Orecchio e turbine eoliche

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(Questo articolo rappresenta una “revue”, una relazione che fa il punto sull’attuale conoscenza che si ricava dalle ricerche sull’argomento in oggetto. La rivista su cui compare l’articolo è di livello internazionale, con un comitato di revisori che valuta la validità scientifica dell’articolo stesso prima di accettarlo per la pubblicazione. Nella valutazione della validità scientifica i revisori considerano l’attualità degli argomenti trattati, la loro precisione scientifica e la attendibilità delle pubblicazioni citate.)

RISPOSTA DELL’ORECCHIO AI SUONI A BASSA FREQUENZA, INFRASUONI E TURBINE EOLICHE

Alec N. Salt, Timothy E. Hullar

Dipartimento di otorinolaringoiatria, Washington University School of Medicine

Rivista: Earing Research 2010 , 1-10
Ricevuto 29 aprile 2010
Accettato 09 giugno 2010
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ABSTRACT

Gli infrasuoni sono generati internamente nel corpo (respirazione, battito cardiaco, tosse ecc.) e da sorgenti esterne come condizionatori d’aria, abitacoli dei veicoli, alcuni processi industriali e dalle turbine eoliche, impianti oggi in continuo aumento. E’ opinione comune che gli infrasuoni prodotti ad una frequenza inferiore a quella udibile non abbiano influenza sull’udito. In questo articolo studiamo i possibili meccanismi attraverso i quali suoni a bassa frequenza con livelli udibili o non udibili possano influenzare la funzionalità dell’orecchio.

L’orecchio interno ha elaborato meccanismi per attenuare i suoni a bassa frequenza, prima che vengano trasmessi al cervello. La porzione uditiva dell’orecchio, la coclea, ha due tipi di cellule sensoriali: cellule ciliate interne (IHC) e cellule ciliate esterne (OHC), di queste le IHC sono accoppiate a fibre afferenti che trasmettono gli impulsi uditivi al cervello. Le stereociglia sensoriali delle IHC sono immerse nell’endolinfa e attraverso questa ricevono stimoli meccanici, così le loro risposte dipendono dalla velocità dello stimolo (frequenza delle vibrazioni dell’endolinfa n.d.t.) e la loro sensibilità diminuisce col diminuire della frequenza del suono. Invece le OHC sono direttamente legate a stimoli meccanici, così l’input in arrivo rimane maggiore di quello delle IHC alle basse frequenze. A frequenze molto basse le OHC sono stimolate da suoni con livelli inferiori a quelli udibili. Benché le cellule ciliate in altre strutture sensoriali come il sacculo possano essere sintonizzate su frequenze infrasoniche (e quindi renderle udibili n.d.t), lo stimolo uditivo accoppiato a queste strutture è inefficiente, cosi che è improbabile che vengano influenzate da infrasuoni. (non rendendoli udibili n.d.t.)

È noto che le strutture  coinvolte nella regolazione del volume dell’endolinfa sono anche influenzate dagli infrasuoni, ma si sa anche che la loro sensibilità è bassa. Comunque ci sono situazioni anormali nelle quali l’orecchio diventa ipersensibile agli infrasuoni. Nella maggior partedei casi le risposte dell’orecchio interno agli infrasuoni possono essere considerate normali, ma potrebbero essere associate a sensazioni inconsuete o a piccoli cambiamenti fisiologici. Questo aumenta la probabilità che l’esposizioni elle componenti infrasoniche del rumore prodotto dalle turbine eoliche influenzi la fisiologia dell’orecchio.

>> Articolo originale (in inglese)

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