Eolico industriale problema locale e globale (parte 2)

Creta: “Come faccio a non urlare”

Sull’Espresso di un mese fa è stato pubblicato un articolo, dal titolo “Isole nel conto corrente”, sui progetti di vendita delle isole greche con meno di 150 abitanti, che bontà loro andrebbero non eliminati, ma deportati altrove.

Ufficialmente per alleggerire la spesa pubblica, ma in realtà nell’auspicio delle potenze europee che la Grecia paghi così i propri debiti. Salvo appropriarsi delle loro ricchezze naturali uniche ed irripetibili.

Quanto al danno al patrimonio etnoantropologico di queste piccole popolazioni e della ricchezza rappresentata dalla loro presenza, nessuno sembra tener conto.

La questione ricorda da vicino le parallele proposte di vendita del patrimonio edilizio, in gran parte di valore storico, dello Stato italiano e degli Enti pubblici con operazioni massive ed indifferenziate, che, durante l’esecutivo Monti, il Ministro Grilli propugnava con forza per ripianare il debito in 10 anni.

Tornando alla Grecia, qualcuno ha ricordato alla Merkel, ai tedeschi e ai tecnocrati europei che bisognerebbe avere molto più rispetto per la Grecia, ricordando quanto essa ha dato alla nascita della civiltà europea?

Sembra che tutto ciò non interessi, al pari della sorte dei beni culturali ed archeologici che Italia e Grecia possiedono e devono in qualche modo curare e conservare in nome e per conto dell’Europa, se non dell’umanità tutta. Con spese che andrebbero ripartite variamente tra i membri della C.E.

Tutto questo si lega anche ed in particolare all’assalto della lobby eolica ai paesi del Mediterraneo, nella totale indifferenza per i danni irreversibili portati a luoghi di bellezza e di storia.

E QUI VI PREGO, SE NON LO AVETE ANCORA FATTO, DI DEDICARE UN QUARTO D’ORA ALLA VISIONE DEL FILMATO SU CRETA, DAL TITOLO “COME FACCIO A NON URLARE“, PREGEVOLISSIMO E DI RARA POTENZA ESPRESSIVA E POETICA, REALIZZATO DAGLI AMICI CHE COLA’ SI BATTONO, COME NOI, CONTRO EOLICO E FOTOVOLTAICO A TERRA.

Essi hanno messo anche i sottotitoli in italiano, e se lo hanno fatto, lo hanno fatto per noi. Per chi altro se non per noi pochi, che in Italia ci battiamo sugli stessi temi e che non abbiamo ancora saputo realizzare un documentario di altrettanta capacità comunicativa.

DETTO QUANTO SOPRA INVITO TUTTI A IMMAGINARE QUALI GESTI CONCRETI DI SOLIDARIETA’ VERSO LA GRECIA SI POSSANO REALIZZARE.

Leggete qui il testo in italiano della loro prima risoluzione.

Oreste Rutigliano

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