Noi sognavamo… la rivoluzione verde

Un appassionato contributo che chiarisce la posizione delle associazioni ambientaliste favorevoli alla tassazione degli extra profitti speculativi nel dibattito in corso sulla riduzione degli incentivi agli impianti industriali FER elettrici.

 Riceviamo da Oreste Rutigliano, di Italia Nostra, e volentieri pubblichiamo.

 solar-homeNoi sognavamo un pannello per ogni tetto, per ogni famiglia, per ogni scuola e per ogni capannone a vantaggio delle piccole e medie imprese.

Noi sognavamo che tutti gli italiani si mettessero in mente un’idea: come posso risparmiare energia e combustibili, cosa posso fare per spendere meno di riscaldamento, dove mettere il pannello per riscaldare l’acqua sanitaria con il sole…

Noi sognavamo.

E invece è andata nel modo peggiore immaginabile.

La “rivoluzione verde” in Italia, finora, si è dimostrata in gran parte un gigantesco inganno.

Infatti sono arrivati loro: gli investitori della turbo finanza, le multinazionali, gli amici degli amici e i compari dei compari, persino gli stessi petrolieri, che, per diversificare i propri investimenti, hanno installato pale e pannelli dappertutto… E tutti si sono detti: investiamo in grande, chiediamo incentivi altissimi con la scusa del buonismo ecologico e accaparriamoci i siti – spesso bellissimi e finora incontaminati – che graziosamente gli amministratori locali italiani ci concedono. Lì non dobbiamo dividere i profitti con nessuno, fatta salva una mancetta ai Comuni per le royalties e qualche briciola per i proprietari dei campi agricoli o dei pascoli di montagna in cui andremo ad insediare le nostre centrali rinnovabili. Ma, mi raccomando: tutte di dimensioni industriali, per ridurre i nostri costi fissi. E, soprattutto, senza rischiare quasi niente in proprio, affidandoci ad una leva finanziaria lunghissima che il sistema bancario italiano (si parla di prestiti al solo settore fotovoltaico di 40 miliardi: è possibile? nessuno ha mai controllato?), colpevolmente, ha assicurato per pura ingordigia, confidando in una inverosimile capacità del “sistema Italia” di reggere ad un onere di questa entità senza collassare.

Tutti i soldi disponibili nei prossimi vent’anni per preservare l’ambiente si sono subito esauriti, a vantaggio di pochi astuti privilegiati. Tutti i nostri sogni si sono subito spenti. In tante, troppe zone d’Italia è cominciato l’incubo di un iniquo sfregio paesaggistico apparentemente senza fine. Ora persino tra alcuni iniziali sostenitori di questi impianti comincia a sorgere il sospetto che l’Italia possa non farcela a sopportare un simile fardello tanto a lungo.

E dunque.

Che fare ora, per salvare il salvabile, se non tassare in modo congruo queste rendite puramente speculative utilizzando il conseguente gettito fiscale a vantaggio di altri settori della green economy, ben più promettenti, rimasti al palo? O vogliamo aspettare che decida il caso, quando il sistema delle FER elettriche industriali crollerà sotto il suo stesso peso? Il castigo per gli speculatori sarebbe comunque peggiore di quell’intervento governativo di imperio, ancorchè severissimo, che le attuali, drammatiche circostanze richiedono e che noi auspichiamo.

Oreste Rutigliano

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Una risposta a Noi sognavamo… la rivoluzione verde

  1. Flavio Santoro ha detto:

    Complimenti ha Oreste Rutigliano per il suo appassionato contributo ,da condividere su tutta la linea. Aggiungo solo ,per chi ancora ci descrive che siamo contro le energie rinnovabili solo perchè ci opponiamo contro abusi è speculazioni commessi in nome di esse ,questa è la nostra risposta……

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