Poggio Tre Vescovi: il discount dell’eolico

Si apprende da fonte giornalistica (!) di una ennesima ipotesi, presentata dalla Geo Italia negli inaccessibili meandri dei palazzi romani, di riduzione dell’impianto: questa volta a… 10 pale. E’ il riconoscimento implicito delle tesi del comitato e delle tante associazioni contrarie al ciclopico progetto di 36 pale, già respinto a suo tempo. Trattandosi di una proposta lecita ma evidentemente del tutto diversa da quella originale, per ripristinare una condizione di legittimità è però necessario considerarla in una rinnovata e distinta valutazione di impatto ambientale, da svolgersi nella sua sede propria.

Nel 2010, quando prese avvio l’iter autorizzativo dell’impianto eolico di Poggio Tre Vescovi (a cavallo tra i territori comunali di Verghereto FC, Casteldelci RN e Badia Tedalda AR), il progetto, presentato dalla Geo Italia, prevedeva l’installazione di 36 turbine. Nel 2012 quel progetto è stato bocciato dal Consiglio dei Ministri, ma la vicenda sembra ancora aperta.

“Questa storia ha assunto aspetti che rasentano il ridicolo. Purtroppo è di enorme gravità” afferma Anna Missiroli, portavoce del Comitato cittadino Salviamo Poggio Tre Vescovi. “Si sta trascinando oltre i tempi imposti dalle disposizioni di legge a causa di una strana inerzia dell’organo di governo. La ditta proponente continua a sfornare nuove proposte al ribasso, ma ha ormai perso di credibilità. Nel 2015 presentò una versione ridotta dell’impianto da 36 a 31 turbine, avvertendo però che questo avrebbe portato il progetto sulla soglia della “non-bancabilità”, cioè al limite minimo della sostenibilità finanziaria. Malgrado non fosse bancabile, l’anno successivo ridusse ulteriormente il numero delle turbine a 27. Con l’ultima proposta, emersa durante la recente conferenza dei servizi, lo scorso 19 dicembre, le turbine si riducono addirittura a 10.
Alla faccia della non-bancabilità! Ormai siamo al discount dell’eolico! Come può essere credibile questa Geo Italia? I nostri amministratori dovrebbero valutare l’affidabilità di questa azienda con la massima cautela”.
Il sindaco di Casteldelci ha già espresso un netto diniego all’installazione delle gigantesche turbine della Geo Italia, alte 180 metri, sul territorio amministrato dalla sua giunta, in una zona (la testata del torrente Senatello, in alta Val Marecchia) che è ad alto rischio sismico e interessata da frequenti episodi franosi. La stessa Geo Italia, quando nel gennaio 2016 presentò un’ipotesi progettuale che riduceva il numero di aerogeneratori da 31 a 27, lo fece proprio perché i quattro eliminati erano in origine previsti all’interno di aree di dissesto idrogeologico.
“Anche su questo punto Geo Italia si è dimostrata totalmente inaffidabile” continua la Missiroli. “Se non si fossero sollevate voci contrarie a questa operazione, come quella del nostro comitato cittadino, la ditta proponente avrebbe portato avanti un progetto palesemente pericoloso. In ogni caso, dopo il 2012 la Geo Italia ha presentato solo delle ipotesi, mai un progetto definitivo. Di che cosa allora stanno ancora discutendo a Roma durante le varie conferenze dei servizi? Con questa girandola di numeri, che abbiano perso la bussola?”

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