Ladri di bellezza scatenati

In pieno svolgimento a Roma l’assalto al sistema di tutele ambientali e paesaggistiche per favorire l’eolico.

gentiloni

Dopo gli episodi di servilismo governativo verso i lobbysti dell’eolico in occasione della redazione della nuova Strategia Energetica Nazionale (Sen) denunciati da noi e dalle associazioni ambientaliste al nostro fianco, a Roma si prosegue sulla stessa falsariga.
In questi giorni al Governo stanno lavorando con la massima alacrità, prima dell’incombente fine della legislatura, su due fronti convergenti:

1) per scrivere un nuovo decreto per le aste (e quindi per la concessione di nuovi incentivi) nel triennio 2018-2020 come richiesto dall’Anev e – contemporaneamente e per ridurre i costi degli speculatori

2) per nuove linee guida più permissive per l’eolico. Leggiamo dalla nuova Sen: (pag. 266) “A livello amministrativo si proporranno… linee guida… in materia di energia … in particolare in tema di semplificazioni delle autorizzazioni per le infrastrutture e gli impianti energetici… In questo processo di semplificazione, un’importanza specifica avrà l’aggiornamento delle linee guida sugli impianti di produzione di energia elettrica rinnovabile…” e (pag. 88): “Per la questione eolico e paesaggio, pare opportuno un aggiornamento delle linee guida per il corretto inserimento degli impianti eolici nel paesaggio e sul territorio, approvate nel 2010, che consideri la tendenza verso aerogeneratori di taglia crescente e più efficienti, per i quali si pone il tema di un adeguamento dei criteri di analisi dell’impatto e delle misure di mitigazione. Al contempo, occorre considerare anche i positivi effetti degli impianti a fonti rinnovabili, compresi gli eolici, in termini di riduzione dell’inquinamento e degli effetti sanitari, al fine di pervenire a una valutazione più complessiva degli effettivi impatti”.

I vandali e le fisime della Costituzione.
Antonio Cederna scriveva sessant’anni fa, nel suo volume “I vandali in casa”, che “per ridicolizzarli e combatterli è utile conoscere i luoghi comuni ai quali essi fanno ricorso, quando vogliono mascherare le loro intenzioni e imbrogliare gli ingenui. Preliminare – osservava già allora Cederna – è sempre il pretesto igienico-moralistico. Il tenero cuore dei vandali è offeso; scopo dei loro amorevoli progetti sarebbe la bonifica, la salute dei cittadini. Non crediamo mai una sola parola di questi Tartufi. Unica mira dei vandali è invece quella di realizzare immensi guadagni speculando”. Apparentemente non c’è niente di nuovo sotto il sole. E neppure, nella fattispecie, sotto il vento.

Perchè poi il Governo si dovrebbe preoccupare? Forse perchè l’articolo 9 della Costituzione afferma che la Repubblica tutela il paesaggio della Nazione? Ma no. In fondo, a quanto pare, basta un fervorino ripetuto infinite volte nella Sen (ad esempio a pag. 16: “Di grande rilievo per il nostro Paese è la questione della compatibilità tra obiettivi energetici ed esigenze di tutela del paesaggio. Poichè la tutela del paesaggio è un valore irrinunciabile…”) non solo per tacitare le coscienze, ma anche per esorcizzare l’obbligo costituzionale. Oppure, per superare tutte queste fisime, si possono evocare taumaturgiche “misure di mitigazione”, per le quali si intende, in genere, la verniciatura di alcuni metri della base delle torri degli aerogeneratori (ormai prossimi ad una altezza complessiva di duecento metri) con corone circolari di diverse tonalità di verde quando questi sono collocati, come spesso capita, in mezzo ad un bosco su un crinale. Parlare di “mitigazione” di questi obbrobri è offensivo, ma non tanto per noi, quanto per il buon senso di chi fa uso di questo termine in questo contesto.

