Novità nel decreto sugli incentivi al fotovoltaico

Da Roma, in apparenza una serie di buone notizie, da valutare in seguito nei dettagli: ilsole24ore.com

Soprattutto, nel decreto, si afferma il principio che gli incentivi che vengono dati per questioni ambientali non possono contribuire a distruggere l’ambiente, ma devono seguire la logica di privilegiare il danno minore, se pure danno ci deve essere. Si spera che analoghe considerazioni vengano adottate, nelle prossime settimane, anche per i decreti attuativi il nuovo sistema incentivante sull’eolico (e, in futuro, per le “biomasse”: non sarà simpatico vivere in mezzo ad una distesa infinita di centrali che bruciano legna e rifiuti organici).

Per puro cinismo mi rallegro anche del fatto che si è frenato sulla prevista fissazione dei tetti di spesa per il fotovoltaico.

Perchè?

Riporto, per chiarire il mio pensiero, un breve brano apparso oggi stesso sul Resto del Carlino (a pag.31), che è uno dei principali sponsor (come abbiamo avuto modo di notare, subendolo sulla nostra pelle) delle lobby delle rinnovabili ed in particolare dell’eolico:

“Se andrà in porto l’ipotesi del Governo, avremo rincari dell’energia del 20% – si sostiene in Confindustria – e finiremo per dover penalizzare altre fonti rinnovabili, come l’eolico, che invece è rimasto indietro sugli obiettivi di sviluppo che l’Italia si è data”.

In realtà, gli obiettivi di sviluppo per l’eolico al 2020, ai ritmi di crescita del 2009 (+ 38% annua), si sarebbero raggiunti già nel 2013 e l’installazione di potenziale eolico del 2010 (che pure si è dimezzata rispetto all’anno precedente, attestandosi attorno al + 20% a causa del noto provvedimento sui certificati verdi dell’art. 45 della manovra correttiva di Tremonti, la primavera scorsa, poi neutralizzato) è stata comunque esattamente il doppio di quella prevista dal piano d’azione nazionale presentato dal Governo a Bruxelles (+ 10% annuo fino al 2020).

L’aumento incontrollato dei costi in bolletta rappresenta l’unica certezza che abbiamo per giungere ad una rapida fine di questa follia delle rinnovabili “industriali”.

Nel frattempo è quindi meglio che, sempre per il citato principio del minor danno, venga installato il fotovoltaico, anziché l’eolico.

Per paradosso, la fine di tutto verrà decretata (presto) proprio dalla Confindustria.

La confederazione è schiacciata dai costi esorbitanti da essa stessa pretesi negli scorsi anni attraverso una inesausta politica di furbesche incentivazioni graziosamente concesse alle sue associazioni di categoria; le stesse che adesso, alla vigilia della fine della grande festa, si stanno combattendo spietatamente per conservare intatta la propria fetta di torta. A danno di tutti gli italiani, insieme consumatori di energia elettrica e contribuenti. E abitanti di un territorio ogni giorno più devastato.

 Alberto Cuppini

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