Un giornalino del PD si occupa di “sviluppo” della montagna…

Riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo di Paola Campori

E’ arrivato ieri un giornalino del PD dell’Emilia Romagna, dedicato alla Montagna, dove i nostri Assessori regionali espongono i propri intenti per quanto riguarda lo “sviluppo” della montagna (I democratici – Marzo 2011).
Metto tra virgolette lo “sviluppo” per significare che io, che abito in montagna da sempre, non riconosco questo come sviluppo ma un tipo di nuovo sfruttamento che non credo possa giovare a nessuno, nè in termini di occupazione artigianale o industriale a meno di non ricoprire di pannelli fotovoltaici tutti i suoli agricoli o di invadere di pale eoliche i crinali della montagna ecc. e nè in termini di occupazione turistica o altro.
E’ un tema ricorrente … quale idea di sviluppo per la montagna, come e perchè … chi mi legge sa di cosa parlo avendo avuto anche un incontro recente sulla presentazione di un libro a Marzabotto di un ragazzo che elencava varie situazioni che riguardano il Parco di Monte Sole.
Anche in tema di biomasse ci sono cose molto confutabili e dubbie come quando si sostiene di poter sfruttare i boschi della montagna per creare nuova occupazione in montagna e produrre energia e si sostiene che questo favorisce il miglioramento dell’aria con lo stoccaggio della CO2.
Non possiamo dirci sicuramenti contrari alle rinnovabili ma dovremo prima o poi fare sentire la nostra voce (cittadini tutti, associazioni e comitati) su che idea abbiamo noi dello sviluppo della montagna oppure della sua conservazione e valorizzazione vera. Ad esempio come vorremmo che questi impianti fossero costruiti, dove e come.
Sicuramente non costruiti a soli fini speculativi o per il solo guadagno degli incentivi statali e sicuramente non vediamo la distesa di pannelli fotovoltaici a terra o gli impianti eolici mega invasivi come integrazione al reddito degli agricoltori come viene spesso decantato.

Vi allego alcune parti degli interventi contenuti in questo giornalino:

– Assessore alle Attività produttive, piano energetico e sviluppo sostenibile, Gian Carlo Muzzarelli, tra le altre cose …
“ora bisogna creare nuova occupazione, da qui la scelta di investire nella ricerca, nell’innovazione, nell’energia e nell’economia verde, per una crescita inclusiva, intelligente, sostenibile. L’Appennino è un luogo di elezione per percorrere questa strada, una splendida area di produzione di energia da fonti rinnovabili, un territorio dove sperimentare la sostenibilità dello sviluppo a 360° ecc.
poi in seguito scrive anche … per una crescita della montagna e di chi la abita il tema degli investimenti è cruciale: vento, sole, acqua offrono grandi chance per lo sviluppo ecc.”

Altro articolo di un “Gruppo di Lavoro del PD per la montagna” sempre nello stesso giornalino …
… infatti la montagna è il giacimento più importante delle risorse energetiche rinnovabili della Regione, che può mettere a disposizione del sistema regionale e al tempo stesso trarne un valore aggiunto ecc.
e ancora … quando si parla di risorse naturali della nostra montagna si fa riferimento al grande patrimonio forestale collocato per oltre il 90% in montagna che può essere gestito per migliorare la qualità ambientale, per ottenere biomassa con la quale produrre energia, per favorire il miglioramento dell’aria con lo stoccaggio della CO2 …. altre risorse fondamentali sono l’acqua, l’energia solare e quella eolica per le quali la montagna è un’area privilegiata. Lo sfruttamento innovativo, integrato ed equilibrato di queste risorse costituisce l’asse fondamentale del Piano Energetico Regionale 2011-2013 ecc.

Queste intenzioni sono il quadro evidente su cui si sta muovendo la Regione; propagandare lo sviluppo “sostenibile” in montagna sfruttando i boschi (in che maniera non si sa bene) per fare impianto a biomasse.
Costruire mega impianti eolici sui crinali e piccoli impianti idroelettrici per produrre energia elettrica.

Può darsi che le intenzioni siano buone ma questi nostri amministratori dovrebbero essere meglio informati sulle varie realtà locali.

Da fonti certe sappiamo che la centrale idroelettrica di Suviana (Bargi) che si trova tra Camugnano e Castel di Casio ha funzionato negli ultimi anni a regimi molto bassi.
Vi è un grande potenziale di energia elettrica pulita che non viene sfruttata per mancanza di richiesta e consumi.

Non possiamo quindi non sottolineare nuovamente che molti impianti si fanno solamente per ottenere degli incentivi e non per una reale necessità di energia elettrica o perchè ci sia veramente sole o veramente vento e non parliamo di acqua quando i fiumi sono già in secca (vedi il fiume Setta massacrato dai lavori della variante di valico) e anche tanti altri affluenti (Brasimone, Vezzano, Limentra ecc. ) che purtroppo vedo quotidianamente in che stato sono ridotti.

Che dire allora … in un periodo così traumatico per quanto riguarda il nucleare non v’è dubbio che dobbiamo incentivare le energie pulite e rinnovabili e soprattutto dobbiamo puntare sulla lotta agli sprechi ….  ma non possiamo neppure permettere degli scempi in nome della green economy.

Quelli come noi che abitano la montagna e vogliono difendere il territorio da speculatori di ogni genere non possono rimanere in silenzio … ci rendiamo conto che occorrono mediazioni e soluzioni su questo delicato tema e spero che le troveremo tutti assieme.

Proprio dove io abito abbiamo assistito ultimamente a: 1. ad un impianto fotovoltaico appoggiato su una montagna dove prima c’era un magnifico panorama, su terreno agricolo ceduto gratuitamente per 20 anni ad una ditta privata che vende l’energia all’Enel e raccoglie tutti i frutti degli incentivi; 2. ad una presentazione di un progetto eolico di 10 pali da oltre 100 mt- di altezza nel crinale che si trova ai margini del Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone, ora pare sospeso per carenza di documentazione a corredo; 3. la progettazione e richiesta finanziamento di una centrale di cogenerazione a biomasse che dovrebbe sfruttare un bosco nel parco dei laghi e la centrale viene costruita su un’area industriale senza al momento nessuna utenza da allacciare … l’energia termica verrebbe dispersa ?  e una parte minoritaria di energia elettrica prodotta venduta all’Enel ? … posti di lavoro direte voi? …. ZERO !!

Sicuramente un problema ancora maggiore è rappresentato dalle minaccie rappresentate dalle ricerche idrocarburi presentate in Regione da multinazionali americane e di cui stiamo occupando da mesi con vari comitati e associazioni, ma comunque è bene che allarghiamo la discussione anche ad altri argomenti anche se magari possono sembrare di minore importanza.
Più che di sviluppo della montagna si dovrebbe parlare di arrembaggio alla montagna, di sfruttamento insensato, di consumo del suolo agricolo e di deturpazione del paesaggio a cui più nessuno pensa.
Aumento di costruzioni edilizie, capannoni industriali da ogni parte, cave, strade ecc. stanno distruggendo fiumi e vene d’acqua potabile; non faccio catastrofismo ma ci sono tante cose che non vanno e il trend è tutto in salita.

Riflettiamo tutti e organizziamoci per salvaguardare la nostra terra e le nostre risorse primarie.

Paola Campori
Camugnano

p.s. nel giornalino suddetto l’intervento del capogruppo PD Monari è invece condivisibile e ben fatto

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