L’Associazione Amici Monte Aserei e della Val Nure muove i primi passi

Folla e soprattutto giovani presenti all’Assemblea pubblica di martedì 3 dicembre

 Logo_ASEREIMartedì sera 3 dicembre si è svolta a Farini nel salone della chiesa parrocchiale un incontro pubblico sul PAES, le Fonti da Energia Rinnovabile e la Partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative.

La serata è stata condotta e moderata da Pierluigi Rivaldi che ha presentato l’Associazione e spiegato il significato del suo operato, vale a dire valorizzare la montagna e spiegare alla comunità l’importanza dei “percorsi partecipati” e delle decisioni amministrative sui temi ambientali.

In rappresentanza della classe 2e Informatica dell’ISII Marconi sono intervenuti Celine Logli, Del Forno Alessandro, Miciché Andrea, Fanuel Manca, Degani Valentina, Nicolai Osalchuc, Emanuele Moia e Gabriele Guarnaschelli, i quali partendo dalla nostra Costituzione hanno messo in evidenza tutte le problematiche inerenti un corretto utilizzo delle Fonti da Energia Rinnovabili ai fini della tutela ambientale, intesa come obbligo individuale e sociale a valenza universale e con carattere squisitamente costituzionale.

incontro pubblico farini 3-12-13 AssociazioneA seguire ha preso la parola l’Ingegnere Sabrina Freda che ha parlato della sua esperienza alla guida dell’Assessorato all’Ambiente della regione Emilia-Romagna, spiegando la legislazione vigente in tema di Fonti da Energia Rinnovabile: argomento questo sempre attualissimo visto che gli “incentivi” per l’installazione di impianti in Italia restano sempre di gran lunga maggiori rispetto ad altri Paesi della UE e ciò è causa di distorsioni del mercato associati a fenomeni anche malavitosi e, talora, poco o per nulla convenienti alle realtà locali e al territorio: i progetti devono essere prima di tutto sostenibili sia in termini di bilancio tra emissione di CO2 e di produzione di PM10 (l’Ingegnere ha portato l’esempio delle centrali a Biomassa che se, da un lato, con l’energia prodotta si avrebbe una riduzione di emissioni di C02, dall’altro però si avrebbe un aumento di produzione di PM10, e questo non è ammissibile), sia in riferimento ad impianti ad alta efficienza in termini di produttività specifica (vedi l’esempio ormai noto dei parchi eolici sull’Appennino, a scarsa efficienza e quindi non più ammissibili dalla legislazione regionale vigente).

Fabrizio Binelli di Legambiente ha poi spiegato più in dettaglio la situazione energetica piacentina e del nostro appennino riallacciandosi ai PAES (Piano di Azione Energie Sostenibili) che dovrebbe condizionare le politiche energetiche locali del prossimo decennio. Il Comune di Farini ha aderito al Patto dei Sindaci e sarebbe stato utile per la popolazione capire quali sono gli obiettivi che si è posta l’Amministrazione Mazzocchi, visto che il “Patto dei Sindaci” è un impegno per l’energia sostenibile tra il Comune medesimo e la UE a ridurre del 20% le emissioni di C02 nell’atmosfera entro il 2020, impegno che il Consiglio Comunale deve portare avanti con la partecipazione di famiglie e imprese, così come è previsto dalla Commissione Europea.

Il primo passo dovrebbe quindi essere quello di capire il reale consumo energetico del comune di Farini, al fine di valutare con la partecipazione della collettività, gli interventi più mirati e sostenibili per il raggiungimento dello scopo.

La provincia di Piacenza ed anche il territorio comunale di Farini, non hanno bisogno di produrre energia da FER da mettere in rete, ma di migliorare la qualità della vita nella salvaguardia dell’ambiente, riducendo le emissioni di CO2 sul territorio e in ambito locale sulla base di precisi bilanci energetici circa  l’effettivo fabbisogno e consumo energetico comunale.

Infine ha preso la parola il Prof. Giampaolo Nuvolati che ha parlato della partecipazione della collettività alle decisioni amministrative, evidenziando come i percorsi partecipativi possono essere anche complessi attraverso i principi della Governance, trasparenza e accountability.

