Sindrome da turbina eolica

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Breve sintesi del libro “Sindrome da turbina eolica”

L’autrice del libro “Wind Turbine Syndrome”, Nina Pierpont, ha compiuto studi multidisciplinari che le hanno permesso un approccio al problema delle patologie provocate dalle pale eoliche con modalità non banali. La dottoressa Pierpont ha infatti ottenuto la sua laurea di primo livello in biologia, il PhD in ecologia “comportamentale”, dopo avere vissuto molti anni in ambienti “estremi” come la giungla amazzonica e la Groenlandia, ed infine la laurea in medicina dopo i 35 anni. Attualmente vive in un’area rurale del New England, di cui è originaria, ed esercita la professione di pediatra. Non ha titoli accademici di sorta. Per combinazione, le turbine eoliche sono state installate nel territorio dove vive e lavora perchè si tratta di zone collinose, ed alcune contee della zona, contrariamente a quanto si può credere, sono tra le più povere degli Stati Uniti. Come in Italia, essendo anche qui l’industria eolica sussidiata, i siti vengono scelti dove la prospettiva di un facile e rapido guadagno fanno premio su considerazioni negative di natura non finanziaria da parte delle popolazioni residenti.

Anche negli Stati Uniti i problemi medici concernenti la vita nei pressi delle pale è relativamente recente, per motivi del tutto analoghi a quelli italiani. In conseguenza della novità del problema, non abbondano studi “ufficiali” sulla materia. Il fine dichiarato della dottoressa Pierpont, che se ne occupa dal 2004, è appunto quello di sollecitare e stimolare ricerche in questa direzione, definendo la sindrome come un’autentica malattia di natura non psicologica.

Il libro è organizzato in quattro parti (prescindendo da un utilissimo glossario per i profani e da una bibliografia che potrà essere un buon punto di partenza per i medici che si volessero interessare al problema): una introduzione che spiega il perchè di questo lavoro, una relazione specialistica, di un centinaio di pagine, i dati grezzi, raccolti tramite interviste telefoniche, ed infine una relazione, in termini molto semplici, per i non medici, di una sessantina di pagine che chiunque, con qualche anno di studio dell’inglese a scuola e l’abitudine a leggere brevi testi in tale lingua, è in grado di comprendere.

La sintomatologia legata alla vicinanza delle pale è uniforme in tutti i paesi dove queste sono state piantate.

Questi sintomi rappresentano un sistema neurologico complesso, coerente ed interconnesso.

Tale sintomatologia viene abitualmente ignorata o addirittura ridicolizzata non solo dai periti pagati dalle industrie, ma anche dagli altri medici.

La causa prima che viene individuata all’origine della sindrome è l’emissione di vibrazioni a bassa frequenza, i cui effetti sugli uomini sono, in generale, poco compresi e poco indagati. Tali vibrazioni sembrano in grado di produrre i loro effetti anche ad elevate distanze e di attraversare ostacoli in grado, di norma, di fermare i rumori. La dottoressa tende ad escludere che sia effetto di campi elettrici e magnetici. Del resto, dopo decenni di ricerche in altri ambiti, gli effetti di tali campi non hanno mai portato a prove sperimentali scientificamente attendibili.

I sintomi riscontrati a seguito dell’emissione di “forze fisiche” dalle pale (cioè cambiamenti di pressione dell’aria, rumore e vibrazioni) sono di carattere “fisico” (pulsazioni al torace, vibrazione di organi interni, tinnitus (rumori dentro l’orecchio), mal di testa, sensazione di avere le orecchie chiuse, vertigini ecc.) e distorsioni di funzioni cerebrali (perdita di sonno, concentrazione e memoria). Altri sintomi sono spesso presenti (es. asma o certi tipi di infezione) ma non approfonditi nel testo perchè considerati conseguenze secondarie. La Pierpont enfatizza che tali sintomi non sono psicologici ma neurologici. La dottoressa individua gli stessi sintomi in una malattia dell’orecchio interno chiamata “Idropisia endolinfatica” che lei descrive come una vera e propria sindrome da pale eoliche, ma senza le pale.

I sintomi “fisici” tendono a scomparire subito se i pazienti si allontanano dalle loro case vicine alle pale ed a ricomparire appena vi fanno ritorno. I disturbi alle funzioni cerebrali necessitano invece di più tempo.

Non tutti gli individui che abitano nelle vicinanze delle pale ne soffrono, ma chi ne è affetto vede spesso la propria vita rovinata.

Si nota che tendono ad essere colpiti dalla sindrome sopratutto soggetti sofferenti di emicrania e di mal d’auto o mal di mare.

Lo studio non dà indicazioni di quanti sono i soggetti colpiti ed a quale distanza dalle pale. Questo limite, da solo, serve a togliere validità scientifica all’opera. Del resto, l’autrice afferma esplicitamente che il suo è solo un avvertimento ai suoi colleghi medici e che la sua ipotesi dovrà essere sviluppata da altri.

