Prontuario con alcuni argomenti contro l’eolico industriale.

Da utilizzare come pro-memoria in caso di incontri o assemblee in cui sono presenti sviluppatori o “industriali” eolici e/o loro simpatizzanti (che sappiamo fare riferimento a dati non sempre precisissimi…)

Dati tratti dal rapporto statistico per il 2011 del GSE per le rinnovabili:  http://www.gse.it/it/Dati%20e%20Bilanci/GSE_Documenti/osservatorio%20statistico/Statistiche%20Rinnovabili%202011.pdf

Potenza eolica installata in Italia a fine 2011: 6.936 MW.
Potenza eolica installata a fine 2010: 5.814 MW.
Differenza 2011 – 2010: 1.122 MW (+ 19,29%).
Produzione eolico 2011: 9.856 GWh (tutti i dati relativi alla produzione devono intendersi al lordo dei servizi ausiliari).
Produzione eolico 2010: 9.125 GWh.
Differenza 2011 – 2010: 731 GWh (+ 8,01%).
Ore effettive di utilizzo 2011 (MWh / MW): 1.420 ore.
Efficienza ingegneristica 2011 (ore utili : ore anno): 16,21%
.
Produzione elettrica lorda Italia 2011: 302.569 GWh.
Energia elettrica richiesta Italia 2011: 334.639 GWh.
Efficacia eolico (Produzione/Energia richiesta): 2,94% (Analogo all’efficacia del FV 2011. Ma il dato è poco significativo: coprendo il paese di pale si può produrre l’equivalente al 100% dell’energia richiesta o addirittura superarlo, ma la maggior parte della produzione non potrebbe essere utilizzata e dovrebbe essere venduta all’estero, ammesso che qualcuno la voglia, a prezzo vile; per ogni MW di eolico sarebbe sempre comunque necessario tenere un MW di potenza programmabile di riserva da utilizzare in assenza di vento).
Consumi elettrici finali Italia 2011: 313.792 GWh (Meno di un terzo dell’energia complessiva consumata nel Paese).
Produzione da rinnovabili per raggiungere il 26,39% dei consumi elettrici finali del 2011 come previsto dal PAN: 82.809 MWh (Obiettivo quindi già raggiunto quest’anno).
Ore effettive di utilizzo per impianti entrati in esercizio entro la fine del 2010: 1.563 ore.
Efficienza ingegneristica eolico installato da oltre un anno: 17,84%.
Confronto tra gli impianti eolici già a regime nel 2010 per ore utili 2011/2010: -9,8%.

Il costo dell’incentivazione del solo eolico nel 2012, considerando l’aumento della produzione dei nuovi impianti che vengono frettolosamente installati per accedere al vecchio sistema di incentivazione senza passare dal sistema ad aste, dovrebbe aggirarsi attorno al miliardo di euro (753 milioni per i soli Certificati Verdi nel 2011). Oltre ai certificati verdi sono previste altre forme di incentivazione (minori come valore e da tre anni incompatibili con i CV). Un ulteriore elemento di costo, che rappresenta anch’esso una incentivazione, è rappresentato dall’obbligo di acquisto dell’elettricità prodotta da eolico anche quando gli impianti eolici, per esigenze di rete, vengono staccati.

Confronto molto imbarazzante tra la spesa per incentivi (vedi i grafici, seppure non appropriati, a pag. 66 della SEN):
alle rinnovabili elettriche che nel 2012 raggiungeranno l’obiettivo (26,39% sui consumi finali) previsto dal Piano di Azione Nazionale del settembre 2010 per il 2020: 12,5 miliardi annui (6,7 per il Fv e 5,8 per le altre fonti).
al settore termico
(che è ancora lontano dagli obiettivi del PAN): 900 milioni.
al settore trasporti
(che è ancora lontano dagli obiettivi del PAN): 1.100 milioni .
Il problema principale sono dunque i 5,8 miliardi da spendere all’anno per il non FV, considerando che la spesa del 2011 è stata di 3 miliardi, se si considera che il tetto massimo di spesa per il fotovoltaico è ormai stato raggiunto e la produzione si dovrà concentrare sulle altre rinnovabili; se a questo aggiungiamo che nel contingentamento dei grandi impianti previsti per l’anno prossimo e soggetti ad asta, per un totale di 1710 MW da assegnare, oltre i due terzi (il 67,25% per la precisione) sono destinati all’eolico (500 on-shore e 650 off-shore), si può prevedere una valanga di pale da montare tra il 2016 e il 2020 per il raggiungimento del nuovo obiettivo del 38% sui consumi finali già nel 2020. Naturalmente se la tendenza a favorire l’eolico, come ci auguriamo, non sarà modificata. Oppure, meglio ancora, se non si abbasserà tale quota irrealistica, a favore di altri settori “verdi” non elettrici.