Diversi sono i modi di creare la “partecipazione”: attraverso conferenze, dibattiti, creazione di consulte, in cui un campione di cittadini deve instaurare un buon rapporto con la pubblica amministrazione: la neonata Associazione “Amici Monte Aserei……” potrebbe appunto svolgere la questa funzione proponendosi quale valido interlocutore con l’Amministrazione Comunale aiutandola a capire le esigenze locali di famiglie e imprese e collaborando alla stesura del PAES.

Anche la Regione, conformemente agli indirizzi Europei, nelle sue strategie pianificatorie, prevede lo strumento partecipativo, in quanto il cittadino, informato, preparato e attrezzato, può insieme alla comunità e agli Enti, affrontare con successo e in breve tempo i problemi ambientali e del territorio.

Il Presidente dell’Associazione

Avv. Mariarita Anselmini

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4 risposte a L’Associazione Amici Monte Aserei e della Val Nure muove i primi passi

  1. flavio s. ha detto:

    Complimenti alla neonata associazione,da noi che siamo(SUB Appennino Dauno) devastati da impianti industriali eolici purtroppo un iniziativa del genere è ancora prematura,facciamo i migliori auguri che riusciate a difendere è tutelare il territorio da speculazioni ed abusi,il che non vuol dire che siamo contro le rinnovabili,ma siamo oltre ,siamo per uno sviluppo davvero compatibile con il nostro ecositema ,è le rinnovabili se sono fatte a misura d’uomo, senza spreco di terreni ,siamo i primi a sapere che potranno essere il nostro futuro….

  2. indignato ha detto:

    Ma quale folla?? non abbiamo bisogno di questa gente nè di professoroni per restare in montagna, all’assemblea erano presenti studenti e genitori degli stessi (Guarda caso la stessa sezione dove l’avv Anselmini insegna) e pochi altri, iscritti all’ ex comitato no pale eoliche!
    Bel esempio di partecipazione, segno di un amore profondo per il territorio! Ma per piacere!

  3. Andrea Dadomo ha detto:

    Tutto molto interessante e almeno in parte condivisibile, ma l’impressione è sempre la solita.. Si guarda il pelo nell’uovo e si dimentica (o non si vuole, o non si può..) guardare le cose più evidenti. Mi riferisco in particolare al passaggio sull’abbattimento delle emissioni del Comune, sicuramente da fare, ma che non deve diventare il primo cavallo di battaglia! Esistono realtà ben più invasive, sia in termini di produzione di CO2, sia per la produzione di PM10 e diametri minori.. In provincia di Piacenza abbiamo una concentrazione di queste attività che il Comune di Farini diventa una pernacchia in confronto.. Elenco: 2 cementerie, 2 centrali termoelettriche, 1 inceneritore, e forse dimentico anche qualcosa. Quanta legna brucierà mai il Comune di Farini? Sappiate invece che il camino della cementeria di Vernasca è libera di emettere in atmosfera 250.000 (250mila) metri cubi di fumi ogni ora..!! E sappiate anche che i limiti delle porcherie che tale impianto può emettere “per legge” sono ben superiori a quelli di un inceneritore… Ben venga l’osservazione dell’Ingegnere Freda che ha portato l’esempio delle centrali a Biomassa “che se, da un lato, con l’energia prodotta si avrebbe una riduzione di emissioni di C02, dall’altro però si avrebbe un aumento di produzione di PM10, e questo non è ammissibile”. Peccato che le cementerie emettano liberamente entrambi.. Molto grossolanamente, per ogni tonnellata di calcare in ingresso.. 1/2 tonnellata finisca in CO2.. è una legge chimico-fisica.. a cui non si può andare in deroga..

  4. FLAVIO- non possiamo che ringraziarti, il ns. pensiero coincide perfettamente, chissà potremmo anche valutare in un futuro prossimo la possibilità di una “collaborazione” c’è ancora tanto da fare, come poi notare dal post immediatamente seguente il tuo!!!

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