A Casteldelci e dintorni una vicenda sempre più turpe

A proposito dell’articolo di Galli della Loggia sull’immorale federalismo eolico

Sindaco CasteldelciCon l’arresto del Sindaco di Casteldelci ritorna indirettamente alla ribalta, nel modo più incredibile, la triste vicenda dell’impianto eolico di Poggio Tre Vescovi, già bocciato in tutte le sedi istituzionali .

Come se non bastasse la clamorosa notizia del Sindaco di Casteldelci che ha conquistato le prime pagine dei quotidiani nazionali, in questi giorni, nel suo piccolo, si mette in luce sulla stampa (locale) anche il secondo dei tre Sindaci che avevano così accanitamente appoggiato l’impianto eolico di Poggio Tre Vescovi.

Sindaco VergheretoQuesto Sindaco è stato il fautore anche del contestatissimo (in particolare dal locale WWF) impianto eolico della Biancarda, da costruire nel territorio del suo Comune ( https://reteresistenzacrinali.wordpress.com/2012/03/28/un-appello-per-sostenere-il-ricorso-contro-il-progetto-eolico-della-biancarda/ ) ed è ora coinvolto anche in un altro progetto di impianto, sempre in zona, ma questa volta in località Capanne, appena fuori dalla zona SIC della Cella di Sant’Alberico sul Monte Fumaiolo, che sembra preveda l’installazione di svariate torri alte 80 metri (e lo chiamano minieolico!) e che ha portato l’opposizione in Consiglio Comunale, come riporta il menzionato articolo del Corriere di Romagna, ad affermare: “Crediamo che il coinvolgimento del sindaco in investimenti diretti nel progetto non sia accettabile dal punto di vista etico, politico e morale. Crediamo che il sindaco non debba partecipare a questa opportunità di business per non alimentare sospetti spiacevoli e poco edificanti.” Prosegue l’articolo: “Il sindaco Guido Guidi ha risposto definendo l’interrogazione piena di «notevole non verità».” Complimenti alla notevole non insincerità del Sindaco! Ma continuiamo a leggere: “Il sindaco ha precisato che in comune di Verghereto si prevedono due pale di proprietà di due privati cittadini e che in comune di Casteldelci se ne prevedono tre, tutte di privati. (E via così! Chi più ne ha più ne metta… Ndr). Il consigliere di minoranza Acciai ha ribattuto che «l’amministrazione ha sponsorizzato il progetto.>>” Pale eoliche dappertutto, quindi,  per i soliti motivi che vengono mascherati dalle solite argomentazioni buoniste sull’energia pulita, delle società a partecipazione pubblica (fumo negli occhi), dell’energia gratis ai cittadini (falso e vietato) e delle royalties ai Comuni sul fatturato degli impianti (verissime ma anche vietatissime, in quanto stipulate a seguito di accordi – per lo più segreti – , chiamati “convenzioni”, tra i proponenti i progetti e gli amministratori locali, ai quali spetterebbe invece il compito di concedere o negare, secondo le leggi e i regolamenti, le autorizzazioni di loro competenza in modo imparziale).

Sindaco Badia TedaldaNessuna (recente) notizia invece del terzo Sindaco dell’affaire Poggio Tre Vescovi, quello di Badia Tedalda, che aveva vissuto un momento di notorietà quando La Repubblica aveva scoperto, da una denuncia di Italia Nostra alla Procura, che qualcosa non era del tutto limpido, in un articolo  dove si legge: “Fabrizio Giovannini dice che non importa, perché «io ho le mie 100 chianine e di quelle campo». Delle royalties promesse dal business del vento che già pregustava lassù dai pascoli dell’Appennino ora il sindaco-pastore è convinto di poter fare a meno. «Mica m’avrebbero cambiato la vita i 40 o 50 mila euro delle macchine». Le macchine, come le chiama il primo cittadino di Badia Tedalda, eletto a governare il Comune aretino con il sigillo del Pdl, sono le 36 pale eoliche che la GeoItalia srl avrebbe voluto installare a cavallo fra Toscana e Emilia Romagna.” Non si trattava in realtà di royalties ma di affitti dei suoi terreni. Ma questo poco importa. Il Sindaco di Badia Tedalda, in quell’occasione, dimenticava però, a danno della completezza dell’informazione, di riferire che quei “40 o 50 mila euro” sarebbero stati annui. Siccome non gli avrebbero cambiato la vita (50 mila euro annui! Beato lui…), è probabile che qualcuno gli abbia consigliato di lasciar perdere con l’eolico, perchè, se qualcuno si fosse messo in testa di togliersi alcune curiosità sulla legalità dell’intera vicenda, ci sarebbero potuto essere brutte sorprese per tutti.

