Il Resto del Carlino: “L’energia alternativa è un bene prezioso, ma la terra lo è di più”

Nella rubrica “Lettere al Direttore” del Resto del Carlino di sabato scorso (a pag.12 del fascicolo nazionale), Beppe Boni, in risposta ad una lettera di un lettore marchigiano contro il FV nei campi, si schiera sulle stesse posizioni della Rete della Resistenza sui Crinali anche per quello che riguarda l’eolico.

Riportiamo per esteso il testo della risposta di Boni a questo proposito:

“Molti dubbi invece sorgono sui benefici che derivano dalle pale eoliche distribuite sui crinali con enormi basi di cemento e manufatti che hanno sfregiato ettari di bosco. E anche qui l’idea che davvero siano così convenienti si sta affievolendo. Riflettiamo bene prima di devastare la terra, deve valerne veramente la pena.”

Un cambiamento di rotta molto importante per il Carlino, finora scarsamente attento alle devastanti conseguenze paesaggistiche ed ambientali dell’eolico-industriale (in particolare per quello che riguarda la miriade di impianti incombenti in questi ultimi anni in provincia di Bologna, dove il Carlino ha sede, contro i quali hanno lottato, spesso da soli, i comitati della RRC), ed un ulteriore segno che i tempi stanno cambiando.

Lo stesso concetto di Boni era stato più volte espresso, in altri termini, dall’Assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna Sabrina Freda, recentemente silurata, proprio per queste sue posizioni eterodosse rispetto alle logiche del rigidissimo sistema di potere stratificatosi presso la Giunta regionale, dal Presidente Vasco Errani.

Per pura coincidenza, lo stesso giorno dell’articolo di Boni sul Carlino, su La Repubblica è stata pubblicata un’intervista a Renzo Piano, che sarà oggetto di un prossimo post sul sito RRC, dove si precisa come gli immensi impianti fotovoltaici al suolo e le enormi pale eoliche sui crinali siano la negazione stessa della “economia verde” come avrebbe dovuto essere correttamente concepita. O forse non è affatto una coincidenza? La bolla speculativa che ha permesso l’improvvisa proliferazione di questi eco-mostri su tutto il territorio nazionale ha ormai ampiamente superato le dimensioni massime tollerabili e sta per scoppiare con immane fragore.

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