Delirio di onnipotenza eolica.

L’impudenza dei vandali è senza fine, scriveva Antonio Cederna. Ma qui si superano i limiti. Il 19 dicembre scorso l’Anev ha persino convocato un alto funzionario ministeriale nella propria sede. Secondo il comunicato stampa congiunto Anev – Elettricità Futura:

“Si è svolto oggi il Tavolo di confronto tra le Associazioni e le Istituzioni sul rinnovamento eolico, riservato alle aziende associate all’ANEV e ad Elettricità Futura, presso la sede dell’ANEV. Erano presenti Simone Togni, Presidente dell’ANEV, Simone Mori, Presidente di Elettricità Futura, Marcello Cecchetti, Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Ambiente, Stefano Conti di Terna e Tommaso Barbetti di Elemens”.

“La semplificazione autorizzativa è fondamentale per la realizzazione di impianti da FER.” ha commentato Simone Togni, Presidente dell’ANEV “Oggi ci troviamo di fronte a situazioni assurde che vedono per tali fonti spesso procedure più lunghe e complicate di quelle per le fonti fossili. Per raggiungere gli obiettivi assunti nella SEN e ottemperare agli obblighi di Parigi è necessario semplificare le procedure ambientali per il rinnovamento degli impianti esistenti e per i nuovi”.

“Simone Mori, presidente di Elettricità Futura: La fonte eolica risulta, infatti, centrale nello sfidante scenario energetico delineatosi a valle dell’approvazione della SEN, motivo per il quale l’adozione di procedure di semplificazione normativa è assolutamente imprescindibile”.

“Abbiamo dedicato una approfondita istruttoria legislativa e una particolare cura al tema delle semplificazioni procedimentali nella predisposizione della recente riforma della disciplina della valutazione d’impatto ambientale” ha commentato Marcello Cecchetti, Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Ambiente “Ora ci aspettiamo, in tempi brevissimi, che possano vedere la luce i decreti ministeriali attuativi che dovranno prevedere, anche specificamente per gli impianti eolici, le liste di controllo che serviranno a verificare preventivamente, in un termine ridottissimo di soli trenta giorni, la corretta procedura da attivare per le modifiche, le estensioni o gli adeguamenti tecnici finalizzati a migliorare il rendimento e le prestazioni ambientali degli impianti esistenti”.

Tutto questo improvviso attivismo governativo, la sua sollecitudine a compiacere le lobby e il pullulare di convegni e incontri post Sen con il Governo, organizzati da società ed associazioni che hanno avuto i propri conti trainati dal business regolato delle Fer elettriche, nascondono in realtà un problema.

Un imprevisto rovina i piani e mette fretta.

Lo si può intuire nel corsivo della Staffetta Quotidiana del 14 novembre scorso, intitolato “L’eco della SEN”:
“Ha ricevuto tutto sommato poca eco sulla stampa la presentazione della versione definitiva della Sen, se si esclude il mondo relativamente ristretto degli addetti ai lavori. Una reazione comprensibile, visti gli effetti pratici del documento… va infatti ricordato che la Sen resta un’elaborazione politico-programmatica interessante che ha però un livello di cogenza nullo, non avendo un appiglio legislativo che ne determini il ruolo. A maggior ragione se, come la Sen 2013, arriva in zona Cesarini, con il Parlamento prossimo allo scioglimento e i ministri con le valigie in mano. Ne è evidentemente consapevole il ministro Calenda, che venerdì ha più volte sottolineato come la Sen sia “uno strumento di consapevolezza”… per non parlare dei 175 miliardi di investimenti: tutte misure che con la Sen hanno poco o niente a che vedere, adottate o da adottare sulla base di altri (e ben più cogenti) strumenti normativi”.

