Le osservazioni di Italia Nostra disintegrano il progetto di impianto eolico di Monte La Fine (BO)

A quando i risarcimenti dei danni causati alle comunità da parte di chi presenta progetti velleitari e di chi li sostiene contro ogni evidenza?

L’ennesimo progetto eolico raffazzonato presentato dai “soliti noti” in provincia di Bologna ai confini con la provincia di Firenze, dove l’esperienza dell’impianto di Casoni di Romagna e le carte anemometriche hanno dimostrato non esserci vento utile sufficiente a garantire la redditività, senza incentivi pubblici perpetui, di simili impianti giganti, ha provocato una grandinata di osservazioni contrarie, tra cui spiccano, per la profondità di analisi, quelle di Italia Nostra, vedi  DOC ALLEGATO che inseriamo in forma permanente nella sezione “Documenti” del sito web della Rete della Resistenza sui Crinali come modello a cui ispirarsi per chi, in Italia, verrà improvvisamente aggredito dalla speculazione eolica.

Prima di dedicarci, nei prossimi giorni, a questi “soliti noti” in azione ormai da anni in zona (ai quali si è aggiunto un altro Sindaco – sviluppatore dell’eolico: quello, neoeletto, di Castel del Rio. Benvenuto! Ne sentivamo proprio la mancanza, da queste parti… A proposito: perchè quello di prima si è dimesso?), vorremmo porci un primo interrogativo. Molte società di consulenza ambientale considerano ormai un loro diritto acquisito ed un comportamento perfettamente ovvio e naturale fornire studi, in particolare quelli di impatto ambientale, sempre favorevoli agli impianti eolici più devastanti su tutte le montagne (nessuna esclusa) di quest’area. Dopo il primo colpo di mano riuscito a Casoni, la resistenza popolare alla loro nefasta azione si è però intensificata ed organizzata ed ora i resistenti sono sempre in grado di sbugiardare le panzane che questi signori ci vorrebbero ammannire. Prescindendo dalle responsabilità penali a cui essi, come chiunque altro, sono sottoposti, e che sono state oggetto dell’intervento dell’Ing. Massimo Bolognesi del WWF all’incontro pubblico di Piacenza dello scorso mese presente l’Assessore regionale all’Ambiente  e sulle quali torneremo presto, parliamo delle loro lautissime retribuzioni per presentare queste opere dell’ingegno sempre favorevoli ai desiderata dei proponenti i progetti. Poichè le laute parcelle vengono pagate anche quando gli opponenti (comitati di cittadini e associazioni) riescono a dimostrare la infondatezza e la incompletezza di queste relazioni, se non addirittura la loro falsità, perchè non pretendere da questi nostri sgraditi amici il risarcimento delle spese sostenute (stiamo parlando di lavori di analisi che impegnano, per ogni progetto presentato, decine di persone, che spesso lavorano a titolo puramente volontario per alcuni mesi, solo per impedire queste intollerabili prepotenze e prevaricazioni…). Non sarebbe ormai ora di attuare una class action contro questi soliti noti che da anni imperversano tra Bologna e Firenze e che, nel frattempo, si sono vergognosamente arricchiti, attraverso comportamenti – quanto meno – immorali, ai danni della collettività?

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Una risposta a Le osservazioni di Italia Nostra disintegrano il progetto di impianto eolico di Monte La Fine (BO)

  1. imbuteria ha detto:

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