La Conferenza dei Servizi della Regione Toscana dice no alle pale sul Gazzaro

Riconosciute le sacrosante ragioni contro uno scempio insensato espresse in questi mesi dal locale Comitato e dalle Associazioni ambientaliste

 Firenze, 15 Aprile 2014

Intorno alle due del pomeriggio di oggi il colpo di scena: dopo una mattinata trascorsa ad esaminare se le varie prescrizioni formulate dai diversi enti erano state correttamente recepite da Hergo Wind e dopo che il Settore Energia della Regione Toscana aveva dichiarato di non condividere dal punto di vista procedurale il cambiamento di parere da parte della Soprintendenza ai beni paesaggistici, espresso nella precedente riunione della Conferenza dei Servizi (18 marzo), è stata proprio la Soprintendenza a tagliare la testa al toro.

Con un ragionamento serrato e ben argomentato, sia dal punto di vista giuridico sia da quello tecnico, è stato riconosciuto che l’impianto eolico sul Monte Gazzaro avrebbe provocato danni gravissimi alla superficie boscata (tutelata dalla legge) e anche al paesaggio nel suo complesso. E questo basta per dire no all’impianto.

Il Ministero dei Beni Ambientali (a nome del quale si è espressa la Soprintendenza) ha potuto recepire i princìpi contenuti nel nuovo Piano del Paesaggio della Toscana, in discussione in questi giorni in Consiglio Regionale, riconoscendo cosí esplicitamente il grande valore della pianificazione territoriale della nostra Regione.

I rappresentanti di Hergo Wind non sono riusciti a nascondere la loro rabbia per l’inatteso smacco subito e soprattutto, come sfuggito al loro legale, “per gli ingenti danni per l’impossibilità di accedere alle aste” (probabilmente le ultime. Ndr). L’ottenimento dell’autorizzazione unica era infatti la pre-condizione irrinunciabile per partecipare alle aste e ambire ai generosissimi incentivi pubblici, senza i quali l’impianto del Gazzaro non avrebbe alcuna possibilità di essere redditizio. Gli osservatori del Comitato e della Associazioni Ambientaliste hanno invece correttamente aspettato di raggiungere il piazzale della Regione per manifestare la loro soddisfazione.
Il Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio, Italia Nostra e la Rete della Resistenza sui Crinali hanno dichiarato di apprezzare moltissimo il lavoro della Soprintendenza, che ha dovuto superare un forte handicap iniziale rappresentato dal suo iniziale giudizio favorevole espresso in sede di valutazione di compatibilità ambientale. Ma un riesame accurato della documentazione e soprattutto almeno due sopralluoghi sul posto negli ultimi mesi hanno fatto emergere tutti i ben fondati motivi per un no definitivo all’impianto che, per primo, avrebbe violato il crinale principale del nostro Appennino.

I rappresentanti del Comitato e delle Associazioni ambientaliste hanno anche sottolineato l’importanza decisiva del proprio lavoro e della caparbietà con cui hanno portato avanti una battaglia giusta. Ed anche della loro scelta di confrontarsi a trecentosessanta gradi con le istituzioni, dai Comuni alla Soprintendenza, alla Regione. Se le richieste sono giuste e bene argomentate, anche se portate avanti da un piccolo gruppo di Don Chisciotte, possono farsi spazio ed essere ascoltate e condivise laddove c’è il potere effettivo di decidere pro o contro il bene comune.

Comitato Monte Gazzaro – no eolico selvaggio
Italia Nostra
Rete della Resistenza sui Crinali

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