Sullo stesso quotidiano ha replicato stizzito alla constatazione del “livello di cogenza nullo” un editoriale del 18 novembre siglato GBZ e intitolato “Sen i prossimi passi”:

“E’ vero, il documento esce a fine legislatura, ma proprio i fattori che nel 2018 peseranno sulle decisioni in materia energetica, rendono più probabile l’esito opposto. Il messaggio dei ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, che funge da prefazione al documento afferma infatti che “questa strategia non va considerata un punto di arrivo, ma di partenza. Con la sua approvazione parte ora il lavoro per la preparazione del piano integrato per l’energia e il clima, previsto dall’Unione Europea, che dovrà indicare obiettivi al 2030…” La proposta di piano, da inviare a Bruxelles già l’anno prossimo, dovrà infatti indicare obiettivi e strumenti in grado di realizzarli”.

E’ la natura “probabile” di questo “esito opposto” che ha rovinato i disegni delle lobby. A causa dell’imprevisto ritardo di un anno della sua presentazione alla UE, la predisposizione del Piano Nazionale per l’Energia e il Clima sarà competenza del prossimo Governo, che potrebbe essere ben diverso dall’attuale. C’è anzi il concreto rischio che esso non voglia affatto favorire le clientele del Governo Gentiloni. Potrebbe persino rivelarsi ostile. In questa ipotesi, l’avere cercato di fare saltare il banco inserendo obiettivi inverosimili di eolico nella Sen, che non è vincolante come invece lo sarebbe stato il Piano Energia approvato dall’Unione, rischia di essere stata una mossa controproducente. Gli eolici e i loro amici potrebbero così essersi esposti a future ritorsioni. Peggio ancora, il prossimo Governo potrebbe non credere ai miracolosi progressi attesi nei sistemi di accumulo dell’energia elettrica prodotta dalle Fer non programmabili, senza i quali tutta la nuova Sen perderebbe senso. In tal caso, essa verrebbe cestinata con ignominia.

Le Wunderwaffe degli eolici: le “tecnologie dirompenti”.
Vediamo di che cosa si tratta nell’articolo della Staffetta Quotidiana del 23 novembre “Le tecnologie dirompenti che cambiano il volto dell’energia”:
“Accumuli e digitalizzazione: si ascrivono a questi due ambiti le tecnologie “dirompenti” che cambieranno volto al settore energetico… Del tema si è discusso nel corso del convegno “Le disruptive technology cambieranno gli scenari energetici”, organizzato dal Coordinamento Free… Si parla di tecnologie che, a parere del presidente del Coordinamento Free GB Zorzoli, “modificheranno radicalmente l’organizzazione e il core business del settore …” Nel suo intervento, Zorzoli ha evidenziato l’inesorabilità dello sviluppo di queste tecnologie e delle relative conseguenze… per rispettare gli obiettivi al 2030… richiede anche una forte crescita delle batterie di accumulo… Aggregando l’eccesso di produzioni da rinnovabili d’estate e caricandolo in inverno, il costo marginale diventa conveniente rispetto al termoelettrico”. Secondo Zorzoli i tempi di sviluppo di nuove tecnologie nel campo delle batterie sono inferiori ai 10 anni. “Sono convintissimo” – ha detto – che il futuro, già alla fine del prossimo decennio, sarà fatto a tre sistemi: autoconsumo, sistemi di distribuzione chiusi e microreti più ampie di comunità energetiche locali”.

Convintissimo come qualcuno era convintissimo dell’inesorabilità dello sviluppo delle armi segrete del terzo Reich durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale… Siamo evidentemente alla fantascienza pura, non foss’altro che per i tempi inverosimili di attuazione.
Intendiamoci: niente di male se qualcuno esprime i propri sogni, pur scollegati da elementi di ragionevolezza ed inconciliabili con ben più realistiche previsioni. Grave, invece, se lo fanno le istituzioni.

