Gotenstellung am Futa-Paß kaputt!

Le memorie e le bellezze della “linea gotica” al passo della Futa sacrificate senza remora alcuna alla speculazione eolica

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Si è concluso nel modo più spiccio e brutale il breve iter burocratico per l’approvazione dell’impianto eolico su monte Gazzaro,  incombente sul cimitero militare tedesco più grande d’Italia.

Dopo che la notizia era stata diffusa dai mezzi di informazione (qui Radio Mugello), è stata purtroppo ufficialmente confermata nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana l’autorizzazione a costruire l’impianto eolico al passo della Futa. (Qui il verbale dell’approvazione da parte della Giunta toscana).

L’impianto, previsto in una zona di eccezionale importanza paesaggistica, di memoria storica e conosciuto dagli escursionisti di tutta Europa, è stato approvato da tutte le Amministrazioni interessate con quella disinvolta nonchalance che finora era stata propria delle sole Regioni meridionali d’Italia.

La Sovrintendenza ai beni paesaggistici della Toscana, nel suo parere si è davvero sprecata (…), a difesa strenua di una delle aree più belle e più conosciute al mondo proprio per l’attenzione al bello dedicatale dalle generazioni toscane precedenti.

Complimenti dunque alla Sovrintendenza: degli autentici leoni, che saranno per questo ricordati con ammirazione dalle generazioni toscane future!

Bisogna fare notare che la mancanza di un comitato locale di cittadini disposti a spendersi (in tutti i sensi) è stato esiziale. Le molte osservazioni inviate in ordine sparso, senza una resistenza coordinata e decisa, non sono state minimamente prese in considerazione dai burocrati. Se nessuno si mostra disposto a combattere per salvare il proprio territorio dalla speculazione, da ora in poi le battaglie in Toscana saranno tutte perse in partenza. 

Temo purtroppo che l’allontanamento del responsabile dell’ufficio VIA della Regione Toscana  (l’Architetto Zita, che applicava le leggi di tutela ambientale e paesaggistica con rigore) renderà una consuetudine, in un prossimo futuro, simili approvazioni disinvolte di impianti industriali insensati nelle zone più delicate della regione.

La rimozione dell’Architetto Zita, per iniziativa del Governatore della Toscana Rossi in persona (che ha inoltre avocato a se stesso le deleghe di quell’ufficio sottraendolo all’Assessorato all’Ambiente), è stata equivalente alla improvvisa distruzione di una diga.

Progetti improponibili finiti nel dimenticatoio vengono ora presentati a valanga per essere autorizzati e, quel che è peggio, vengono approvati senza neppure l’ombra di un contraddittorio. Il segnale politico è stato fortissimo. Anche la Sovrintendenza di Firenze ha repentinamente modificato il proprio atteggiamento che spesso in passato era parso intransigente.

La situazione sulla montagna tra Bologna e Firenze è perciò rapidamente andata fuori controllo, come prima capitava solo nel sud e nelle isole. Ricordo, a testimonianza della spudoratezza dei comportamenti degli amministratori pubblici in questo settore, che la Regione Basilicata ha approvato poche settimane fa dieci impianti eolici per oltre 250 MW in una sola seduta onde permettere loro di partecipare in extremis alle aste di quest’anno per ottenere gli incentivi…

La dura lezione di monte Gazzaro a qualcosa (e a qualcuno) servirà per il futuro. Anche perchè, bisogna riconoscerlo, questi amministratori pubblici molto “superficiali” (…) qualcuno li avrà pure eletti. E’ inutile prendersela con loro se poi fanno i loro comodi nella indifferenza generale degli amministrati. E’ quindi giusto che queste soverchierie accadano. Questo è appunto ciò che finora accadeva nel tanto deprecato Sud, con tutti i piagnistei che poi ne seguivano contro “lo Stato”.

Adesso speriamo almeno di risparmiarci le prevedibili giaculatorie di questi amministratori toscani (e dei loro elettori) quando si renderanno conto che le presenze turistiche sono crollate (nessuno si reca in Mugello a cercare suggestioni orwelliane), così come il valore delle proprietà immobiliari.

Tale futuro potrebbe essere addirittura più prossimo di quanto i più pessimisti prevedano. Dopo l’autorizzazione a costruire le pale (ripeto: DOPO) è stato segnalato l’innalzamento, sullo stesso monte, di due anemometri, che lasciano presagire che l’impianto approvato (che prevede la costruzione di strade ed infrastrutture in un’area totalmente boscata e disabitata e che ora potrà essere liberamente accessibile per cantieri di ogni sorta) sia solo un piccolo aperitivo della grande scorpacciata che gli speculatori intendono fare in quelle aree delicatissime ed alle quali nessuno pare interessarsi.

Intanto, comunque, questi Signori dell’eolico toscano, per avere gli incentivi, dovranno prima vincere le aste competitive del prossimo anno. Cosa per niente sicura, data la scarsa ventosità dell’area.

A questo punto per la salvezza del paesaggio, venute meno le virtù civiche ed il secolare amore per la propria terra, non ci resta dunque che sperare che lo Stato abbia finito i soldi da scialacquare in questa porcheria dell’eolico industriale sui crinali senza vento.  Invero non è granchè, come speranza residua… Ma meglio di niente.

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2 risposte a Gotenstellung am Futa-Paß kaputt!

  1. giu sca 50 ha detto:

    disastroso, in liguria siamo nella stessa situazione, la corsa al guadagno spegne la ragione, purtroppo accadrà quello che è stato il dopoguerra e i maledetti anni del boom dei quali stiamo pagando il prezzo, riempirsi le tasche per rincorrere un benessere che ha aricchito pochi e inchiapettato molti, a quanto pare con grande piacere.
    Adelante y sin juicio Sancho

  2. Andrea ha detto:

    Ho percorso stamattina in auto tutta la strada della futa… ho visto un impianto eolico sopra firenzuola che rovina tutto quanto il panorama, l’ho osservato proprio da una piazzola panoramica (quando le costruivano non era certo per ammirare pale eoliche 🙂 torri enormi, bianche, che non hanno nessun rapporto di continuità e connessioni con il paesaggio circostante, totalmente slegate dal contesto, invadenti. Che schifo, roviniamo il paesaggio quando potremmo avere la stessa energia “pulita”, in altri modi, meno impattanti, più eco-logici.
    La strada tra Firenze e Bologna rappresenta per me qualcosa di altamente suggestivo, vi prego salviamo quei territori, salviamo il turismo.

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