Dal punto di vista clinico, la principale deduzione della dottoressa Pierpont è che la causa della sindrome è l’alterazione del sistema vestibolare, a causa di errati input sensoriali forniti dall’azione delle pale a carico degli occhi e, soprattutto, dell’orecchio interno e dei recettori della pressione posti in una molteplicità di parti del nostro corpo. La sindrome non è però assimilabile, come è stato fatto, ad una malattia già nota (la malattia vibroacustica) a causa di meccanismi scatenanti differenti e dalla diversa intensità del rumore. I pipistrelli muoiono per emorragia interna appena volano vicini alle pale e non certo per l’intensità del rumore. Tutti gli intervistati riconoscono che la direzione verso cui soffia il vento e la sua intensità esasperano i loro disturbi. Quando il vento cambia caratteristiche, provano sollievo.

La distanza dalle abitazioni che viene consigliata per l’installazione delle pale (di potenza compresa tra 1,5 e 3 MW) è, nei diversi studi fatti in tutto il mondo, superiore a 1-1,5 km e, in montagna (anche se non viene spiegata la ragione della differenza ritengo dipenda dalla ridondanza delle onde sonore emesse verso il basso in aree vallive) superiore a 2 – 3,5 km…

Il medico specialista a cui viene consigliato di indirizzarsi è perciò un neurotologo, cioè un otorino specializzato nella cura dell’equilibrio, dell’orecchio interno e delle loro connessioni neurologiche.

Il campione di casi patologici trattato dalla dottoressa comprende 10 famiglie, che vivevano ad una distanza compresa tra i 300 e i 1500 metri da una pala eolica, con 38 membri di varia età. Al momento di concludere il libro, solo una di queste famiglie lottava per rimanere nella propria casa. Le altre erano state costrette a trasferirsi altrove. Conclusioni sconfortanti, dunque…

Un fatto di importanza fondamentale è che è sbagliato concentrarsi sui livelli di rumore, misurato in decibel, perchè molto spesso le pale emettono un numero di decibel che, secondo l’ortodossia dell’acustica, non crea problemi di salute. Perciò molti controlli, anche accurati, sulle emissioni acustiche delle pale registrano livelli irrilevanti di rumore che portano a ritenere falsi i sintomi accusati. Per questo motivo la richiesta di maggiori controlli e verifiche in questo senso potrebbe rivelarsi controproducente. Semplificando molto il problema “fisico” consiste nel fatto che le pale producono delle onde (suoni e vibrazione specie di bassa frequenza e con certe caratteristiche) che vanno ad agire sull’orecchio interno ed altri organi regolatori dell’equilibrio, destabilizzandoli. Purtroppo non viene indicato nessuno strumento in grado di misurare e quindi valutare queste onde.

La ragione che viene ipotizzata per spiegare la sindrome è che il senso dell’equilibrio, nell’uomo, (e a differenza degli altri sensi che hanno un unico input sensoriale) è determinato da quattro input (fino a poco tempo fa nelle scuole di medicina si insegnava che ce n’erano solo 3), e se uno o più dei relativi canali ricettivi viene distorto, il sistema perde armonia. C’è ragione di ritenere che le pale interferiscano, in vario modo, con questi canali. Questo è il motivo per cui le persone che già soffrono di emicrania (che non è il comune mal di testa) o di mal d’auto o mal di mare, siano le più soggette alla sindrome, avendo già questo senso dell’equilibrio parzialmente compromesso da altre cause. Analogamente le persone anziane ed i bambini piccoli, che per natura hanno un senso dell’equilibrio precario, sono, a parità di tutte le altre condizioni, i soggetti più portati a soffrire da questa nuova sindrome. Per molti medici, che non conoscono la quarta forma di input, è difficile associare i sintomi della sindrome da turbina eolica con quelli della malattia riconosciuta e chiamata VVVD (visceral vibratory vestibular disturbance)

Molti studi evidenziano che il rumore a basse frequenze interferisce con i test di performance più che i rumori senza basse frequenze, e che l’esposizione al rumore incrementa l’ormone dello stress, la pressione sanguigna ed il rischio cardiovascolare. Ovviamente si incrementa anche il disturbo del sonno, che a sua volta influisce sull’apprendimento e la memoria. Molti hanno affermato che il rumore delle pale non appare alto a chi non deve conviverci, ma numerose persone riferiscono di loro ospiti che ne hanno risentito anche dopo una sola notte di permanenza.

Purtroppo manca una definizione univoca della natura della vibrazione che provoca fastidio. In alcuni casi tale vibrazione non è neppure udibile e non viene avvertita neanche apponendo le mani sui muri o sui mobili. A maggior ragione, e questo è il nostro problema principale e forse irrisolvibile, non è neppure misurabile. Questo studio non ci fornisce quindi alcuna soluzione per il breve periodo, ma solo uno spunto per allertare medici generici e specialisti a tenere in considerazione questa ipotesi di lavoro. Non possiamo, verosimilmente, fare altro che diffondere la consapevolezza del problema.

Tuttavia, per la prima volta, l’anno scorso, il suo libro è apparso nella bibliografia di un articolo accademico sull’argomento specifico: “Responses of the ear to low frequency sounds, infrasounds and wind turbines. Hearing research.” di Salt e Hullar della Scuola di Medicina della Washington University.

Ulteriore materiale è disponibile sul sito www.windturbinesyndrome.com

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