I comitati Luguri-Piemontesi sull’eolico a San Bernardo

Comitato “Pro M. Armetta ÷ M.Dubasso”
Comitato Popolare Sciancui

Il Comitato spontaneo “Pro M.Armetta ÷ M. Dubasso” ed il Comitato Popolare Sciancui sono due dei comitati cittadini nati attorno a progetti di sviluppo dell’eolico industriale sui crinail dell’Alta Valle Tanaro e nelle vicine valli delle Alpi Liguri.

Questi comitati, come il Comitato Mindino Libero, formatosi contro la realizzazione del Monte Mindino a Garessio non sorgono sulla base di posizioni preconcette o di specifici orientamenti politici, ma in seguito ad una serie di forti motivazioni.

I Comitati stanno attualmente raccogliendo firme di adesione all’iniziativa e stanno valutando ulteriori azioni (allargamento dell’opera di sensibilizzazione alla popolazione del Monregalese, della Alta Val Tanaro ed in Regione Liguria, vigilanza sull’iter autorizzativo, controllo del territorio, coinvolgimento degli strumenti di informazione, contatto con enti ed associazioni pubbliche per la tutela del territorio, ecc.), utili ad impedire la costruzione dei prospettati parchi eolici senza una adeguata valutazione degli iter progettuali all’interno di “analisi di area vasta” in grado di permettere la valutazione dei molteplici progetti che attualmente insistono sul nostro territorio.

Abbiamo già attivato collaborazioni con le Sezioni del Club Alpino Italiano di Ormea, Garessio e Ceva e della Regione Piemonte nell’ottica di una futura collaborazione su questione di tutela dell’ambiente montano del settore delle Alpi Liguri.
Uno delle motivazioni che maggiormente ci preoccupa, come abitanti di questi territori è proprio la mancanza di trasparenza relativa alla realizzazione di impianti eolici in Alta Valle Tanaro ed al fatto che questi progetti non siano mai stati presentati pubblicamente alla popolazione nè da parte dei Comuni, nè da parte delle ditte proponenti.

Come osservato proprio nella Relazione paesaggistica del progetto per la realizzazione del Parco Eolico del San Bernardo dalla ditta San Bernardo Wind Farm S.r.l., l’Alta Valle Tanaro ed il territorio su cui insiste il progetto, “ i rilievi che si sviluppano intorno al Colle San Bernardo costituiscono il naturale sky-line che fa da sfondo all’abitato di Garessio, dal quale il Colle è facilmente individuabile, grazie anche allapresenza di alcuni rilievi morfologicamente caratterizzati che costituiscono i riferimenti visuali a scala territoriale e consentono di orientarsi facilmente. Sotto questo aspetto risultano significativi il Monte Pennino, il Monte Pietra Ardena, il Monte Galero e il Monte Cianea “.

Inoltre in questa zona dell’Alta Valle Tanaro al confine tra Piemonte e Liguria sono presenti numerose zone ZPS e SIC facente parte della Rete Natura 2000, come, il Sito di Interesse Comunitario (SIC) IT1323920 del “Monte Galero” , il SIC Monte Spinarda – Rio Nero, il SIC Monte Ravinet Rocca Barbena, il SIC Bric Zerbi e molti altri presenti su questi crunali tra la Regione Piemonte e Liguria.

