Greenpeace: la propaganda per le rinnovabili danneggia sito Unesco a Nazca

Il governo peruviano denuncia all’Unesco l’organizzazione ambientalista e chiede l’identificazione degli attivisti che hanno partecipato al blitz propagandistico.

GP - eolico - upGP - eolico - downUn gruppo di militanti di greenpeace è entrato la scorsa settimana nel sito delle Linee di Nazca e ha tracciato una enorme scritta gialla vicino a una delle figure più spettacolari, il colibrì. Una scritta inneggiante alle rinnovabili.

Il presidente del Perù, Ollanta Humala, ha detto che Greenpeace «ha mancato di rispetto al nostro popolo e alla nostra cultura». Le linee risalgono a più di 2000 anni fa e nel sito archeologico non è consentito l’accesso proprio allo scopo di preservare le antiche e fragili linee. Nonostante le scuse offerte da Greenpeace il governo peruviano ha deciso di chiedere l’estradizione degli attivisti che hanno partecipato al «blitz» nel sito archeologico perché hanno causato «danni irreparabili». (*)

In Italia come vanno le cose?

Che cosa ve ne pare degli sfregi arrecati al paesaggio e ai siti storico artistici dagli impianti rinnovabili industriali in Italia?

Perchè in Italia, a differenza del Perù, nessun presidente o ministro osa dire, dopo che sono già stati arrecati tanti assurdi danni territoriali e paesaggistici, che i mistici fondamentalisti delle rinnovabili elettriche industriali a tutti i costi “mancano di rispetto al nostro popolo e alla nostra cultura”?

(*) riassunto dal seguente articolo del Corriere

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Varie e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Greenpeace: la propaganda per le rinnovabili danneggia sito Unesco a Nazca

  1. Alberto Cuppini ha detto:

    E’ umiliante. In altri Paesi le classi dirigenti locali sono inflessibili a riguardo dei propri valori identitari e culturali.
    In Italia, per opporsi a queste porcherie, si possono – al massimo – addurre incontrovertibili motivazioni economiche ed ingegneristiche. Identità e cultura sono concetti ormai smarriti nel Belpaese. E forse in tutta l’Europa dei finanzieri dell’euro.

  2. tamerlano ha detto:

    “RINNOVABILI” è uno di quei termini che suonano benissimo, agganciandosi all’ormai diffuso rifiuto del “petrolio”, per nascondere e sdoganare, di fronte all’opinione pubblica, colossali ed analoghe speculazioni a danno della collettività e dei territori, ma a vantaggio di pochi.
    Ricorda un altro termine che va tanto di moda, e che viene usato a man bassa dai politici europei nei loro proclami, affidati a un’informazione allineata e connivente: “RIFORME”.
    Quei politici e quei media che ce li ammanniscono ad ogni minuto si guardano bene dal farci capire cosa c’è davvero sotto a quei vocaboli che suonano così belli e virtuosi.

  3. admin ha detto:

    Probabilmente la questione non dipende dalla moneta utilizzata dai paesi …

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...