR si devono affrontare continuamente nuove spese.

Il conto sul quale versare liberi contributi é il seguente:

Comitato WWF Forlì
n° conto: 100000016590
IBAN: IT80L0335901600100000016590
BIC: BCITITMX
Specificare: “Pro Ricorso Biancarda”

Ringraziamo tutti colori che in ogni modo ci sostengono e preghiamo di diffondere il più possibile questo messaggio

Comitato Salviamo Biancarda e Poggio 3 Vescovi

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