Ex consigliere di amministrazione e dirigente del GSE nuovo “segretario scientifico” dell’Anev

Felicitazioni ed auguri dalla Rete della Resistenza sui Crinali

Facciamo ammenda e ci scusiamo con gli interessati per avere – in passato – pensato male.

Nel post del 10 novembre scorso dal titolo “Già pronti altri soldi pubblici da sperperare per l’eolico industriale” scrivevamo infatti:

Pensavamo dunque che ormai più nessuno stesse pensando di mettere di nuovo mano ai portafogli degli italiani (o almeno non subito) per concedere ulteriori regali alla speculazione delle FER elettriche. Errore! Errore gravissimo di sottovalutazione dell’amoralità di un ambiente che pure i comitati di cittadini contro l’eolico industriale selvaggio avrebbero dovuto conoscere, per pluriennale esperienza diretta, anche troppo bene. Un comunicato dal titolo “DM 6 luglio 2012 (FER Elettriche): tariffe incentivanti per gli anni 2015 e 2016“, improvvisamente comparso, del tutto inaspettato, mercoledì scorso nel sito web del GSE, ci aveva messi in apprensione. Ma quali tariffe incentivanti? Nel citato decreto del 6 luglio 2012 non erano previste altre aste oltre alle ultime già effettuate l’estate scorsa e gli obiettivi energetici alle quali gli incentivi erano puramente strumentali erano già stati tutti raggiunti. In particolare, una citazione sbagliata dello stesso testo di quel decreto fatta nel suo comunicato dal GSE (ma delle interpretazioni forzate del GSE ci occuperemo in un post a parte) aveva fatto scattare i segnali d’allarme dei comitati e delle associazioni nostre amiche“.

Nello specifico, la citazione sbagliata nel sito web del GSE era quella in merito alla decurtazione annua del 2% delle tariffe incentivanti base per le aste delle FER elettriche non fotovoltaiche. Il secondo capoverso del comunicato riportava che

“la decurtazione non si applica nel caso in cui nell’anno precedente, la potenza complessivamente assegnata tramite le procedure di Aste e Registri sia inferiore all’80% della somma delle potenze disponibili per il medesimo anno”.

In realtà il DM del 6 luglio 2012  non parla da nessuna parte di “somma” ed anzi nell’art. 7 a pag.12 recita tutt’altro:

La predetta decurtazione non si applica alle tipologie per le quali, nell’anno precedente, la potenza complessivamente assegnata tramite le procedure di aste e registro, resa nota dal GSE sul proprio sito internet, sia inferiore all’80% rispetto alle quantità rese disponibili per l’anno.”

Cioè non si applica alle singole tipologie, non alla somma delle potenze disponibili in un medesimo anno, concetto completamente diverso. Questa interpretazione sbagliata favorisce perciò la fonte eolica, perchè l’eolico on-shore, nelle aste effettuate nel 2013 e nel 2014, ha assegnato tutto il potenziale in asta. Anzi, nell’ultima asta è arrivato quasi il quadruplo di richieste per il contingente da assegnare.

Appena un paio di settimane dopo, il 27 novembre, a rafforzarci in questa nostra convinzione di “amoralità” era intervenuto un severo giudizio del Sole 24 Ore con un articolo, da leggere con la massima attenzione, a firma Claudio Gatti dal titolo “Quanta politica nell’energia, fortemente critico verso i comportamenti di alcuni importanti dirigenti del GSE. Nell’articolo si parlava esplicitamente di rapporti “a richio di incesto” di “chi abita quel mondo”, indicando due “episodi emblematici”.

Il primo della commistione tra mondo dell’energia e mondo della politica. Il secondo dei potenziali conflitti d’interesse personale di chi entra ed esce dal Gse (vedi storia su Sinergy Project)”.

Vediamo dunque quest’altra storia nell’articolo, pubblicato nelle stesse pagine del Sole di quel 27 novembre, sotto il titolo di “Il sovrapprezzo dell’affaire Sienergia“, il cui amministratore delegato nel 2010 era un certo Ing. Luca Di Carlo, “dopo essere stato consigliere di amministrazione del gestore tra il 2006 e il 2009″, che avrebbe poi lasciato la carica a Sienergia “per andare alla direzione di Ingegneria del Gse“. Invitiamo a leggere tutto l’articolo su Sienergia avvalendosi di un blocco di appunti su cui buttar giù le note per non perdere il vorticoso filo degli intrecci.