Così il Quotidiano Energia del 16 giugno, nell’articolo di Antonio Jr Ruggiero “Fer non più una nicchia sussidiata”, dove si riporta quanto dichiarato da “Andrea Napoletano segretario generale al Mise, intervenuto ieri al convegno organizzato da Anev al Gse per la Giornata mondiale del vento”. Secondo Napoletano: “Per le Fer, in particolare, “siamo a una svolta” anche grazie agli sviluppi in settori strategici come gli “accumuli”. E ancora: “Da Napoletano è arrivato l’invito ad associazioni e stakeholder (Napoletano depreca chi fa uso del termine “lobby”. Ndr) “a incontrarsi nuovamente in questo mese e non solo a scriverci” per avere una Sen il più possibile “condivisa”.

Improvvise conversioni dei reprobi.

Abbiamo motivo di temere che questo incontro ci sia stato e che sia stato molto fecondo. E’ di questo stesso periodo – evidentemente – anche l’inquietante trasformazione del ministro dello Sviluppo economico Calenda dal Dottor Jekyll di “La scelta fatta con le rinnovabili è stata una scelta dissennata” al Mister Hyde che ha firmato la nuova Sen, che prevede l’apoteosi proprio delle rinnovabili elettriche non programmabili da lui deprecate pochi mesi prima, ossia quelle più costose per le bollette e più dannose per l’economia, oltre che per l’ambiente e il paesaggio. In sede di presentazione della Sen, Calenda-Mister Hyde ha persino tenuto a rimarcare, con un classico argomento dell’eco-fondamentalismo catastrofista, che “chi deciderà di opporsi alle nuove infrastrutture deve essere consapevole che ostacolerà anche il processo di decarbonizzazione”.

Sempre nello stesso articolo di Antonio Ruggiero sul Quotidiano Energia si fa accenno all’altro deus ex machina (questa volta di natura finanziaria) che viene evocato nella Sen ed in tutti i convegni degli “stakeholder” e che risolverebbe i problemi di finanziamento all’eolico, evitando il ricorso (ma, chissà perchè, solo dopo il 2020) a nuovi insostenibili incentivi: il PPA (Power Purchase Agreement). “Di sviluppo delle Fer – scrive Ruggiero – ha parlato anche il presidente dell’Autorità per l’Energia, Guido Bortoni, ipotizzando l’introduzione di strumenti come il “power purchase agreement” per favorire una contrattualizzazione del “nuovo eolico” attraverso la “domanda privata”.

Un ennesimo gioco di destrezza ai danni dei creduloni: i Power Purchase Agreement.
Ai PPA è stato addirittura dedicato, una decina di giorni fa, un convegno della Confindustria. Le centinaia di miliardi di euro degli italiani già impegnati per gli incentivi – oltre ai costi ancillari senza fine (che specularmente per alcuni sono ricavi senza fine) necessari alle rinnovabili elettriche non programmabili – e segnatamente, dopo la nuova Sen, la prospettiva di ottenerne ancora di più inducono gli operatori, prima dell’avvento di un nuovo Governo, a non farsi crescere l’erba sotto i piedi.

Così riporta l’evento il Quotidiano Energia nell’articolo “Fer, i Ppa uniscono produttori e consumatori di Confindustria”: “Mori (EF) “Per la prima volta assieme”. Gozzi (Federacciai): “Serve garanzia pubblica”. Barra (Mise): “Lavoriamo a decreto aste, poi focus sui contratti”… L’occasione è stata il workshop dei Renewables corporate Ppa in Italia” organizzato da Elettricità Futura e Federacciai… “Credo che sia la prima volta – ha sottolineato il presidente di EF Simone Mori – che le due parti organizzano un evento su un tema innovativo come questo, che può essere “win-win”, con vantaggi per entrambi”.

