Pale eoliche di Nicelli: un progetto da rispedire al mittente

OGGETTO: IMPIANTO EOLICO IN LOCALITA’ NICELLI IN COMUNE DI FARINI (Provincia di Piacenza): proponente Eolico Nicelli s.r.l.
E’ stata pubblicata sul BUR la procedura di VIA per la realizzazione dell’impianto eolico sul Monte Aserei a Nicelli.

Se tale procedura avrà esito positivo, sull’Aserei saranno posizionate N.6 Pale (7 con quella esistente), alte 150 m cadauna: ed allora potremo veramente dire che con questi giganteschi piloni, cambierà il paesaggio incontaminato dell’Aserei, si modificheranno i crinali, lo sfondo paesaggistico e tutto l’ecosistema, trasformando la nostra montagna in una zona industriale.

Si tratta naturalmente di “costruzioni” prodotte unicamente da interessi economici dei proponenti che con tutti i mezzi convincono gli amministratori locali, i quali, alla ricerca di benefici di ogni tipo, svendono il loro territorio.

Il nostro comitato che com’è noto raccoglie molti residenti di Nicelli e di Mareto, ha seguito con trepidazione già dal gennaio 2012 l’evolversi della situazione, osteggiando il percorso del progetto, anzi, presentando ben 3 esposti inerenti presunte irregolarità della pala esistente, di cui uno relativo all’anemometro, posizionato come sentinella, per rilevare il vento che, a detta dei proponenti, farà funzionare benissimo le pale eoliche.

Che dire? E’ noto ormai a tutti che l’eolico sul nostro appennino è una beffa, produce poca o niente di energia; il vento mediamente si aggira attorno ai 3-5 m/s, neppure sufficienti per l’avviamento di aerogeneratori alti 150 m! e comunque mai sufficiente a garantire le 1800 ore annue di funzionamento richiesto dalla “Linee Guida Regionali”.

Il sacrificio che il nostro territorio si appresta a subire, di sicuro non è ripagato dalla tanto richiamata “pubblica utilità”; infatti quali vantaggi ritorneranno al Comune di Farini e alla comunità di Nicelli che deve subire una simile pazzia?

Da un’analisi del progetto risultano moltissime irregolarità, “copia e incolla”, e attestazioni non rispondenti alla realtà.

Invito pertanto pubblicamente il Sindaco di Farini con i suoi Tecnici a verificare in nostra presenza e progetto alla mano, tutte le irregolarità; diversamente faremo veramente molta fatica a pensare, come lui ha sempre detto e scritto, che  applica la Legge. Sarà comunque sufficiente che il Sindaco faccia con noi una semplice passeggiata “sulla viabilità esistente” per valutare la veridicità delle affermazioni del Proponente.

La presenza del Sindaco con noi sull’Aserei è importante anche per un altro motivo in quanto, sino ad ora, è mancata da parte dell’Amministrazione Comunale di Farini, la volontà di dialogare con la popolazione interessata, finalizzata a favorire la partecipazione dei cittadini alla definizione di strategie e programmi così importanti; se il Sindaco di Farini vuole essere il Sindaco di tutti, non può considerare il nostro Comitato composto principalmente da abitanti della zona, come cittadini di serie B e neppure può pensare di assumere decisioni tanto importanti solo consultando i 4-5 proprietari di terreni interessati all’affare, eludento volutamente le richieste di tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia dell’ambiente, della salute e delle loro proprietà.

Anche ad un’analisi non necessariamente approfondita di tale PROGETTO, balzano immediatamente all’occhio le numerose lacune, talune  talmente gravi da non poter essere ignorate dai funzionari pubblici di Regione, Provincia, Comunità Montana, Comune e tutti gli Enti coinvolti.

Tra le tante citiamo:

Circa la viabilità il Proponente si limita ad affermare che utilizzerà quella esistente; ma chiunque conosce l’Aserei e qualche volta vi è stato a passeggiare, ha mai visto strade di larghezza tale da consentire il transito a bettoniere, autoarticolati e quant’altro? Tanto per fare un esempio per la costruzione del basamento di una pala occorrono almeno 6-700 mc di calcestruzzo, pari a quasi un centinaio di bettoniere!

