Arrestato il sindaco di Casteldelci (RN), è accusato di violenza sessuale aggravata

(Casteldelci da sempre linea del fronte della Rete della Resistenza sui Crinali. Per comprendere che cosa ha rappresentato per noi Casteldelci in questi anni, inserite il nome Casteldelci nel motore di ricerca del sito RRC qui accanto.)

Vittima una minorenne, l’uomo aveva anche materiale pedopornografico.
Ecco come la notizia è stata data in un articolo dell’huffingtonpost.it

Il sindaco di Casteldelci

<<Il sindaco di Casteldelci (Rimini), Mario Fortini, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari per violenza sessuale aggravata, nei confronti di una minorenne, e detenzione di materiale pedopornografico. Il provvedimento, scaturito da indagini del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Novafeltria e dalla Stazione Cc di Pennabilli, è stato emesso dal Gip Distrettuale di Bologna Andrea Santucci su richiesta del Pm Simone Purgato della Direzione Distrettuale Antimafia.

L’arresto del sindaco di Casteldieci è l’esito dell’operazione denominata convenzionalmente ‘Aurora’, dal nome di fantasia dato alla ragazzina. L’indagine è partita in agosto, sulla segnalazione di presunti abusi sessuali compiuti da Fortini sulla minorenne.
Secondo le indagini la vicenda di violenza sarebbe cominciata addirittura nel 2002, quando Aurora non aveva ancora cinque anni, e si sarebbe prolungata fino alla scorsa primavera.
Leggi tutto sull’Huffington Post >>

Il sindaco di Casteldelci è anche “famoso” per essere stato uno dei più strenui supporter del devastante progetto eolico di “Poggio Tre Vescovi”. Un progetto che fortunatamente è stato respinto e che se fosse stato realizzato avrebbe rovinato in modo spaventoso una zona di altissimo valore paesaggistico e naturalistico, il Montefeltro.
Riportiamo un articolo del sito di Italia Nostra Firenze che dava conto delle reazioni del sindaco di Casteldelci alla notizia che l’impianto eolico era stato bocciato.

Poggio Tre Vescovi: “Stop al parco eolico. Il sindaco di Casteldelci dà la colpa a Italia Nostra”
Fonte NewsRimini.it

Ha fatto infuriare il sindaco di Casteldelci lo stop di fatto al progetto del maxi impianto eolico che dovrebbe sorgere tra Toscana e Emilia Romagna, arrivato nei giorni scorsi, e su cui dovrà pronunciarsi ora una commissione ministeriale.

VALMARECCHIA | 12 ottobre 2011
dittico-di-urbino-eolico-4Il celebre ritratto del duca Federico da Montefeltro e della moglie con le pale eoliche sullo sfondo: è l’immagine scelta dai rappresentanti nazionali di Italia Nostra per dare l’idea del sacrificio in termini di gusto, e non solo, chiesto a volte ai panorami in nome del risparmio energetico. Sul suo sito ufficiale l’associazione ha espresso preoccupazione per la possibile devastazione delle Terre di Piero della Francesca alla vigilia di una conferenza dei servizi svoltasi a Firenze nei giorni scorsi. Conferenza da cui doveva uscire il via libera per l’Impianto eolico ’Poggio tre Vescovi– Fresciano, che la società Geo Italia ha in progetto di realizzare tra i Comuni di Verghereto, Casteldelci e Badia Tedalda (in provincia di Arezzo). Non sono stati però tutti d’accordo i partecipanti al tavolo, che coinvolge tre comuni e due Regioni. Così ora sarà una commissione ministeriale che in 60 giorni dovrà dire la sua sul progetto, bloccandone l’iter oppure no. Uno stop di fatto, al momento, che ha fatto infuriare il sindaco di Casteldelci. Il primo cittadino accusa l’associazione ambientalista. (…) Il dibattito, intanto, sbarcato sui giornali nazionali, è destinato a proseguire, intorno a quello che viene definito il più grande impianto eolico mai realizzato, con le sue 36 torri di 180 metri d’altezza. Un progetto attorno a cui si sarebbero addensate anche le ombre di un conflitto d’interesse che, ha denunciato Italia Nostra alla Procura, interesserebbe il sindaco di Badia Tedalda.

Un altro articolo, del sito stamptoscana.it, spiegava che:

<<Le dimensioni del progetto sono veramente molto ampie, e comportano senz’altro un grande impatto sulla natura del luogo, una punta appennninica che si intercala fra Romagna, Umbria e Marche, dotata di un paesaggio in buona parte incontaminato e di una storia illustre.
Innanzitutto le torri eoliche, alte 180 metri, per cui si è richiesto anche il parere dello Stato di San Marino. E’ prevista la realizzazione di 36 aerogeneratori, di cui 22 nel territorio del Comune di Badia Tedalda (Arezzo), della potenza nominale di 3,4 MW ciascuno, per una potenza totale installata di 122,40 MW. E’ prevista inoltre la realizzazione di circa 18 km di strade di collegamento interne all’impianto, anche attraverso adeguamenti di sentieri esistenti, di cui 14 km interessano il territorio toscano. L’accesso al sito per i mezzi pesanti adibiti al trasporto delle pale avverrà tramite strade esistenti, sulle quali sono previsti 26 interventi di adeguamento, con relativi disboscamenti di macchie boschive, siepi e filari arborei. Il progetto ha visto in prima fila sul fronte contrario l’associazione Italia Nostra, che, con un comunicato di Mariarita Signorini, membro della giunta e del gruppo di lavoro energia del Consiglio nazionale di Italia Nostra, elenca in modo puntuale le devastazioni che verrebbero prodotte in un ambito territoriale in cui insistono paesaggi in parte già tutelati da vecchi vincoli dove, per l’elevato valore ambientale, negli ultimi anni sono state istituite anche diverse aree protette (riserve naturali, parchi SIC e ZPS). Non ultimo, il problema del terreno, argilloso e soggetto a frane, che mal potrebbe reggere l’impatto di ingenti sbancamenti e movimenti di terreno.
Uno stop, quello di fatto attuato dalla Conferenza dei Servizi del 10 ottobre scorso, che non è andato giù al sindaco di Casteldelci, Mario Fortini, che, prendendosela direttamente con Italia Nostra, accusa l’associazione ambientalista di avere condizionato il ministero.
(…)
Ma un’altra ombra, sinistra, si è alzata sul progetto: una denuncia, depositata da Italia Nostra alla Procura di Arezzo, in cui emerge che l’autorizzazione paesaggistica e idrogeologica, oltre al piano particellare di esproprio, vengono richiesti dai tecnici di Badia Tedalda. Dalla documentazione prodotta sembra che il 50 % dei terreni interessati siano di proprietà del sindaco dello stesso comune e di suo fratello.>>

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