Con gioia leggiamo ora, nelle news dell’Anev, che “L’Ing. Luca Di Carlo è il nuovo segretario scientifico dell’Anev“.

E’ doveroso riportare integralmente il comunicato:

“Il Consiglio Direttivo dell’ANEV ha nominato all’unanimità in data odierna l’Ing. Luca Di Carlo, Segretario Scientifico dell’ANEV, affidandogli il supporto tecnico-scientifico alle attività dell’Associazione.

Già Dirigente e consigliere di Amministrazione del GSE, di cui era fino a dicembre scorso Direttore dell’Ingegneria, l’Ing. Luca Di Carlo è specializzato in programmazione, pianificazione, ottimizzazione e controllo gestionale di infrastrutture e servizi nel settore idrico, energia, gas e rifiuti, start up, organizzazione e management di aziende operanti nei servizi pubblici di rilevanza economica. È stato Amministratore Delegato di una Società mista pubblico/privata operante nel settore della costruzione e gestione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e della distribuzione e vendita di gas metano. Responsabile Tecnico di numerosi progetti ad alto contenuto tecnologico finalizzati al controllo gestionale e al miglioramento dell’efficienza di sistemi idrici di distribuzione e trattamento acque presso il Water Research Center – WRc, centro di ricerca inglese di rilevanza internazionale.

La lunga esperienza maturata nel GSE e nelle precedenti attività con ruoli manageriali e tecnici, fa dell’Ing. Luca Di Carlo una figura di assoluto rilievo nel mondo delle energie rinnovabili e il suo supporto sarà estremamente importante per l’ulteriore crescita dell’ANEV che oggi si pone come l’Associazione di riferimento per il settore eolico.

“Questo nuovo acquisto completa in maniera ottimale la struttura associativa, rendendo l’ANEV l’Associazione di riferimento per competenze, servizi e attenzione ambientale” ha commentato Simone Togni, Presidente ANEV “Il nostro mondo vive un momento difficile e io credo fermamente che un rilancio ulteriore della rappresentanza possa ridare slancio e voce alle rinnovabili che devono ancora vedersi riconoscere il giusto ruolo nelle decisioni. Con il nuovo ingresso di Luca Di Carlo continueremo con ancor più forza a combattere le nostre battaglie per vederci riconoscere il giusto ruolo”.

“Con entusiasmo ed orgoglio accolgo l’incarico conferitomi” ha dichiarato Luca Di Carlo “ringrazio pertanto il Presidente Togni, il Consiglio Direttivo e l’intera Associazione: metterò a disposizione la mia esperienza professionale nel settore dell’energia e delle fonti rinnovabili, per dare ulteriore sostegno e sviluppo alla produzione di energia da fonte eolica nel nostro paese”.

Queste affermazioni fatte alla luce del sole – e “con entusiasmo ed orgoglio” – testimoniano della nettezza dei propri comportamenti e mettono dunque a tacere tutte le voci di oscure commistioni sottobanco tra “il mondo dell’energia” e il GSE (il giornalista del Sole dovrebbe mandare le scuse scritte). Noi dei comitati ne siamo lieti e ci felicitiamo.

Auguriamo dunque ai novelli sposi un lungo e proficuo connubio. Per farci intendere anche dall’Authority per l’energia elettrica, che ama infarcire di dottissime citazioni latine la presentazione della propria relazione annuale e qui custodit custodes:

Ad majora!

E consigliamo all’Anev, già che ci siamo, di comperare pure qualche quota di partecipazione nel GSE dal Ministero dell’Economia, che ne è azionista unico. Così, giusto per aumentare vieppiù le sinergie positive e la reciproca soddisfazione e per non avere neppure bisogno di formalizzare ogni volta questi fecondi interscambi. Rumoresque senum severiorum omnes unius aestimemus assis.

 Alberto Cuppini

 

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