Atti del Convegno Interregionale Emilia Romagna–Toscana sull’eolico

La Federazione Nazionale Pro natura (per il tramite della struttura regionale Pro Natura Emilia-Romagna e l’Unione Bolognese Naturalisti, organizzatori del convegno) ha pubblicato gli atti del convegno interregionale Emilia Romagna – Toscana sull’eolico tenutosi a Settefonti (BO) nel marzo dello scorso anno.
Pubblichiamo qui di seguito la Premessa agli atti del convegno.
Il documento pdf contenente tutti gli atti del convegno può essere scaricato qui.
A nome della RRC ringrazio gli organizzatori ed in particolare, per questo lavoro, il Prof. Vai e l’amico Paolo Silvestri di Forlì.

Alberto Cuppini
Portavoce per l’Emilia Romagna della Rete della Resistenza sui Crinali.

Premessa
Il sabato 20 Marzo 2010 le associazioni Pro Natura Emilia-Romagna e Unione Bolognese Naturalisti (UBN) hanno organizzato un convegno sul tema scottante dell’industria di produzione energetica eolica a Villa Torri di Settefonti in comune di Ozzano Emilia nel Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa. Al convegno, presieduto dal Prof. Francesco Corbetta, ha partecipato in folto pubblico, attento e battagliero, presente anche il nuovo presidente dell’UBN, Prof. Laurita Boni. Ha destato sorpresa la mancanza di autorità locali, in particolare quella dei responsabili provinciali. Infatti quando il prof. Corbetta ha letto un messaggio di saluto del Presidente della Provincia di Bologna, Dott.ssa Beatrice Draghetti, il pubblico ha ironicamente dissentito per l’assenza di un qualificato
esponente di quell’amministrazione che ha sposato in modo più viscerale che razionale la causa eolica nel suo territorio.

Si sono succeduti come relatori gli architetti E. Garzillo e G. Cervi sugli aspetti paesaggistici e normativi, i professori G. B. Vai e R. Santolini su quelli energetici, geologici, faunistici e ambientali, e l’avvocato C. Corbetta su quelli giuridici e del contenzioso. E’ seguita una discussione animata.

Non tira buona aria per l’eolico, almeno in Italia, e da molti punti di vista. Non è una battuta di cattivo gusto, ma il risultato concreto del convegno interregionale.
Garzillo ha sostenuto che la norma di salvaguardia del paesaggio storico contenuta nella prima parte della Costituzione dovrebbe prevalere su ogni altra motivazione, a partire dai criteri del decreto legislativo che parla di attuazione “urgente e indifferibile”. L’entità dell’attuazione, però, non può essere illimitata e senza condizioni, per cui i danni già accertati e le resistenze crescenti impongono una moratoria, in vista di un serio ripensamento.

Anche Cervi ha rivendicato un radicale cambiamento di rotta per non mettere a repentaglio l’identità culturale del paese, e chiesto di denunciare in tutte le sedi istituzionali i danni irreversibili di quelli che anziché “parchi”, come vengono in modo ingannevole indicati, sono vere installazioni industriali, che peraltro scontano condizioni di vento assai precarie.

Vai ha mostrato che il contributo dell’eolico alla domanda energetica è e rimarrà, sembra, trascurabile. In più, rispetto a Danimarca e Germania che hanno sposato l’eolico a un’aggressiva politica industriale e scientifica, l’Italia, che pur disponeva di competenze e tecnologia, non ha sostenuto la sua industria, votandola al fallimento, e ora sviluppa
l’eolico in perdita talmente alta da dover essere compensata da superincentivi rispetto agli altri paesi. Il risultato è una “economia verde” improduttiva e inefficace, che arricchisce le industrie d’Oltralpe a spese del contribuente italiano. Il piano provinciale di sviluppo è poco trasparente e assai carente per gli aspetti geologici. Se il primo parco attuato, quello di M.te Galletto, è ubicato in modo corretto sul piano geologico, quello di Casoni di Romagna è il peggiore possibile per stabilità e durata. E, paradossalmente, non è apparso neppure accettabile. In una sala più che attenta infatti protestava giustamente chi in quell’area desolata ma incontaminata aveva insediato, ben prima, la sua agricoltura biologica e la sua vita.

Per Santolini i problemi energetici del Paese e quelli di emissione di CO2 vanno affrontati nell’ottica degli ecosistemi (in cui anche natura e cultura sono dei valori economici da contabilizzare e utilizzare) e non in modo dilettantesco e viscerale. Vanno messe a frutto conoscenze, competenze e ricerca apposita interdisciplinare, basate sulle caratteristiche e vocazioni dei territori e non demandate a gruppi di potere e società d’affari.

La signora Corbetta ha navigato arditamente fra sentenze e decreti che mostrano tutti come anche questa materia sia trattata all’italiana, e che, dopo una prima fase di corsa all’eolico, favorita dal decreto, dall’incentivazione agli amministratori e dalla poca trasparenza per le popolazioni, la protesta e le resistenze aumentino e un ripensamento
si imponga.

Questo volumetto raccoglie le relazioni ad eccezione di quella di Cervi. E’ stato aggiunto anche l’intervento tecnico di un esperto dell’argomento, l’ingegnere F. Vai, che dimostra la miope carenza di una politica nazionale sul tema. Il ritardo nella stampa degli atti ha messo ancor di più in evidenza la fondatezza dei rilievi sollevati al convegno, le cui previsioni si stanno anche troppo rapidamente attuando, e i rischi di una politica energetica facilona e mal integrata con le caratteristiche naturali e culturali del paese.

G.B. Vai

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