Ma com’è possibile, vi chiederete. La risposta sta nella citata “garanzia pubblica” per questi contratti. Si parla di “garanzia pubblica” ma, in fondo, si tratta ancora di incentivi, sebbene mascherati. Secondo voi chi la fornirà e, soprattutto, chi la pagherà? Proviamo ad essere profeti: saranno quegli stessi che hanno sempre pagato finora, in questa ubriacatura delle rinnovabili elettriche non programmabili che per i comuni mortali, al contrario della Confindustria, si è sempre rivelata una strategia “lose-lose”. Ci riferiamo alle piccole e medie imprese e, soprattutto, agli utenti domestici che, come avranno ormai compreso dalle loro bollette, finanziano incentivi, nuove reti ad hoc, extra costi di dispacciamento per garantire l’equilibrio al sistema, regali agli energivori per non far “delocalizzare” le loro attività produttive, tariffa degressiva (incredibile…) e, prossimamente, capacity market.

Ora incomincian le dolenti note a farsi sentire nelle bollette.
Un’autentica carneficina, capace di provocare, prima o poi, una sollevazione popolare. Al punto che l’AEEG aveva già lanciato l’avvertimento, che riportiamo dall’articolo “L’Autorità lancia l’allarme oneri: “Valutare rinvio riforma tariffa” del Quotidiano Energia del 6 novembre:
“Dal primo gennaio 2018 molti consumatori italiani potrebbero subire “incrementi significativi” della bolletta elettrica per l’effetto combinato della riforma della tariffa per i clienti domestici e delle nuove agevolazioni per gli energivori. E’ quanto afferma l’Aeegsi in una segnalazione inviata a Governo e Parlamento, nella quale si invitano le istituzioni a “valutare l’opportunità di fornire all’Autorità indirizzi sugli obiettivi da privilegiare”, magari rinviando di un anno (dopo le elezioni. Ndr) il completamento della riforma inerente le componenti a copertura degli oneri generali di sistema”. Dal prossimo anno, infatti, sarà operativo il terzo e ultimo step del processo che ha portato a eliminare la tariffa progressiva, con effetti finora limitati ai servizi di rete. Dal primo gennaio dovrebbe però partire anche l’attesa nuova disciplina delle agevolazione degli energivori.”
Il tutto andrebbe a danno – in particolare – dei consumatori domestici a bassi consumi (che sono tanti e che votano alle elezioni politiche). E, aggiungiamo noi per completezza d’analisi, il prossimo anno dovrebbero partire anche il capacity market e gli incentivi per le nuove aste che si stanno allestendo proprio in questi giorni.
“Il tutto senza considerare – prosegue l’Authority – che “sulla base di prime proiezioni, ancora molto preliminari, ulteriori incrementi sono oggi prevedibili con riferimento all’aggiornamento delle componenti tariffarie relative alla materia energia”. Che sbugiarderebbero, aggiungiamo di nuovo noi, chi afferma che la riduzione degli ultimi anni del prezzo all’ingrosso dell’elettricità sia stato dovuto alle rinnovabili e non, invece, al crollo del prezzo del gas naturale.

Il ruolo di Gentiloni e della lobby di Legambiente.
gentiloni2
Decisivo, per queste repentine conversioni governative pro-eolico, è stato il ruolo del premier Gentiloni, le cui radici nella politica affondano in Legambiente e nel legame con il suo presidente onorario Ermete Realacci, oggi presidente della Commissione Ambiente della Camera e attivissimo “ecologista del fare”. Il Presidente del Consiglio ha non solo presenziato, al contrario del suo predecessore Monti, al vernissage della nuova Sen dove ha avallato millanterie degne del peggior Renzi, ma, subito dopo, ha anche ospitato, come si legge sul Sole del 22 novembre nell’articolo “Gentiloni: green economy pilastro per competitività e lavoro“, Ermete Realacci a Palazzo Chigi per la presentazione del rapporto GreenItaly 2017 della fondazione Symbola, creatura di Realacci stesso.

