Reiterazione del progetto di Poggio Tre Vescovi nell’omertà delle Pubbliche Amministrazioni

I passaggi dell’iter che avrebbero condotto (il condizionale è d’obbligo!) al nuovo processo di Valutazione di Impatto Ambientale hanno avuto la stessa pubblicità di una riunione della Carboneria.

Questa volta abbiamo toccato il fondo. Appare incredibile: una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) come l’araba fenice. Che ci sia ciascun lo dice dove sia nessun lo sa.
Voci sempre più insistenti si stanno susseguendo circa la reiterazione della proposta di un grande impianto eolico al Poggio Tre Vescovi, dove convergono i confini delle province di Arezzo, Rimini e Forlì-Cesena.
Ancora ricordiamo la bocciatura di un precedente progetto di impianto
(colossale – 36 turbine alte ciascuna 175 metri, che allora sarebbe stato il più grande d’Italia ed il secondo in Europa – ipotizzato alcuni anni fa nello stesso luogo e di cui si era occupato anche il compianto Mario Pirani sulle pagine di Repubblica)

a seguito di una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che era giunta fino al Consiglio dei Ministri, dopo un passaggio, controverso e non risolutivo, a livello regionale.

Ricordiamo per inciso che, proprio allora, alcuni suoi fautori erano balzati agli “onori” delle cronache.

Ma, da una notizia online che sembra come sfuggita per errore a qualche malaccorto, pare che l’ossessione a tappezzare i nostri crinali di inutili turbine di risibile produttività non si fermi davanti a nulla. Pare infatti (i “pare” abbondano in questa storiaccia da Carbonari) che sia in corso di svolgimento una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, stavolta direttamente presso la Presidenza del Consiglio. Colpisce che le comunità locali, almeno quelle che fanno riferimento più o meno diretto alla RRC – così come pure le direzioni regionali di associazioni che a suo tempo si erano battute contro l’impianto, come Italia Nostra e WWF – non avessero notizia alcuna di questo nuovo progetto, che appare come nascosto dietro un muro di silenzio che lascia perplessi. Non risultano notifiche, incontri pubblici, pubblicazioni di documentazione né di altro. Eppure, se il progetto è stato giudicato degno di una VIA governativa, non dovrebbe essere paragonabile all’impermeabilizzazione del coperto di un ricovero di legna da ardere…
Nessun pubblico amministratore coinvolto ammette esplicitamente alcunché.
Ma lascia ancora più perplessi il venire a sapere che qualche funzionario pubblico locale, con la motivazione che l’autorità titolare della VIA non era quella da cui lui dipendeva, abbia negato a un cittadino l’accesso (gratis, un semplice click!) a qualche informazione in più. Non è quindi dato sapere la potenza dell’impianto, il numero di turbine previste (che sembrano molte di più di quattro o cinque in tutto, ma anche su questo le voci sono discordi) e neppure perché la procedura di VIA sia tenuta direttamente dal Ministero.
Non sappiamo se definire questa vicenda più scandalosa, grottesca oppure paradossale.
Ci piacerebbe però che quel funzionario leggesse la L. 349/1986, che istituì il Ministero dell’Ambiente, legge che, al comma 3 dell’art. 14, già quasi trent’anni fa stabilì il diritto del cittadino qualsiasi ad accedere alle informazioni (non solo alle documentazioni) di rilevanza ambientale. E che magari leggesse anche il testo del D. Lgs. 195/2005, che 10 anni or sono ha dettagliato e ribadito tale diritto, ben oltre il semplice “accesso alla documentazione” sancito dalla stranota legge 241 del 1990.
Cerchiamo di venire incontro allo strabismo di tale funzionario, e di tutti quelli che si comportano come lui, suggerendo loro di leggersi almeno, su questo stesso sito web, la pagina “Risorse” che riguarda l’ “Accesso alle Informazioni Ambientali“: scopriranno un mondo di trasparenza che forse era loro ignoto.
E presto aggiungeremo, proprio a maggior gloria della trasparenza, una noticina sull’art. 14 – comma 3 – della Legge 349/1986. Come allenamento, possiamo suggerire, nel frattempo, di accedervi allenandosi a usare la pagina (sempre nelle “Risorse”) che riguarda l’ “Accesso ai Testi di Legge“.

Non fa male, almeno non fa male quanto l’ignoranza.

Franco Svizzero

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2 risposte a Reiterazione del progetto di Poggio Tre Vescovi nell’omertà delle Pubbliche Amministrazioni

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