Pubblicato il rapporto statistico del GSE per gli impianti FER nel 2011. Confermato il trend di una diminuita produttività dell’eolico in Italia.

E’ stato recentemente pubblicato l’annuale rapporto riepilogativo del Gestore Servizi Elettrici contenente le statistiche definitive ed ufficiali sugli impianti ad energia rinnovabile per l’anno precedente.
I dati dimostrano in misura incontrovertibile che il balzo (relativo) della produttività dell’eolico in Italia nel 2010 era dovuto non a nuove tecnologie o ad una maggiore efficienza del sistema, ma banalmente ad una ventosità del tutto eccezionale.
La tendenza secolare verso una efficienza decrescente in termini di ore/anno equivalenti al funzionamento a pieno regime del totale del potenziale eolico installato, dovuta all’esaurimento per avvenuto sfruttamento dei siti più ventosi, è quindi confermata.
La produzione, riportata nel confronto a pag. 17 (attenzione : la produzione lorda! E solo per gli impianti entrati in esercizio entro la fine dell’anno precedente e quindi in grado di generare elettricità per l’intero anno, onde evitare errori statistici nel confronto con gli anni precedenti) è scesa a 1563 ore/anno rispetto alle 1748 ore del 2010 e alle 1573 del 2009.
Se si volessero considerare anche gli impianti entrati in esercizio nel corso del 2011, le ore si ridurrebbero a 1421 ( 9856 GWh diviso 6936 MW installati totali).
I dati sono già deludentissimi, ma sarebbe opportuno conoscere, in futuro, anche la produzione netta. 
Quindi, di fronte ad un impressionante (ed ingiustificato in termini razionali) aumento annuo del parco eolico installato di 1122 MW (6936 rispetto ai 5814 del 2010) pari al 19,29% in più, la produzione effettiva è cresciuta di appena l’otto per cento (9856 GWh rispetto ai 9125 del 2010).
L’aumento della taglia degli aerogeneratori, in grado di intercettare il vento a quote più alte ma con disastrosi effetti ambientali, paesaggistici e per la salute, non è in grado di compensare la diminuzione di produttività causata dalla scelta di siti ogni anni sempre più marginali.
Questa è un’ovvia constatazione, nonostante la martellante propaganda in senso opposto degli eolici, che i fatti dimostrano.
La tecnologia degli aerogeneratori giganti ha ormai superato il suo picco di massima produttività potenziale, ed i suoi costi appaiono come gli unici non in calo tra gli impianti FER nel prossimo decennio, come rilevato anche nel recentissimo documento ministeriale sulla nuova strategia energetica nazionale.
La battaglia dell’eolico industriale in Italia appare ormai perduta.

Impressionante, di converso, la diminuita produzione da idroelettrico, che potrebbe aumentare la quota di elettricità da rinnovabili in misura impressionante utilizzando in modo più efficiente gli impianti già esistenti, senza bisogno di altri sfregi al territorio. La cosa non si può spiegare solo con la siccità del 2011. Siamo evidentemente di fronte a politiche energetiche perverse ed eterodirette.

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