Persino più grave, a livello simbolico e mediatico, è stata la sua partecipazione il 4 dicembre al convegno dell’Enel “L’Italia e le energie rinnovabili” in cui ha riportato i numeri sui posti di lavoro, in verità un tantino spudorati, e tutto l’armamentario del rapporto GreenItaly.

L’Enel e i vantaggi del “pensiero elettrico rinnovabile”.
gentiloni3
Lo scorso anno l’Enel è diventata, grazie all’ideologia del “pensiero elettrico rinnovabile”, la prima azienda italiana per fatturato, con flussi di cassa che le permettono una principesca politica di dividendi ad onta del suo pesante indebitamento. Nell’occasione del convegno, l’Enel aveva allestito una scenografia volontariamente allucinante, dedicata al nuovo ossessivo “paesaggio eolico” che attende l’Italia. Gentiloni, con il tricolore a destra, la pala eolica a sinistra e Realacci trionfante in prima fila, vi si è collocato senza imbarazzi, come si può apprezzare dalle foto orgogliosamente esposte sul sito web della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ambientalisti contro i vincoli nelle aree protette? Si attendono smentite urgenti.
Sempre a proposito di questi “ambientalisti del fare”, riportiamo un altro comunicato stampa dell’Anev: “Le linee guida europee e gli studi scientifici non escludono lo sviluppo dell’eolico nei siti Natura 2000“.

L’Anev coinvolge Legambiente, i cui vertici non hanno smentito queste gravissime affermazioni di collaborazione attiva nel detrimento del sistema delle aree protette italiane:
“Oltre ad adottare target vincolanti per l’incremento delle Rinnovabili nei Paesi membri, l’UE ha adottato diverse leggi a tutela della natura e della biodiversità. In particolare, la Direttiva Uccelli e Habitat dell’UE hanno dimostrato di essere la pietra miliare per proteggere il capitale naturale dell’Europa. L’industria eolica è pienamente conforme a queste leggi. Infatti, attraverso il documento di orientamento della Commissione europea “Sviluppi dell’energia eolica e Natura2000″, l’UE afferma chiaramente che le direttive Uccelli e Habitat non escludono lo sviluppo di parchi eolici nei siti Natura2000, ovvero in zone ad alta valenza ambientale, come SIC e ZPS, in quanto non arrecano danni alla fauna selvatica e più generalmente alla tutela della biodiversità. Ciò significa che, come sempre sostenuto da ANEV grazie ai lavori con ISPRA e Legambiente, nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale Eolico e Fauna, occorre effettuare valutazioni caso per caso anziché rispondere con NO incondizionati a proposte di impianti eolici anche in aree protette come quelle tutelate dalla Direttiva Europea Habitat. Dal lato degli operatori eolici, è necessario ricordare che l’ANEV per mezzo di Protocolli relativi alla salvaguardia ambientale e dell’avifauna, elaborati con il supporto di Legambiente e ISPRA, impone alle proprie aziende associate di effettuare studi preliminari atti a valutare l’esistenza di rotte migratorie e individuare soluzioni di mitigazione laddove ve ne fosse bisogno”.

Beate speranze.
In attesa di un Governo in grado di mostrare qualche grado di autonomia rispetto ai diktat europei più strampalati ed alle pretese più tracotanti dei Poteri Forti, come primo passo per contrastare il furto di bellezza in atto facciamo nostro l’appello di Oreste Rutigliano, presidente di Italia Nostra, in conclusione del suo intervento “Eolico. Perchè NO“:
“Al Ministro dei Beni Culturali si chiede pertanto di far valere il superiore interesse del paesaggio, sia in via generale, che in ogni singolo caso che sarà affrontato dalle articolazioni periferiche del Ministero, con circolari e norme chiare che sappiano contrastare una giurisprudenza che spesso mette sullo stesso piano un genericissimo ed indimostrato interesse alla salute legato alle rinnovabili e l’interesse concretissimo alla tutela del paesaggio.”

Alberto Cuppini

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...