Il Ministro dell’ambiente britannico vuole rottamare i sussidi “in stile sovietico” all’eolico

Il “Daily Mail” riporta in un articolo del 10 ottobre scorso  http://www.dailymail.co.uk/news/article-2215471/Soviet-style-wind-farm-subsidies-blight-rural-lives-worse-impact-climate-change-says-minister.html ,  la rappresentazione di una realtà dell’eolico affatto diversa da quella che viene artatamente propalata, con enorme dispendio di mezzi resi disponibili dagli altrettanto enormi incentivi, in Italia.

Vittima di questa estenuante propaganda è lo stesso Ministero dello Sviluppo economico italiano, che a pag. 20 della recente bozza della nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) indica, oltre alla Germania e alla Danimarca, la Gran Bretagna come “esempio”  per “l’adozione di obiettivi di strategia energetica”, definendo tale strategia britannica “Enabling the transition to a Green Economy”.

Dobbiamo peraltro rilevare che queste ultime dichiarazioni dei Ministri della coalizione di Governo britannica non sono state certo un fulmine a ciel sereno: http://www.viadalvento.org/estero/george-osborne-chiede-un-drastico-taglio-dei-sussidi-alleolico-onshore/ .

Questa consolidata posizione critica del Governo britannico tende a privilegiare le negatività immateriali dell’eolico, rispetto alle critiche di natura puramente economica e tecnica provenienti dalla Germania (ad esempio il recente articolo dello “Spiegel”) al sistema delle rinnovabili industriali non programmabili per la produzione dell’energia elettrica che abbiamo di recente contribuito a fare conoscere:  https://reteresistenzacrinali.wordpress.com/2012/10/23/il-colossale-pasticcio-delle-rinnovabili-elettriche-in-germania-secondo-der-spiegel/ , cioè la così detta “Energiewende” dell’attuale Governo tedesco, anch’essa citata nella stessa pagina della SEN. Ormai attendiamo solo delle critiche autorevoli anche dall’ultima piccola roccaforte europea dell’eolico, la Danimarca, condizionata nelle sue politiche dall’onnipotente multinazionale Vestas che però appare a sua volta in piena crisi:  http://www.viadalvento.org/estero/vestas-leolico-non-e-piu-unindustria-in-crescita/ .

In Italia e Gran Bretagna, oltre tutto, non abbiamo neppure (fortunatamente) una grande industria nazionale di aerogeneratori in grado di condizionare le scelte governative con argomenti produttivistici, a differenza di Germania e Danimarca.

A merito dei parlamentari inglesi (o a demerito dei loro omologhi italiani? ) dobbiamo riconoscere che oltre cento di loro avevano già presentato una petizione al Primo Ministro in cui si esprimevano dubbi non solo di carattere economico ma anche le stesse, ben più importanti, obiezioni all’eolico industriale on shore che premono a noi:  http://www.viadalvento.org/estero/la-gran-bretagna-dice-basta-alleolico-su-terra/ .

Questa volta, però, dai Ministri di Sua Maestà Britannica sono state usate parole particolarmente dure.
Abbiamo perciò ritenuto quanto mai opportuno tradurre alla lettera, qui sotto, almeno la prima parte dell’articolo del “Daily Mail”.

 Il Ministro dell’Ambiente afferma che i sussidi “sovietici” ai parchi eolici rovinano la vita nelle campagne e possono avere un impatto peggiore del cambiamento climatico.

 Il Ministro dell’Ambiente Owen Paterson ha richiesto che i sussidi in “stile sovietico” per costruire parchi eolici siano rottamati perchè è convinto che le enormi pale rovinino la vita nelle campagne.

Il neo Ministro ha affermato che gli sviluppatori eolici dovrebbero “reggersi sulle loro gambe” anzichè chiedere denaro allo stato.

Egli afferma inoltre che le tecnologie verdi come i parchi eolici potrebbero avere un impatto peggiore del cambiamento climatico, perchè provocano una “insurrezione popolare”.

“Ci sono significativi impatti sull’economia e sull’ambiente rurale, tutti effetti che probabilmente non erano voluti quando queste cose sono state escogitate”, ha sostenuto durante una conferenza in occasione di una manifestazione del Partito Conservatore.

“Non è molto verde rovinare l’economia di un’intera area.”

Paterson ha affermato che avrebbe scritto al Ministero dell’Energia in merito al proprio intento di far cessare i sussidi come parte della revisione governativa di sostegno all’energia rinnovabile, riferisce il Daily Telegraph.

“Se tu cominci ad ottenere sussidi, finisci con un sistema in stile sovietico, in cui i politici prendono delle decisioni che potrebbero in effetti essere meglio adottate dal mercato,” ha aggiunto.

Paterson ha affermato di credere che l’uomo stia contribuendo al cambiamento climatico ma “alcuni passi che stiamo intraprendendo potrebbero in realtà causare più danni degli stessi problemi che sono alla loro origine”.

I suoi commenti sono arrivati mentre Greg Baker, il Ministro per il cambiamento climatico, assicurava che il Governo si stava occupando della “cuccagna senza fine dei sussidi verdi” al fine di abbassare le bollette energetiche.

Il Ministro conservatore ha sottolineato che il partito non stava “abbandonando il proprio impegno verde” nè “ripercorrendo all’incontrario” il proprio percorso per affrontare il cambiamento climatico.

Ma ha riconosciuto che l’industria verde aveva bisogno di “stringere la cinghia, facendo di più con meno, e permettere ai sussidi di andare oltre” per ottenere migliori condizioni per il contribuente.

Baker ha promesso che la Coalizione avrebbe “tagliato i sussidi dove possiamo e posto la stima dei fondi al centro della nostra politica”.

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