Ampliare un “sentiero” in montagna significa effettuare scavi di sbancamento notevoli data la pendenza dei versanti, disboscamenti con conseguente rischio di innesco di movimenti franosi.

In particolare il Proponente realizzerà anche nuove piste di cantiere che saranno a tutti gli effetti vere e proprie nuove strade, indispensabili per il raggiungimento dei siti di ubicazione delle Pale, che interferiranno con sorgenti e captazioni destinate al consumo umano nonché con corsi d’acqua tutelati. Il rischio che le sorgenti vengano perse o inquinate è pressochè certo!

Che dire poi del nuovo tratto stradale per bypassare l’abitato di Mareto che si svolgerebbe in gran parte su di una antica frana, che nel XVI secolo provocò il franamento a valle di parte dell’abitato medesimo e della chiesa, poi ricostruita più a monte nel sito odierno; in ogni caso, immediatamente a monte dell’apice di detta zona franosa, attualmente giace il cimitero.

Risultano inoltre completamente disattese le Linee Guida Nazionali e Regionali, ove prevedono distanze minime delle Pale dai centri abitati nonché distanze minime tra le medesime.

Al fine di alterare la realtà morfologica del territorio, i rilievi topografici non evidenziano i reali dislivelli, come se le Pale venissero posizionate su di un territorio di pianura e non su di un pendio inclinato! Inoltre alcune Pale risultano posizionate su versanti instabili, ovvero coinvolti da movimenti franosi attivi e quiescenti.

Per non tacere della circostanza che le considerazioni conclusive al Progetto sono assai generali, superficiali e non sono state provate con dati e indagini geotecniche adeguate al progetto, tant’è che il crollo per insufficiente capacità portante o per scivolamento franoso del sedime di fondazione, anche di una sola delle previste pale eoliche (che si eleveranno per ben 150 metri), comporterebbe rischi all’incolumità delle persone oltre che danni alle proprietà di terzi.

Tutto ciò non è accettabile!

Le competenti autorità non possono che rispedire al mittente un simile Progetto, privo dei requisiti minimi per essere considerato tale.

Se realizzato non porterà turismo ma bensì causerà l’effetto contrario.

La cieca ostinazione dell’Amministrazione Comunale e in particolare del Sindaco di Farini ha dell’incredibile e si presta a mille interpretazioni ed è un segno evidente dell’incapacità di dialogare con la popolazione per raggiungere delle soluzioni condivise.

Piacenza, 19/11/2012

Il Comitato

“No Pale Eoliche a Nicelli nel comune di Farini e in zone limitrofe”

PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO DI PIACENZA “LIBERTA’” IL  23 NOVEMBRE 2012

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4 risposte a Pale eoliche di Nicelli: un progetto da rispedire al mittente

  1. imbuteria ha detto:

    Reblogged this on Imbuteria's Blog.

  2. irene luciani ha detto:

    Sembra la medesima situazione nostra qui in provincia di Bologna, precisamente a Camugnano….Bisogna unire le forze e combattere contro questa green economy che attraverso la speculazione sta rovinando la maggior parte delle nostre zone appenninico montane creando non pochi disagi alle persone e all’ambiente circostante. Le solite cose fatte male e spacciate per buone!Attenti al lupo……Irene Luciani

  3. Andrea Negri ha detto:

    IL GRUPPO AGRICOLTORE GESTORI DEL TERRITORIO E’ UNO DEI PROMOTORI DI QUESTO PROGETTO, QUANDO VORRETE UN CONFRONTO SULLE PROBLEMATICHE DI VIVERE E LAVORARE A NICELLI SAREMO SEMPRE DISPONIBILI….
    GRAZIE

  4. mariarita anselmini ha detto:

    bELLO !!! 4 o 5/6 agricoltori che si uniscono per avvalorare un esproprio nei confronti di 50/60 agricoltori che nulla vogliono avere a che fare con le pale!! veramente edificante bell’esempio di democrazia, bellissimo esempio di partecipazione dei cittadini alle decisoni amministrative da CONDIVIDERE E NON IMPORRE. complimenti!

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