Ecco di seguito le affermazioni più significative fatte dallo stesso Ministero dello Sviluppo Economico in occasione della presentazione, pochi mesi fa, della bozza dello schema di decreto esecutivo per rimodulare gli incentivi:

https://reteresistenzacrinali.files.wordpress.com/2012/04/20120411-dm-rinnovabili_vpresentata2.pdf

Pag. 8 “Le rinnovabili elettriche hanno una efficacia inferiore rispetto a rinnovabili termiche o a efficienza energetica”.

Pag. 10 e 11 “Attuali incentivi di molto superiori agli standard europei che hanno determinato una vera esplosione degli impianti installati”.

Pag. 12  (vedi grafico importante) “Come questo si è tradotto in un costo molto elevato per il Paese”.

Pag. 13 (vedi grafico importantissimo) I ricavi delle rinnovabili (e solo di quelle incentivate, quindi escluso il grande idroelettrico) sono quasi uguali a quelli degli impianti tradizionali pur rappresentando solo esse solo una piccolissima frazione della produzione.

Pag. 14  vedi grafico per contestare la trovata della riduzione del prezzo di picco dell’elettricità con il solare. “Altri benefici per le rinnovabili sono lontani dal costo sostenuto per gli incentivi”.

Per quello che riguarda le critiche dall’estero:

In Spagna: La sospensione a tempo indefinito degli incentivi all’energia verde è stata la prima mossa per la riduzione dei costi pubblici del Governo Rajoy lo scorso gennaio.

In Germania (fonte: Der Spiegel di un mese fa. Traduzione alla lettera): “Con le nuove aliquote, il prossimo anno i cittadini tedeschi pagheranno un totale di oltre 20 miliardi di euro per promuovere le energie rinnovabili. Questo è oltre 175 euro in più per una famiglia media di tre persone, circa il 50% in più rispetto alla cifra attuale.” Il commissario per l’energia dell’Unione Europea, il politico tedesco Guenther Oettinger, dice di dubitare che “i consumatori tedeschi accetteranno prezzi crescenti dell’elettricità nel lungo periodo derivanti dalla svolta energetica.”. “Il costo crescente dell’elettricità è anche un fardello per l’economia. Secondo Oettinger, i costi energetici rappresentano oggi il principale aspetto negativo per la Germania come luogo per fare affari, specialmente alla luce del marcato aumento nel numero dei blackout e delle fluttuazioni del voltaggio nella rete.” “C’è di gran lunga troppo poca capacità di accumulazione per fungere da tampone contro le forniture fluttuanti dell’energia eolica e solare. Inoltre non ci sono impianti di energia convenzionale in grado di provvedere ad una sostituzione di quelle forniture. Infatti le società di energia stanno pensando di chiudere gli impianti esistenti.” “Siccome non c’è abbastanza capacità di immagazzinamento dell’energia, virtualmente ogni impianto solare ed ogni aerogeneratore deve essere affiancato e sostenuto da un impianto convenzionale. Senza questa doppia struttura, la fornitura di energia potrebbe collassare.”

In Gran Bretagna (titoli di stampa):

The Daily Telegraph 29 febbraio 2012: “David Cameron (Primo Ministro) dice che i parchi eolici nelle campagne sono stati “uno sperpero di denaro pubblico”.”

The Guardian 11 marzo 2012 “Il Regno Unito si oppone all’obiettivo per le energie rinnovabili.”

The Observer 2 giugno 2012: “George Osborne (Ministro delle Finanze) richiede tagli massicci ai sussidi ai parchi eolici.”

The Daily Mail 10 ottobre 2012 “I sussidi sovietici ai parchi eolici rovinano la vita nelle campagne e possono avere un impatto peggiore del cambiamento climatico” dice il Ministro dell’Ambiente Owen Paterson. Nello stesso articolo Greg Baker, il Ministro per il cambiamento climatico, assicurava che il Governo si stava occupando della “cuccagna senza fine dei sussidi verdi” al fine di abbassare le bollette energetiche.

The Daily Telegraph 30 ottobre 2012: “Campane a morto per i parchi eolici “Quando è troppo, è troppo” dice il Ministro” dell’Energia John Hayes.

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