Clamorosi sviluppi: tutta la strada che da Albareto porta a Zeri sequestrata dai Carabinieri!

Dopo troppo tempo, la zona attorno a monte Colombo da oggi pomeriggio è tornata a far parte della Repubblica Italiana ed ha cessato di essere una enclave extra territoriale a totale disponibilità della ditta FERA.
Meglio tardi che mai.

Sequestro strada

Dopo le molte (troppe) insistenze dei comitati di cittadini e delle associazioni che si erano schierate a loro fianco (c’è tra loro chi si era schierato contro i comitati ed a favore della FERA, ma di questo fatto parleremo nei prossimi giorni con più agio), sono intervenuti i Carabinieri di Zeri ed Albareto ed hanno sequestrato, con almeno due giorni di ritardo, non solo il cantiere ma l’intera strada in quanto, come riporta il locale, puntualissimo, TG RTA News, “definita corpo del reato”.

La strada era caduta preda dell’azione prevaricatrice della ditta FERA ormai da tempo, ma solo da lunedì erano iniziati gli episodi di illegalità più brutali e spudorati.

Dicevamo che l’intervento della forza pubblica, sollecitata da molti (fin troppi) cittadini, è giunto troppo in ritardo, dopo che erano state loro opposte, durante l’assalto alla baionetta di lunedì ed alla sfacciata mancanza di rispetto della sospensiva disposta dal Consiglio di Stato di martedì, scuse puerili da molte (troppe) Autorità competenti per evitare di intervenire in una questione dove tutti i decisori politici (ma non ancora i Giudici amministrativi) si erano trovati d’accordo (raccontando ad esempio, come si può ascoltare anche dai telegiornali di ieri che dal Decreto del CdS era stato bloccato il cantiere ma non i trasporti eccezionali!); ma alla fine l’intervento è giunto.

C’è stato bisogno, in questa brutta storiaccia su cui qualcuno dovrà far luce il più rapidamente possibile, che questa mattina i locali comitati facessero volare un deltaplano ( ! ) a fotografare dall’alto,

922774_10152757541945384_246570506_n

Il crinale del Monte Colombo pesantemente devastato e reso “innaturale” dai lavori per la realizzazione del mega impianto eolico

senza farsi vedere e sentire, la strada percorsa dai trasporti eccezionali e sul cantiere, dove era in corso l’innalzamento della prima pala, in quanto la FERA impediva l’accesso a tutti coloro che intendevano testimoniare del proseguimento dei lavori nel cantiere, persino di notte, in un folle tentativo (fatto di nascosto!) di giungere in tempo utile a garantirsi l’entrata in esercizio dell’impianto e quindi i certificati verdi.

Questa intenzione era facilmente deducibile da tutti per molteplici comportamenti sospetti, ma in particolare perchè la FERA aveva posizionato dei fari per i lavori notturni, come risulta da questa foto.

8658261360_b81eecba94_c

Tutti coloro che potevano intervenire sapevano del Decreto di sospensiva del Consiglio di Stato di martedì, ma fingevano (e hanno provato a fingere fino a venerdì pomeriggio) di non vedere o di non capire!

Questo episodio richiama le prepotenze baronali non della Sicilia attuale, ma di quella borbonica pre-garibaldina, con tanto di corollari in stile “nenti saccio e nenti vidi” ed omertà diffuse.

La FERA, come denunciato in innumerevoli occasioni dai locali comitati a tutti gli organismi di controllo, non era del resto nuova ad indulgere ad usi e costumi siciliani poco commendevoli.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Ma, si sa, per la salvezza del Pianeta dai cambiamenti climatici, i fini giustificano i mezzi…

A questo punto, dopo un provvedimento così drastico, la resa dei conti diventa inevitabile.

Si dovranno dare delle risposte precise a questo incredibile episodio di cattiva gestione di tanti nell’amministrazione della cosa pubblica e perciò dirsi “basito” come il telegiornale riferisce riportando la risposta del Servizio Ambiente della Provincia di Parma dubitiamo che sarà sufficiente. Tale Servizio, e molti altri Uffici al di qua e al di là del confine regionale, passeranno presto, come meritano e come hanno cercato con tanto accanimento, un brutto quarto d’ora.

I locali comitati bramano di collaborare con le forze dell’ordine e la Magistratura a fare piena luce sull’intera vicenda, che essi denunciano da anni, della esplosiva fioritura di progetti eolici sulle montagne senza vento dell’Appennino tosco-emiliano e che, a questo punto, non può essere limitata al solo impianto di Zeri, cauterizzando la ferita del singolo impianto “cattivo” e permettendo subito dopo di ricominciare il gioco della spartizione tra tutti i sodali delle rendite parassitarie alle bollette elettriche degli italiani, semplicemente adattandosi ai nuovi incentivi, minori ma più protratti nel tempo, e continuando a godere dell’immensa torta, come se niente fosse successo. Che le montagne fossero senza vento lo sapevano bene tutti (a cominciare dalla FERA che, senza i certificati verdi, anzichè una vittoria al Superenalotto eolico governativo rischiava il collasso: senza CV non sarebbe infatti mai e poi mai riuscita ad ammortizzare le spese sostenute per l’impianto di Zeri e per questo ha scelto di procedere a spallate per ottenerli, nella convinzione (evidentemente non del tutto campata per aria…) dell’impunità sempre garantita.

Non abbiamo dubbi che, dalle indagini, emergeranno molte altre sorprese, causate da un pluriennale atteggiamento troppo benevolo e accondiscendente delle Autorità, di cui troppi hanno approfittato, verso l’eolico-industriale in Italia.

Ora il Re eolico è finalmente nudo! Si colga dunque l’occasione per fare chiarezza su tutto il sistema e nel frattempo smettiamo, per favore, di recitare le solite nenie degli “episodi isolati” e dell’ “ambiente fondamentalmente sano”.

Alberto Cuppini

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Varie e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Clamorosi sviluppi: tutta la strada che da Albareto porta a Zeri sequestrata dai Carabinieri!

  1. Pingback: Clamorosi sviluppi: tutta la strada che da Albareto porta a Zeri sequestrata dai Carabinieri! | "ReSeT"

  2. imbuteria ha detto:

    Reblogged this on Imbuteria's Blog.

  3. marco ha detto:

    Scusate ma per avere i certificati verdi serve il vento. Se volete fare propaganda contro l’eolico almeno siate corretti e fatela correttamente. Sembra che basta connettersi e si prendono soldi dallo stato quasi senza produrre energia (2000 e passa ore non mi pare proprio assenza di vento). Il vostro mi sembra un comportamento da codardi.
    Spero inoltre che non abbiate problemi se verranno un domani a costruire una centrale nucleare nel vostro giardino, oppure se rimarrete senza energia elettrica…

  4. admin ha detto:

    Contrari si, codardi no. Se si trattasse di una centrale nucleare il comportamento degli attivisti sarebbbe esattamente lo stesso.

  5. marco ha detto:

    non hai capito il mio commento.. era inteso che c’è bisogno di energia e le pale eoliche danno energia rinnovabile. Inoltre Zeri non mi pare sia in una zona particolarmente turistica sia d’estate che d’inverno. E non inquinano aria, suolo, acqua…Che poi ci debbano essere controlli perchè alcune imprese costruiscano pale dove davvero non ci sono nemmeno 1000 ore, questo è un altro discorso (anche se tuttavia, sarebbero 1000 ore di vento di energia)

  6. Mat ha detto:

    La questione del vento mi pare essenziale: voi dite che sui crinali tosco-emiliani non ci sia vento, ma gli anemometri, che cosa dicono?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...