E’ infatti difficile pensare che tutto quell’accanimento dei Sindaci a Poggio Tre Vescovi per devastare il loro stesso territorio, per di più privo di vento utile all’eolico, come gli atlanti del vento dimostrano (http://atlanteeolico.rse-web.it/viewer.htm) , fosse solo un caso. Per rendersi conto che c’era qualcosa che non andava sarebbe sufficiente uscire a Verghereto, approfittando dell’occasione la prima volta che si svalica dalla Toscana in Emilia-Romagna attraverso l’E 45, e da lì recarsi in località Balze per guardare, dalla piccola piazza della frazione, Poggio Tre Vescovi, che sta di fronte. Proprio lì sarebbe dovuto sorgere il più grande impianto eolico italiano ed il secondo d’Europa. Non ci sarebbe stato bisogno di aggiungere altro.

Queste mestissime disavventure dei Sindaci giungono a puntino per confermare i concetti espressi recentemente da Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera.

L’unica differenza è che la realtà è spesso molto peggiore di come appare all’osservatore esterno: qui siamo in presenza di una autentica, ed inattesa, Spoon river eolica sull’Appennino tosco-romagnolo. Questa trista vicenda dell’eccesso di incentivi alle fonti rinnovabili, con l’enorme quantità di denaro messo in circolazione sotto forma di rendite da assegnare non in base a criteri razionali, ma attraverso il “convincimento” dei politici, ha ulteriormente peggiorato, se possibile, la selezione al contrario degli amministratori italiani: “A proposito di selezione (al contrario) della classe dirigente: rimosso dal Governatore della Toscana un integerrimo funzionario” (L’Architetto Zita era proprio il responsabile dell’Ufficio VIA della Regione Toscana che aveva dato, tra gli altri suoi atti che ponevano il rispetto delle leggi al di sopra delle considerazioni opportunistiche contingenti, una valutazione ambientale negativa per l’impianto di Poggio Tre Vescovi).

L’accanimento dello stesso Sindaco Fortini ci era parso spesso, nonostante la nostra lunga esperienza in fatto di Sindaci-sviluppatori del’eolico, addirittura  fuori misura: ricordiamo che il portavoce per l’Emilia Romagna della Rete della Resistenza sui Crinali era stato rumorosamente interrotto, come le registrazioni video di quella seduta ufficiale possono dimostrare, durante la sua audizione del 14 luglio 2011 a Bologna presso la Commissione Ambiente della Regione Emilia-Romagna, proprio dall’allora non ancora famoso Sindaco di Casteldelci che gli contestava la veridicità dei dati sul “suo” impianto eolico, portato dal relatore come esempio da evitare assolutamente per le sue stesse enormi dimensioni.

<<Intervento di Alberto Cuppini all’audizione presso la Commisione Ambiente della Regione Emilia Romagna>>

E ben rammentiamo anche che le intemperanze dello stesso Sindaco si erano ripetute (aggravandosi), come tutti i presenti ricordano e possono testimoniare, in occasione della riunione della Conferenza dei Servizi interregionale tenutasi a Firenze il 14 dicembre 2011, come allora riportato da questo comunicato di Italia Nostra Firenze.

La cosa che però appare DAVVERO incredibile è che oggi molti dei diretti interessati, che ci hanno contattato dopo la notizia dell’arresto del Sindaco Fortini, ci confermano voci sempre più insistenti di una imminente riproposizione di un progetto di impianto eolico a Poggio Tre Vescovi.

Sappiamo, grazie alla rete di monitoraggio del territorio organizzato nella zona da un pugnace comitato anti-eolico che fa parte della Rete della Resistenza sui Crinali, che la Geo è ancora presente in loco e sta rinnovando le proposte di affitto dei terreni già interessati dal progetto, che forse verrà ripresentato un pochino limato nel numero delle pale, nella loro dimensione e nell’estensione.

Confidiamo che la nomina di un Commissario prefettizio per Casteldelci, al quale, come riferisce con accenti aulici ed in uno slancio di involontaria e preoccupata sincerità lo stesso Sindaco, “dei lavori da fare non gliene può fregare di meno”, http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/provincia/2012/12/06/813036-dimissioni-minoranza-arrestato-fortini-sindaco-casteldieci-pedofilia.shtml , ma che ha piuttosto compiti di vigilanza sulla corretta amministrazione del Comune, insieme alle perquisizioni effettuate in questi giorni per tutt’altro motivo e alle conseguenti indagini delle forze dell’ordine, possa far luce anche su questa vicenda dell’eolico a tutti i costi e chiarisca i nostri dubbi.

Ci fa piacere pensare che molti, oltre a Fortini, in questo periodo non dormano sonni tranquilli.

Poggio Tre Vescovi, il luogo che rischia di essere distrutto dalla speculazione eolica.

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3 risposte a A Casteldelci e dintorni una vicenda sempre più turpe

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