La Provincia di Alessandria dice no all’impianto eolico Concilium

Il 28 novembre la Provincia di Alessandria ha respinto il progetto di 66 torri eoliche (150 metri di altezza) della società Concilium.

E’ ora auspicabile che si chiuda definitivamente il capitolo dell’eolico industriale sui crinali delle valli Borbera, Curone e Staffora e si intraprendano iniziative per la valorizzazione della vocazione agro-pastorale e turistico-ambientale del territorio.

Dopo la sospensione dell’esame dei progetti presentati dalle società Equipe Group ed Enel Green Power, la conferenza dei servizi di lunedì 28 novembre si è chiusa negando l’autorizzazione al progetto di Concilium, il più grande tra quelli presentati, riconoscendo che il progetto va contro il vincolo di salvaguardia operante sui crinali ai sensi dell’articolo 13 del piano paesaggistico regionale (divieto di edificazione in un intorno di 50 metri dai crinali) e per le numerosissime e gravissime lacune che non ne consentono il miglioramento attraverso integrazioni.  Fondamentale il parere della Direzione programmazione strategica settore urbanistico della regione Piemonte, parere che, oltre a richiamare il vincolo di  in edificabilità, ha sottolineato le trasformazioni radicali e irreversibili del territorio che la realizzazione del progetto avrebbe comportato. 
Altro parere decisivo  quello della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte che ha sottolineato, oltre al vincolo ex art. 13, l’ incompatibilita’ con i vincoli dei Decreti Ministeriali 01.08.1985, esistenti in particolare per l’area di Cabella. Nel decreto istitutivo dei vincoli la nostra zona e’ espressamente contraddistinta come area di eccezionale pregio. L’Arpa ha considerato del tutto insufficienti le misurazioni anemometriche prodotte, mentre l’organo tecnico della Provincia ha rilevato gravi incongruenze nel lay out dell’impianto e il settore agricoltura della Regione ha espresso a sua volta analoghe censure sul mancato approfondimento della parte ambientale.
Il settore geologico della Regione ha rilevato la mancanza di studi in sito e la mancanza di uno studio sull’interferenza con le sorgenti e le vene idriche, perché potenzialmente quelle interferite sarebbero numerose, segnalando altresì che non sono state indicate le modalità con cui si pensava di provvedere a reperire gli ingentissimi quantitativi di acqua occorrenti per realizzare gli scavi delle fondazioni.
Tra gli Enti locali, hanno espresso pareri negativi il Comune di Borghetto Borbera, il Comune di Fabbrica Curone, la Comunità Montana Terre del Giarolo.  Parere negativo anche della provincia di Pavia e della Comunità Montana dell’Oltrepo’.

Ci auguriamo che stesso parere venga espresso nei confronti delle procedure ancora aperte di Enel 37 torri e Equipe Giarolo 42 torri in Provincia di Alessandria, in coerenza con i criteri adottati per il progetto Concilium e che si scongiuri definitivamente la gravissima minaccia che l’eolico industriale rappresenta per l’ambiente naturale e la vita sociale ed economica dei nostri monti, avviando un serio dibattito su forme di sviluppo del territorio compatibili con le sue caratteristiche naturali, economiche e storico-culturali, ivi comprese le energie rinnovabili se realizzate in forme sostenibili e prive di impatto sul territorio.

 Comitato per il Territorio delle Quattro Province

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