Appennini, quale progettualità? Invito all’incontro di sabato 16 Maggio a Sassoferrato (AN)

paesaggioDSC01645s2Il Comitato Difesa Monte Mezzano invita tutti gli interessati a partecipare all’incontro:

APPENNINI, QUALE PROGETTUALITA’?

RELATORI

Jacopo Angelini – presidente WWF Marche

Ivo Amico – presidente Federcaccia Ancona

Adriano Mei – Comitati in rete

Luigi Viventi – Assessore uscente Regione Marche

Sabato 16 Maggio ore 16:30 a Sassoferrato, Sala Avis in via Garibaldi 6
L’incontro verterà sulla progettualità e sul futuro dell’Appennino Umbro-Marchigiano.

Si parlerà degli aspetti che gravitano attorno all’ambiente appenninico: turismo, fauna e attività venatoria, paesaggio, ruralità, benessere. Grazie agli interventi dei relatori cercheremo di capirne opportunità, prospettive, correlazioni e minacce. Parleremo del valore economico del paesaggio e del diritto dei cittadini alla sua tutela. Analizzeremo anche l’opportunità lavorativa ed occupazionale che tutto ciò rappresenta e che potrebbe rappresentare laddove venga tutelato ed adeguatamente valorizzato. A tal proposito accenneremo anche ai progetti di impianti eolici che al momento interessano la nostra fascia montana e che rischiano di compromettere l’affermarsi di tutte le progettualità ad essa legate.

Data la compresenza di queste diverse progettualità tra loro in conflitto (da una parte lo sviluppo turistico, dall’altra gli impianti eolici) è indispensabile decidere l’indirizzo verso cui lo sviluppo delle nostre aree montane debba essere orientato e capire quale delle due alternative può rappresentare opportunità di lavoro e accrescere il benessere e la qualità di vita della popolazione.

Poichè i due modelli di sviluppo si escludono a vicenda, è necessario che sia i cittadini sia chi vuole investire nello sviluppo turistico ed economico del territorio sappiano quali progetti ci sono per l’area appenninica.

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Gli Appennini sono al momento protagonisti di una enorme crescita turistica spinta dalla domanda sempre crescente per gli ambienti e paesaggi montani o in qualche modo “autentici”, scenari ideali per il turismo lento, l’escursionismo, ed il turismo legato al benessere. Gli Appennini sono meta ideale infatti per gli amanti del trekking ma anche del mtb, ippoturismo, turismo legato all’ambiente, con la possibilità di affiancare all’offerta paesaggistica anche quella enogastronomica e culturale.

Questa enorme domanda ha portato alla creazione di nuove occasioni di lavoro, basta pensare a quanti b&b stanno nascendo in case prima inutilizzate o alle guide escursionistiche o ai portali di promozione turistica.

Ma non solo turismo: anche la riscoperta e l’affermazione di altre importanti attività, da quella delle comunanza agrarie, a quella venatoria, che racchiudono saperi, tradizioni e contribuiscono al presidio delle aree montane e al mantenimento dell’equilibrio biologico ed ambientale.

Attività queste che sono tra loro correlate e si inseriscono in maniera coerente ed armoniosa nella cornice rappresentata dal paesaggio appenninico.

Attorno a questo immenso patrimonio va dunque costruita una progettualità di lungo termine, per far sì che questi importanti settori possano affermarsi al meglio e rappresentare, almeno in parte, un’alternativa alla crisi manifatturiera, e che possano contribuire al miglioramento della qualità di vita che dovrebbe essere il fine ultimo di ogni modello di sviluppo.

L’area appenninica è interessata anche da altri progetti, come quelli degli impianti eolici per la produzione di energia elettrica, che mettono però a repentaglio lo sviluppo di queste progettualità in quanto vanno a compromettere il paesaggio, l’integrità e la fruibilità degli ambienti montani.

Ovviamente nessuno è contro le energie rinnovabili, ma è assolutamente necessario prevederne la realizzazione in modalità e in luoghi tali da non mettere a repentaglio posti di lavoro e un patrimonio come quello paesaggistico che appartiene alla collettività ed è inalienabile.

Inoltre spesso sulle nostre montagne non esistono le condizioni ventose per una ottimale produzione energetica, e la redditività economica dell’impianto è basata sugli incentivi (pagati in bolletta).

Considerando questi elementi, e considerando che vi sono molte forme di energia rinnovabile applicabili ai territori come il nostro, è ovvio che gli impianti eolici così progettati non rappresentano una operazione di interesse collettivo, anzi mettono a repentaglio ciò che costituisce la base economica di un territorio e della comunità che in esso vive.

La sfida politica è dunque questa: capire in quale direzione debba andare il nostro territorio, capire una volta per tutte quale sia la nostra vocazione e decidere sulla base di ciò se l’interesse collettivo delle popolazioni che lo vivono sia prioritario a quello dei singoli privati, come peraltro affermato dall’art. 41 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Comitato Difesa Monte Mezzano

con preghiera di massima diffusione

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