Dati GSE: imbarazzante produttività nel 2011 degli impianti in Emilia-Romagna. Questo non è un paese per eolici.

Nello scorso luglio la Regione Emilia-Romagna aveva introdotto criteri normativo-programmatici relativi all’installazione di impianti eolici con una Deliberazione dell’Assemblea Legislativa, la n. 51 del 26/7/2011, (in allegato al seguente post sul sito della RRC
in seguito ad una proposta della Giunta da noi aspramente criticata:
Il solo risultato concreto che avevamo contribuito ad ottenere per la salvaguardia delle parti più delicate del nostro territorio era stata l’introduzione del concetto di “alta produttività specifica” degli impianti eolici, concretamente definita come il funzionamento di un impianto alla potenza nominale per almeno 1800 ore all’anno. Questo parametro diventava dunque un elemento imprescindibile da valutare in sede VIA ed ai fini della concessione dell’Autorizzazione Unica.
Rimane tuttora non risolto il problema di come calcolare questa produttività a priori da parte degli uffici della Pubblica Amministrazione a cui spettano le decisioni per autorizzare la costruzione di questi impianti.
Ci permettiamo di dare, al termine delle nostre considerazioni, alcuni consigli.
Ed a maggior ragione ci permettiamo dopo che le circostanze oggettive ci stanno dando ragione per quello che riguarda le nostre previsioni sulla produttività degli impianti già installati in Regione.
Nei giorni scorsi è stato pubblicato il rapporto annuale del GSE per gli impianti FER nel 2011:
che abbiamo brevemente analizzato ieri su questo sito:
Ebbene, le stesse considerazioni, ma a maggior ragione, possono essere fatte per la sola Emilia-Romagna. Ecco quindi di seguito i dati più rilevanti, che saranno fonte di enorme imbarazzo per un’ampia platea di sostenitori apodittici della bontà dell’eolico e che sono concentrati in particolare in alcuni pubblici uffici di Bologna. E a Verona (vedremo cosa c’entra Verona in un prossimo post).
Leggiamo dunque a pag. 7 del documento GSE, dove i dati sono disaggregati per regione, che a fine 2011 erano installati in Emilia-Romagna 18,1 MW di eolico.
A pag. 13, dove i dati disaggregati riguardano la produzione, leggiamo che in Emilia-Romagna nel 2011 sono state prodotte 19,8 Gwh di energia eolica.
Da questi dati ricaviamo con una divisione, in modo grezzo, quella che è stata l’efficienza ingegneristica (espressa dal rapporto tra le ore equivalenti all’esercizio alla loro potenza nominale e le ore che ci sono in un anno) degli impianti eolici regionali l’anno scorso:
Ore equivalenti (produttività): 19.800 MWh : 18,1 MW = 1.093 ore. (Italia: 1421 ore)
Indice di efficienza ingegneristica: 1.093 : 8760 = 12,47%
Faccio notare che la produzione eolica è quella lorda, al netto dei servizi ausiliari che non rappresentano un valore solo simbolico, e che sarebbe interessante, nei prossimi anni, conoscere tale valore da questo stesso rapporto GSE.
Faccio altresì notare, come si può rilevare anche dal primo post sopra citato, che nel 2009 la produttività regionale era stata di 1265 ore e che, nel frattempo, non sono stati installati (PER FORTUNA) ulteriori impianti eolici giganti e dunque il potenziale installato è variato di pochissimo, per cui è lecito fare paragoni con il 2009, anno di ventosità “normale”.
A pag. 53 si legge poi che nel confronto con il 2010 tra i medesimi impianti eolici per ore equivalenti di utilizzazione la produttività emiliano-romagnola è diminuita del 19,9%, contro una diminuzione media nazionale del 9,8%. 
Ci si può spingere quindi ad affermare che questo potenziale, che si suppone collocato nei siti più ventosi della regione, abbia raggiunto un suo massimo (ripeto: in anni con una ventosità nella media storica) nel 2009 ed ora cominci a degradare, per normale usura degli impianti, esposti a condizioni atmosferiche necessariamente molto usuranti.
Riepilogo dunque i dati senza commenti:
Produttività richiesta dalla Regione E-R: almeno 1800 ore all’anno.
Produttività realizzata nel 2011: 1093 ore all’anno. Lorde. Nei siti migliori. Ed in tendenziale diminuzione a causa dell’usura degli impianti.
Conosciamo già la curva discendente di produttività, nel corso di oltre un decennio, dell’impianto (ora rimosso per essere sostituito) di monte Galletto ed osserviamo che la tendenza appare la medesima anche per gli impianti più recenti.
Facciamo rilevare ai pubblici uffici che il dato delle 1093 ore è esattamente la metà di quanto generalmente previsto dai proponenti ed in particolare di quello che era stato propagandato (e riportato senza verifiche su documenti pubblici) dai proponenti l’impianto (poi realizzato) a Casoni di Romagna.
Ci permettiamo quindi di suggerire ai suddetti uffici una maggiore attenzione all’aspetto della produttività dei siti per i quali, in futuro, perverranno richieste di installazione di nuovi impianti.
Raccomandiamo a tal fine la rilevazione preventiva della ventosità con altri strumenti ed in particolare la consultazione della mappa del vento dell’ex CESI (pubblicamente disponibile), e consigliamo di diffidare, dopo precedenti così negativi, dei dati forniti dai progettisti stessi (che non sanno, evidentemente, che cosa rischiano trattandoli con troppa disinvoltura), di adottare nuovi modelli matematici previsionali e soprattutto di prestare fiducia ad altri consulenti e tecnici per quanto riguarda lo studio preventivo dell’impatto degli impianti eolici.
Ma, più in generale, di accettare la manifesta realtà: questo non è un paese per eolici.
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