L’impianto eolico di Zeri escluso ( ! ) dall’asta competitiva per ottenere gli incentivi nel 2014

Ma la ditta FERA non si abbatte ed appare intenzionata ad aumenta la posta a Cairo Montenotte (SV)

 Ancora niente da fare per la FERA a Zeri: quando è destino, è destino.

L’impianto eolico di Zeri, di cui ci siamo diffusamente occupati nel post del 16 aprile scorso ed in quelli dei giorni seguenti, continua a coprire di gloria la ditta proponente.

Dopo la pubblicazione dei risultati ufficiali delle ultime aste competitive (di cui ci siamo occupati qui),  abbiamo appreso che il GSE (il Gestore Servizi Elettrici, cioè l’ente governativo delegato ad organizzare le aste) ha ritenuto di escluderlo dalla competizione ancor prima di cominciare.

Vogliamo chiarire che gli impianti esclusi (parola che viene opportunamente sottolineata nel documento riepilogativo del GSE) NON sono stati ammessi a partecipare alla procedura d’asta. La richiesta di partecipazione conteneva evidentemente un vizio che l’ha resa non ammissibile. Tutt’altra cosa invece per gli impianti che non sono rientrati nel contingente di potenza previsto perchè l’offerta di riduzione è risultata troppo scarsa.

Magra consolazione, per la ditta, apprendere che, comunque, l’asta sarebbe stata comunque perduta per un’offerta troppo bassa: la figuraccia rimediata con l’esclusione rimane.

I locali comitati anti eolico-industriale lamentano di non essere stati portati a conoscenza nè dalla ditta proponente nè dagli amministratori locali (che avevano approvato con entusiasmo il progetto) della natura del vizio che ha impedito all’impianto di partecipare all’asta.

Si comprende tuttavia ancora di più la ragione della fretta nel mettere in esecuzione a tutti i costi l’impianto prima dello scorso 30 aprile, quando sarebbero scaduti i termini per ottenere, senza aste e quindi anche senza i controlli del GSE, i vecchi e più prodighi incentivi.

Insomma: un’ennesima figuraccia di cui ci auguriamo che almeno i mezzi di informazione locale si vogliano occupare, per ottenere quelle informazioni sui motivi di questa imbarazzante esclusione che a noi, poveri peones dei comitati di cittadini, sono – come al solito – precluse con sdegno e fastidio.

In ogni caso si tratta di un’ennesima dimostrazione sulla validità dei dubbi che i cittadini avevano su questo progetto, rafforzati vieppiù dalla ragione sociale del proponente che compare sul documento GSE: non “FERA” ma “Eolica Toscana”.

Questo conferma la notizia pubblicata su “La Nazione” nell’articolo dal titolo “Stop dei giudici ignorato Pronto esposto in Procura” del 19 aprile scorso dove si leggeva che “E’ arrivata anche la conferma che la Fera ha ceduto il ramo d’azienda “Vento di Zeri” che sta costruendo il parco al Monte Colombo alla società Eolica Liguria, trasformatasi subito dopo in Eolica Toscana che subentra nell’autorizzazione unica. Un problema per il Comune di Zeri che potrebbe non poter escutere, se necessario, la fidejussione bancaria a garanzia del territorio.”

Insomma: un turbinoso mutamento di ragioni sociali che, esso solo, non predispone bene verso la limpidezza dell’intera operazione, se mai ci fosse stato bisogno di nutrire ancora dubbi a riguardo.

Eppure la FERA non demorde e, anzi, rilancia nel comune di Cairo Montenotte (SV), dove appare chiara l’intenzione spudorata di installare, sempre nel medesimo territorio, quello che potrebbe essere il terzo parco eolico consecutivo “più grande della Liguria” dopo quello del 2009 e quello dello scorso anno, e sempre della FERA, che pare godere di simpatie illimitate in alta val Bormida.

“La Stampa”, in un articolo del primo agosto dal significativo titolo “Sono troppi i parchi eolici sulle colline di Montenotte”,   riferisce che a “un gruppo di residenti della zona di Montenotte” sta sorgendo qualche dubbio (meglio tardi che mai) di essere vittima di una colossale speculazione, nonostante la costante, rassicurante ( ? ) presenza del Governatore Burlando  (niente meno!) in persona a tutte le precedenti inaugurazioni. E nonostante tutta la sdolcinata retorica, in quelle sedi, dove vengono sempre coinvolti degli inconsapevoli bambini, e dove non ci si fa mancare niente, dall’elemosina ai … bambini etiopi (facile farla, con le rendite milionarie garantite esclusivamente dal placet dei politici), alle consuete esagerazioni spudorate sul petrolio risparmiato e sulle famiglie della zona i cui consumi elettrici verrebbero soddisfatti dalle pale, financo agli striscioni degli ambientalisti (questa è una novità in alta Italia: indovinate chi erano…), oltre a tutto il resto.

Non essendo stata sufficiente la notizia dei discutibili “rapporti con intermediari vicini alla mafia” della FERA in Sicilia riportata anche dalla stampa nazionale (in questi termini espliciti dal Corriere della Sera) e che pare lasciare indifferente gli amministratori liguri, confidiamo che i fatti di Zeri e, soprattutto, la persecuzione ormai accertata dei territori dove gli amministratori locali accolgono con favore la speculazione eolica abbiano insegnato qualcosa alle popolazioni.

Questa volta i residenti pare che non si fidino più degli astutissimi assessori secondo cui nelle riunioni con la FERA “principalmente si è discusso delle attività didattiche di educazione ambientale, da attività a scuola ad un sopralluogo al parco eolico” e solo “a margine di questo la società ha accennato anche a possibili nuove installazioni”. (Questa non la commentiamo per non maramaldeggiare).

Vale comunque sempre una regola di carattere generale e universale, da rispettare con scrupolo: quando si coinvolgono senza pudore, e ripetutamente, dei bambini in questi affari di soldi (e quanti soldi!), gli amministratori andrebbero subito squalificati a vita dai loro elettori, prima ancora di rendersi conto delle nefaste conseguenze della loro accondiscendenza nei confronti della speculazione eolica, e non premiati alle elezioni.

Lo affermano tutte le culture umane.

Dal Vangelo secondo Luca:

E meglio per lui che gli sia messo al collo una pietra da mulino (o una pala eolica. Ndr) e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.

 Alberto Cuppini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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