E’ evidente che si tratta di un’area ad alto potenziale naturalistico, come ribadito dall’ARPA di Cuneo nella lettera per la Conferenza dei Servizi del 07-09-2009, di un “nodo” della rete ecologica Rete Natura 2000, a proposito del progetto che insisteva al di là del Monte Galero, nel Comune di Alto Caprauna.
Il progetto del Colle San Bernardo andrebbe anche in parte a sovrapporsi e quindi ad interferire con il sentiero escursionistico denominato “Alta Via dei Monti Liguri” (AVML), un itinerario che percorre tutto l’arco montuoso della Liguria di notevole interesse non solo naturalistico, ma anche storico-culturale.
Dal punto di vista della produttività, tutti i dati ufficiali concordano nel definire l’area come a medio-bassa ventosità (circa 1700 ore/anno), con velocità medie del vento poste ai limiti inferiori della resa economica. La letteratura tecnica specializzata evidenzia che un impianto eolico ha una buona produttività allorché la ventosità media annuale si attesti non al di sotto delle 2200 ore/anno, tenendo anche in considerazione i costi della installazione. A seguito di queste considerazioni è evidente come, senza gli incentivi statali, impianti di questo tipo non verrebbero nemmeno pensati e a maggior ragione perde forza la presunta eco-compatibilità di tale operazione, in quanto i costi di costruzione e la bassa resa economica si possono compendiare soltanto con la presenza di un sussidio di tipo economico, a fronte di impatti ambientali importanti e irreversibili.
Queste osservazioni portano a confermare quanto indicato nel Piano Energetico Ambientale Regionale, per il tema specifico della produzione di energia da fonte eolica, ovvero che la diffusione delle centrali eoliche industriali non trovano condizioni anemologiche favorevoli in Piemonte.
Rimane ancora da considerare un aspetto importante, legato alla dismissione dell’impianto. Crediamo sia di grande interesse chiedersi cosa succederà fra 20-30 anni, quando sia gli incentivi economici che la vita dell’impianto saranno esauriti. Siamo certi che i costi della dismissione saranno a carico delle aziende, oppure rimarranno un peso insostenibile per le comunità locali?
Non conosciamo il capitale sociale della ditta San Bernardo Wind Farm S.r.l., ma siamo certi che a distanza di quindici anni la ditta sarà ancora attiva ed in grado di adempiere economicamente alla dismissione dell’impianto ?
Riteniamo quindi che la localizzazione dell’impianto eolico in aree di continuità naturale, in prossimità di un itinerario naturalistico (Alta Via dei Monti Liguri), di un nodo della rete ecologica Rete Natura 2000 individuabile nelle numerose aree SIC presenti nell’area istituite per la protezione e la conservazione della avifauna, unitamente alle caratteristiche storiche, litologiche, idrogeologiche e di stabilità locali, non sia una scelta perseguibile dal punto di vista della eco-compatibilità ambientale.

Alla luce del recente parere negativo della Conferenza dei Servizi della Provincia di Alessandria di lunedì 28 novembre 2011, conclusa negando l’autorizzazione al progetto eolico Concilium, riconoscendo che il progetto va contro il vincolo di salvaguardia operante sui crinali ai sensi dell’articolo 13 del Piano Paesaggistico Regionale (divieto di edificazione in un intorno di 50 metri dai crinali), oltre al fondamentale parere della Direzione Programmazione Strategica, Settore Urbanistico della Regione Piemonte che, oltre a richiamare il vincolo di inedificabilità, ha sottolineato le trasformazioni radicali e irreversibili del territorio che la realizzazione del progetto avrebbe comportato.
http://www.provincia.alessandria.it/index.php?ctl=news&idbl=55&fl=singola&id=2075
Riteniamo che il numero di progetti che sussistono sui crinali del Colle San Bernardo sia in Regione Piemonte, sia in Regione Liguria siano considerevoli e che quindi questi progetti vadano analizzati all’interno di una pianificazione per area vasta e che non possano essere valutati singolarmente senza apposite Linee Guida regionali in grado di mitigare gli impatti nelle aree della Rete Natura 2000.
Si veda a tale proposito il documento sulle linee guida europee dell’eolico nei siti Natura 200 :
EU Guidance on wind energy development in accordance with the EU nature legislation
http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/management/docs/Wind_farms.pdf
Sul Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige del 9 agosto, è stata pubblicata la delibera, approvata dalla Giunta provinciale di Bolzano, che definisce nuove e più chiare regole circa l’utilizzo dell’energia eolica e geotermica. Con un occhio alle opportunità di produrre energia, e un occhio all’ambiente e al paesaggio, la Giunta provinciale ha fissato i criteri che regoleranno il futuro del settore dell’eolico sul territorio altoatesino.
“Nonostante il forte sostegno all’energia prodotta da fonti rinnovabili, è necessario tenere in considerazione anche gli aspetti legati ai costi sociali degli impianti sotto forma di inquinamento acustico o di impatto paesaggistico”
http://www.provincia.bz.it/aprov/giunta-provinciale/1838.asp?aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=362595
Auspichiamo dunque che la Provincia di Cuneo esprima parere negativo sul progetto per la realizzazione del Parco Eolico del San Bernardo da parte della San Bernardo Wind Farm S.r.l., auspicando che la Regione Piemonte, in concerto con la Regione Liguria si doti presto di un criterio di regolamento trasparente e condiviso dai territori locali, avviando un serio dibattito su forme di sviluppo del territorio compatibili con le sue caratteristiche naturali, economiche e storico-culturali, ivi comprese le energie rinnovabili se realizzate in forme sostenibili minimizzandone l’ impatto e intraprendendo iniziative per la valorizzazione della vocazione agro-pastorale e turistico-ambientale del territorio.

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