La Provincia di Parma ha respinto il progetto dell’impianto eolico del Santa Donna

E’ stato bocciato dalla Provincia di Parma il progetto di impianto Eolico “Santa Donna” (Comune di Borgotaro).

Hanno accolto le nostre tesi (considerate che abbiamo presentato ben 175 osservazioni al progetto).

Qui la delibera della Provincia con il diniego.

I proponenti hanno però presentato un parere legale sull’illegittimità (vizi procedurali) della DAL regionale 51/2011 e probabilmente presenteranno ricorso al TAR.

In ogni caso, oggi si festeggia! Ce lo siamo meritati.

vittoria

E dunque anche il passo Santa Donna è salvo.

Almeno, per ora. Si, perché a Borgo val di Taro, la capitale del fungo porcino IGP, dall’inizio del 2012, la popolazione, sempre più unita e convinta, ha preferito i valori ambientali e la conservazione del territorio alle speculazioni edilizie sull’energia pulita.

Il progetto iniziale prevedeva 3 pale eoliche da 3,4 Mw ciascuna, alte ben 150 metri, che in breve sono diventate 9 e avrebbero dovuto occupare uno dei crinali secondari della val Taro, tra il Comune di Bardi e quello di Borgotaro, appunto il passo S. Donna.

Una zona apparentemente insignificante, al di fuori da aree protette, senza vincoli paesaggistici particolari, al di sotto dei 1200 metri di altitudine e su un crinale secondario, addirittura vicino ad una linea di distribuzione dell’energia elettrica, già presente. Secondo il dott. Zanini, responsabile di Eolica Parmense, una ditta a capitale svizzero senza sede in Italia, non c’erano problemi sulla sua realizzazione, come dimostrato anche dai numerosi contratti di affitto stipulati da tempo con i proprietari dei terreni interessati.

Un progetto fortemente sostenuto da Amministratori locali fin da subito, dalle imprese appaltatrici e da chiunque avesse un interesse di tipo economico nella sua realizzazione, come avviene un po’ in tutta Italia.

Ma qualcosa non ha funzionato.

In val Taro iniziano le perplessità tra la gente comune, prima, che inizia ad informarsi e chiede: come mai nessuno ci ha avvertito di quest’opera mostruosa che sta per sorgere sopra le nostre teste? Cosa succederà alle case vicine, alle attività agricole e antropiche che si stanno lentamente e con fatica reintegrandosi in un territorio che si stava spopolando da decenni? Sarà vero che la montagna ci guadagnerà in qualità della vita e turismo come sostengono i rappresentanti delle aziende costruttrici? Tra mille domande e dubbi, incontri pubblici organizzati dai cittadini stessi, nasce il Comitato Santa Donna, fatto da persone comuni, da abitanti, villeggianti, esercenti di attività commerciali, turistiche, agriturismi e professionisti che si dedicano con forza ogni giorno e senza alcun compenso economico, allo studio del progetto. Si scopre che questo progetto, come molti altri, non rispetta i requisiti dalla L.R. che prevede un minimo di produttività per gli impianti eolici industriali, quando questi vengano costruiti in aree non degradate. Una legge ben fatta, per tutelare le aree boschive e i crinali montani della Regione, ma che sarebbe probabilmente passata inosservata se non ci fosse stata una voce forte e convinta a farla emergere.

Ogni giorno vengono così alla luce le criticità di questo, di altri impianti e di tutto il sistema perverso del mondo dell’energia eolica industriale. Un cammino pieno di alti e bassi, sconforti, euforie, che alla fine ha raccolto oltre 170 osservazioni indipendenti presentate al protocollo degli uffici preposti alla V.I.A., che ha creato una forza politica, capace di prendere in mano le sorti della propria terra, capace di cambiare le cose.

Con lo stesso spirito combattivo il Comitato Santa Donna, che lavora sempre per le vere energie rinnovabili e per il ripopolamento della montagna, si batterà affinchè le leggi in vigore restino tali, poiché non c’è ragione di rincorrere la fattibilità delle cose quando queste non si possono fare. Se un impianto lavora alla piena potenza solo pochi giorni all’anno, significa che quella potenza non va installata. Punto. Legge o non legge, chiunque abbia buon senso riesce a capirlo.

Comitato Santa Donna per il Ripopolamento della Montagna (Comuni di Borgotaro, Bardi e Compiano)

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