Altro incidente, questa volta al passo della Raticosa (Comune di Firenzuola): è volata via un’altra pala

Cambiano le tradizioni popolari sull’Appennino tra Bologna e Firenze: per Natale, anzichè la slitta di Santa Claus con le renne, adesso volano le pale eoliche.

Un secondo incidente “eolico”, probabilmente contemporaneo al primo, è stato segnalato al sito web della Rete della Resistenza sui Crinali.

Fortunatamente, di nuovo un impianto di “mini” eolico e, sempre fortunatamente, di nuovo nessuna vittima.

In seguito al nostro post del 26 dicembre, che denunciava pubblicamente un analogo cedimento strutturale di un aerogeneratore nel Comune di Camugnano,  si è animata la discussione in rete ed è stato segnalato dai residenti un incidente analogo, questa volta al passo della Raticosa, nel famigerato Comune di Firenzuola (il cui Sindaco un paio di anni fa vantava pubblicamente dieci progetti eolici in itinere), a meno di venti chilometri di distanza in linea d’aria dallo Zanchetto, nel Comune bolognese di Camugnano, dove si era verificato l’altro.

Grazie alla cortesia dei comitati della RRC di Camugnano e di monte Gazzaro (lontano una decina di chilometri dal luogo dell’incidente e dove si attende a breve termine la decisione della Regione Toscana per installare un ennesimo impianto eolico, molto più grande, questa volta presso il cimitero di guerra tedesco al passo della Futa), che svolgono una imprescindibile opera di monitoraggio del proprio territorio e che si sono recati sul posto, siamo in grado di pubblicare le foto della Raticosa.

Se non altro possiamo ora dimostrare che non si tratta sempre della stessa località e nemmeno di una bufala, come gli eolici (che, ricordiamolo sempre, hanno oltre un miliardo di buoni motivi per sottostimare i problemi che comportano gli aerogeneratori) hanno provato a far credere dopo il primo sinistro. Ma soprattutto queste testimonianze fotografiche dovrebbero servire per scuotere i molti (troppi) ingenui che accettano supinamente le tante panzane che vengono ammannite a proposito di impianti ad “energie pulite”.

Tra costoro collochiamo quei funzionari della Regione Toscana, che, come quelli dell’Emilia-Romagna, non hanno ritenuto doveroso stabilire nella normativa regionale delle distanze minime per il collocamento degli aerogeneratori. Dalle foto si noterà come la pala staccatasi alla Raticosa sia caduta a pochi metri dalla trafficatissima (specie dalle motociclette che allo “Chalet della Raticosa” hanno un noto punto di ritrovo) Strada Statale 65 “della Futa”.

Dalle testimonianze raccolte, risulta che sono state inviate segnalazioni dell’incidente (apparentemente senza esiti) al Sindaco di Firenzuola ed al quotidiano fiorentino La Nazione. Riteniamo tuttavia che sia stato un grave errore non denunciare la cosa alle autorità di pubblica sicurezza, in particolare ora che risulta chiaro dalla reiterazione dei fatti che non si può parlare di “incidente casuale”. E’ assolutamente fondamentale appurare se i due incidenti siano stati contemporanei, determinarne le cause e provvedere di conseguenza.

Si è forse trattato di raffiche di vento troppo forti, come appare probabile? Se così fosse, la cosa sarebbe doppiamente grave, trattandosi di macchine che, per loro stessa natura, dovrebbero essere destinate a sopportare le peggiori perturbazioni. Questa circostanza, come la contemporaneità o meno dei due incidenti, potrebbe essere facilmente appurata dalle forze dell’ordine.

Se non venissero condotte serie indagini e si lasciasse proseguire il’ brutale “impalamento” eolico della zona, sarebbe solo questione di tempo (e di statistica) il verificarsi di qualcosa di più grave. Dopo quello che è già successo, non si potrebbe più, evidentemente, parlare di “caso” o di “sfortuna”. Dovremo leggere sui giornali la logora frase fatta “tragedia annunciata” prima che qualcuno si interessi al problema dell’incolumità dei residenti e dei viandanti?

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2 risposte a Altro incidente, questa volta al passo della Raticosa (Comune di Firenzuola): è volata via un’altra pala

  1. giu sca ha detto:

    sarà sempre più difficile far capire, ad una umanità abituata agli agi del consumismo becero e superfluo, che l’uomo ha costruito le cose più belle e durature, quelle che i turisti vanno ad ammirare e che ci danno ancora la possibilità di portare a casa uno stipendio, sono state costruite senza corrente elettrica e senza il motore a scoppio, anzi sia la corrente che il motore sono stati creati al buio. Bisogna salvaguardare la natura, quella è INDISPENSABILE, ho visto ieri al tg la proposta di un mega impianto solare in una zona agricola di gran pregio, mi sembra che nessuno abbia capito che non serve aumentare l’energia o le rese agricole, si deve fermare la crescita demografica altrimenti sarà tutto inutile.

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