Chi tocca i fili dell’energia rinnovabile muore

Il comitato esecutivo di Friends of the Earth International ha proposto l’espulsione dalla federazione degli Amici della Terra Italia, accusati di essere “greenwasher dell’energia sporca”

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Rosa Filippini, Presidente degli “Amici della Terra”

Nientemeno che un’intera pagina del Corriere della Sera di mercoledì dedicata ad un articolo di Danilo Taino sull’espulsione degli Amici della Terra Italia dalla federazione Friends of the Earth International, riportato sul sito web sotto il titolo “Amici della Terra: i più radicali contro gli italiani moderati“.

Una reazione apparentemente esagerata del Corriere di fronte a quella che a prima vista sembrerebbe l’ennesima bega tra frati dei tanti conventi ecologisti che affollano (e, secondo alcuni, affliggono) il nostro già sovrappopolato pianeta. Come spiegare altrimenti il rilievo che l’autorevole quotidiano, di cui sono noti i proprietari ed i ceti sociali di riferimento, ha concesso alla vicenda? Azzardiamo un’ipotesi in attesa di una interpretazione autentica. Qualcuno si deve essere reso conto che avere applicato alla politica economica italiana le parole d’ordine della religione new age – ambientalista di moda negli ultimi anni ha provocato inenarrabili disastri. Sarebbe stato difficile, in qualsiasi altro modo, riuscire a deindustrializzare l’Europa, e l’Italia in particolare, imponendo ai propri cittadini costi così alti per incentivare un’energia elettrica intermittente prodotta da ciclopici mulini a vento dove non c’è vento e da pannelli fotovoltaici nei campi, ed ottenere contemporaneamente un enorme aumento delle emissioni clima-alteranti globali. Un aumento del 50% dall’anno della firma del protocollo di Kyoto ad oggi, provocato da chi si è avvantaggiato economicamente delle politiche autolesionistiche dell’Occidente e gli ha sottratto con la massima spregiudicatezza i mercati di sbocco dei prodotti industriali. E’ evidente che si è seguita una strada drammaticamente sbagliata per risolvere il problema dei cambiamenti climatici, e la colpa è di qualcuno più che di altri, anche tra gli ambientalisti.

La vicenda dell’espulsione (con infamia, visti gli argomenti ed i toni usati) degli Amici della Terra Italia è la prima palese manifestazione di uno iato che sta spaccando tutto l’universo ambientalista mondiale, ed italiano in particolare, e che la vicenda delle incentivazioni agli impianti industriali a “fonte rinnovabile” per la produzione dell’energia elettrica ha contribuito a slatentizzare. Solo nel settore dell’eolico industriale sono emersi, sul campo, innumerevoli contrasti all’interno delle medesime associazioni, tra un centro aprioristicamente favorevole a questi impianti ed una periferia contraria. Ci si augura che questo divorzio sia il primo di una lunga serie e serva a fare chiarezza, soprattutto in Italia, dove non è più tollerabile che l’opera di mal sopportati burocrati professionisti al vertice di un paio di associazioni comprometta, con attività lobbystiche sempre più esasperate seppur circonfuse dal misticismo millenarista della salvezza del pianeta, quanto di buono la base dei volontari fa a tutela del proprio territorio.

Non è nostra intenzione descrivere qui la vicenda specifica del divorzio degli Amici della Terra, già illustrata da Taino in modo esaustivo nel suo articolo. Ci limitiamo a proporre due documenti originali per far ascoltare le due diverse campane, accompagnandoli con un paio di notarelle a margine.

Ecco dunque il testo della lettera contenente la proposta di espulsione inviata dal comitato esecutivo dei FoE International a Rosa Filippini, presidente degli Amici della Terra, che consigliamo, a chi conosce l’inglese, di leggere nella versione originale, presente di seguito alla traduzione italiana. Ciò per meglio apprezzare quella curiosa discrasia tra concetti e tic lessicali tanto di moda nelle Business School americane – e riproposti all’infinito dai consulenti aziendali globalizzati – ed argomenti (e toni) da processo del popolo maoista. Di quel Mao di cui, tanto per intenderci, molti attuali alti burocrati dell’ambientalismo mondiale sono stati ammiratori in gioventù, prima di ridipingersi e riciclarsi, pur mirando sempre agli stessi fini sebbene perseguiti con mezzi diversi.

Merita tuttavia riportare qui per esteso almeno un passaggio, giusto per definire il livello corrente di indottrinamento ideologico dei vertici della federazione FoE: “Gli amici della Terra sono percepiti come promotori del carbone pulito e dei meccanismi basati sul mercato per affrontare i problemi ambientali”. Pensate un po’ che crimine! Locura y blasfemìa!

Rosa Filippini, nonostante tutto, non pare, almeno leggendo l’articolo del Corriere, avere indossato le gramaglie. Nè tantomeno dimostrano segni di abiura e contrizione gli Amici della Terra nella mozione del loro congresso dello scorso luglio, di cui consigliamo di leggere almeno il preambolo, scritto da Mario Signorino.

Ma come è possibile? Si tratta della tracotante riproposizione di una manifesta eresia, con l’aggravante di una riottosa recidiva. E’ incredibile ed intollerabile! Questi eretici – impenitenti et ostinati – se la caveranno dunque con la semplice espulsione? Ma non era previsto il rogo, in tali circostanze? Oltre tutto, in questo caso, sarebbe estremamente comodo organizzarlo, data la vicinanza tra il covo degli eretici – pardon: la sede nazionale degli Amici della Terra – e Campo de’ Fiori. E inoltre, utilizzando per il fuoco purificatore la legna (come vuole la consolidata tradizione) e non i peccaminosi combustibili fossili, non ci sarebbero neppure elementi ostativi di natura morale rispetto alla vision e alla mission della Chiesa santa ed immacolata di Friends of the Earth International.

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Una risposta a Chi tocca i fili dell’energia rinnovabile muore

  1. Flavio Santoro ha detto:

    Piena solidarietà agli amici della terra,ed in particolare a ROSA FILIPPINI,siamo oramai giunti alla frutta ,dove organizzazioni anche internazionali del mondo ambientalista,sono sempre più vicine alle posizioni di speculatori e di lobby affaristiche ,come nel settore delle energie rinnovabili, che a difendere la natura …

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