Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo (parte seconda)

Contribuiamo a diffondere il video del programma “Il graffio” dell’emittente pugliese Telenorba.

Lo facciamo, sebbene la trasmissione si occupi di un territorio lontano dalla zona interessata dai comitati della Rete della Resistenza sui Crinali, con la stessa finalità che ci proponevamo pubblicando le foto del territorio di Candela.

Vorremmo che fossero compresi a priori gli esiti nefasti delle rinnovabili industriali ubique, onde evitare che a questa stessa ordalia pugliese venisse sottoposta l’Italia intera. 

Confessiamo il nostro disagio, dopo avere letto in questi anni migliaia di articoli redazionali e fatta l’abitudine a centinaia di filmati televisivi unidirezionali pro-eolico, ad assistere ad una trasmissione in cui il conduttore riconosce addirittura, esplicitamente, di “essere di parte”. Contro le rinnovabili industriali, si intende, in un’area, la Puglia, dove la situazione, come denuncia già da alcuni il nostro amico Enzo Cripezzi della LIPU,  è ormai andata abbondantemente fuori controllo. “Abbiamo già dato!” sbotta in conclusione l’intervistatore esasperato.

Infatti, dopo il programma “storico” de “La 7” di alcuni anni fa che denunciava la degenerazione eolica al suo manifestarsi in dimensioni perniciose, sul problema era calata una cortina di omertà mediatica.

Ora in Puglia, quando ormai è troppo tardi, le denunce vengono rese pubbliche. Appena due mesi, a testimonianza della locale anarchia amministrativa nel settore eolico, era stata trasmessa anche l’inchiesta “Arrembaggio eolico” per il programma Prisma di Teleblu Foggia.

eolico-selvaggio

Adesso noi, che nonostante tutto siamo degli inguaribili ottimisti, ci auguriamo che si sia giunti ad un punto di svolta e che un programma analogo, con un contraddittorio in studio evitando i monologhi di mistica eolica da cui siamo stati tormentati per molti anni, di denuncia delle negatività dello sviluppo incontrollato degli impianti eolico-industriali (comprese quelle catastrofi economiche-finanziarie e di scarsa produttività trascurate da Telenorba ma facilmente riscontrabili nelle aride ed inequivocabili cifre) venga proposto anche da una emittente nazionale.

Alla trasmissione di Telenorba era stato invitato anche un rappresentante dell’associazione confindustriale degli eolici (l’ANEV) che all’ultimo momento ha ritenuto opportuno non partecipare.

Ed infine un breve inciso per una doverosa precisazione. Giuseppe Mastropieri, che nel programma viene correttamente presentato come Professore di Economia dell’Università di Bologna, è il responsabile dell’area fonti rinnovabili di Nomisma, una notissima società di consulenza che ben difficilmente si può considerare al di sopra delle parti. Di essa, e dei Professori di Economia dell’Università di Bologna che l’hanno utilizzata e la utilizzano (anche) come tappa obbligatoria di un cursus honorum verso alti incarichi politici, ci siamo già occupati qui e ci occuperemo ancora in futuro, come caso di studio per denunciare la clamorosa Trahison des Clercs che ha fornito la base intellettuale e la giustificazione culturale di questo disastro. Di questo ed altri disastri italiani da essi avallati, se non addirittura suggeriti, per compiacere il Potere e diventare essi stessi Potere.
Quello con la pi maiuscola, non solo quello accademico, oggi già eccessivo in sè.

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Una risposta a Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo (parte seconda)

  1. flavio ha detto:

    VI RIGRANZIAMO X LA DIFFUSSIONE DEL VIDEO ,SOLO UN PICCOLO RAMMARICO DI TUTTI QUELLI COME ME ,CHE IL NOSTRO BELLISSIMO TERRITORIO SIA ORAMAI DIVENTATO COME ESEMPIO NEGATIVO …

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